Il bilancio partecipativo è una delle forme che assume il ben più ampio cambio di paradigma rappresentato dalla democrazia partecipativa. La democrazia partecipativa si differenzia da quella rappresentativa che caratterizza le democrazie occidentali perché implica la possibilità per i cittadini e per la cosiddetta società civile di incidere direttamente, non quindi votando un rappresentante, sulle decisioni della pubblica amministrazione. Un cambio di paradigma per una cultura del diritto pubblico, quella italiana, che deriva direttamente dallo ius romano, caratterizzata da un atteggiamento paternalistico nei confronti dei cittadini e da una burocratizzazione non più funzionale alla realizzazione di interventi per il benessere collettivo ma che risponde spesso solamente al suo autosostentamento.

Due sono le argomentazioni che collegano il Centro Studi Sereno Regis al bilancio partecipativo.

k6640528La prima riguarda la partecipazione. Per noi partecipazione significa esercitare il proprio potere personale sia al livello individuale sia a livello collettivo (Aldo Capitini, Il potere di tutti). La democrazia è tale solo se questi due livelli di potere sono esercitati da tutti senza produrre sofferenza non necessaria.

Il secondo motivo è più di ordine metodologico, il Centro Studi Sereno Regis si occupa di trasformazione nonviolenta dei conflitti, fine, competenza, approccio e metodologia utile nel momento in cui si chiede alle persone di esercitare sovranità, a livello personale e di comunità. L’esercizio di innumerevoli sovranità generano naturalmente conflittualità, l’obiettivo risulta quindi essere di aiutare le persone ad affrontare i conflitti senza farsi male.