Fabrizio dieci anni dopo

Questa settimana che viene sono 10 anni che l’anima di Fabrizio ha lasciato il suo corpo fortunato, a 59 anni, uno più dei miei di quest’anno, per cavalcare nelle infinite praterie del tempo.
Fabrizio, checchè ne dicano i detrattori del ’68 ha dato il sale, il pimento, il sapore, l’anima al nostro impegno per una vita, e senza pentimenti penso bisogna riconoscercelo.
Diede il senso della poesia al nostro impegno e ci fece comprendere quanto limitante era il marxismo leninismo meccanicista e semplificatore e, a volte, come il fascismo che a ragione combatteva, ugualmente, ma velletariamente violento. Quant’era bella la pacifica anarchia (la gestione della propria vita onestamente, in autonomia e responsabilità, con onore e dignità, e in collaborazione con gli altri per fare bene le cose per la comunità in cui viviamo, una cosa che oggi si potrebbe chiamare, anche, “accountability”, intraducibile, appunto, in italia…….e mai da praticare politicamente, che degenera….non lo fate, per favore….guardate altri blog incazzati ed impotenti….voi che ricevete questa lettera da me , tutti, state facendo molte cose, non siamo impotenti…il percorso solo è molto ma molto lungo….e necessita di molti sentieri ed aiuti….
Molti di quelli come noi che facevano il sessantotto e seguenti, una volta comprese le vere dinamiche della politica in italia ed altrove scelsero l’impegno verso un mestiere reale, o una professione chi il medico, chi l’infermiere, chi il fisioterapista, chi il poliziotto, chi l’insegnante, chi il ricercatore, chi l’operaio, chi il giornalista.
Pochi di noi fecero politica attiva, forse furono eliminati subito dalla competizione verso le alte sfere della politica dalla loro onestà.

Oggi questa cosa si capisce molto meglio.

Fabrizio era comparso alla mia attenzione durante una gita scolastica a Perugia ed Assisi, con Rita, Fulvio, Lalla, Cristina, Mauro, Edi, Manuela, e fu Lalla ad intonare, in fondo all’autobus… La città vecchia

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A me, diciassettenne per cui le osterie di Roiano, il paese vicino a Trieste dove vivevo, erano (giustamente) luoghi off limits, piene di slavi, comunisti ed ubriaconi, il che non faceva una grande differenza, quella gamba qua e quella gamba la mi sembravano più che gambe di ubriachi al tavolino, cosce di femmine da far girare la testa. La città vecchia, dopo la terza volta che la cantavamo in quel pullmann la sapevo già, e poi… Bocca di Rosa
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Bocca di Rosa era una canzone che quarantanni fa venne semplicemente censurata: non si sentiva nemmeno nell’unica radio libera dal vaticano che avevamo allora, Radio capodistria, che riuscì a pubblicare Albergo a Ore nella versione integrale, che potete trovare qui sotto nella versione di Herbert Pagani

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Ecco, cari amici, il clima di quarant’anni fa per un adolescente non era diverso da quello attuale, solo che la liberazione sessuale, che ci siamo sudati con tanta fatica, oggi è diventata un commercio dell’osceno, non la liberazione che tutti speravamo avvenisse nei costumi e nelle pratiche di vita delle famiglie e delle coppie.

C’era molto marcio sotto il nostro sedere, e non lo sapevamo. Oggi si vede, siamo il secondo paese più corrotto dell’Unione Europea, e nessuno fa nulla per migliorare.

Fabrizio riuscì a vedere anche questa cosa nella meravigliosa Don Raffaè qui nella versione con Roberto Murolo, live, in Piazza a Napoli. 12 anni fa, al festival dell’Unità,  non era diverso da ora
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Fabrizio comunque ci regalò, quasi per gioco, molte chicche, per cui fu inevitabile per noi diventare pacifisti o anti militaristi, il che era quasi la stessa cosa, con La guerra di Piero
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diventò improvvisamente chiaro che non tutta la magistratura era affidabile, ma che un giudice  buon anima, con i suo amici fascisti, subito aveva cercato di incastrare un povero ballerino anarchico per la strage di Piazza Fontana, che aveva, quarant’anni fa, stroncato gli afflati di libertà e giustizia che sorgevano pressanti dal ’68  (non è possibile, questo è sicuro…..il seguito prova che aveva torto). Poi Valpreda fu scagionato, dopo qualche decina d’anni di un processo burla.

In seguito dei magistrati indipendenti cominciarono ad esserlo per davvero, e nacquero Falcone, Borsellino, Caselli…….eroi laici di questa nostra difficile patria
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Fabrizio aveva tradotto questa cosa paro paro da Brassens, che si trova su you tube, e che vi segnalo per gusto e salute mentale
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fu inoltre evidente che anche i mitici e noiosi regnanti del medioevo, fra cui Carlo Martello, erano in fondo in fondo degli uomini, e che, in fondo aveva ragione mio nonno, che, di fronte ad un certo perbenismo bacchettone che girava per il nostro paesello ai margini di trieste, continuava a ripetermi che “Omo no xe de legno”
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dobbiamo le parole a Paolo Villaggio, suo grande amico

ma il bello dell’amore, senza veli o frustrazioni ma per il solo piacere di due corpi e due anime che si incontrano casualmente e di quell’incontro godono, anche per una sola volta, un piacere che poi resta nell’anima per sempre, lo si trova anche nell’acqua di quella chiara fontana, qui, dal vivo, con il suo grandissimo vero autore, George Brassens
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A qualcuno poteva venir voglia persino di aiutare un assassino che fugge ai carabinieri, come il pescatore con la sua specie di sorriso….quanti profughi stiamo aiutando oggi? O li cacciamo come neanche i cani?
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a volte mi ha aiutato quando mi perdevo e mi perdo tutt’ora, come succede un po’ ogni tanto a tutti noi
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cari amici, siete oramai su youtube… ce ne sono tantissime cose di fabrizio, andatevele a cercare, sennò rischio di esagerare

vi saluto con  un esilarante ricordo di Paolo Villaggio
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Ancora una volta bisogna sentirsi fortunati ad aver trascorso, e di continuare a farlo assieme, questa vita, in questo modo, in questa italia, in questo mondo.

Difficilissimo è stato e tutt’ora è, ma noi, nonostante tutto, siamo ancora qua…stupidi o troppo bravi? Mah…

Poche generazioni sono riuscite ad essere tanto indipendenti e pulite.  Ma ci sono ora i giovani, cui dare queste cose a piene mani, e loro, che se le prendano o no, potranno rielaborarle, assimilarle, cambiarle, usarle come o meglio di quanto non siamo riusciti ancora a fare noi.

Grazie per la vostra attenzione  e Grazie a Fabrizio
Se volete, diffondetela pure ai vostri amici, queste cose devono essere a disposizione di tutti, soprattutto qui ed oggi, 2009, anno che sarà difficile per tutti

andrea

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