“Farla franca con l’omicidio” – Johan Galtung

È il titolo della (come al solito) brillante analisi di Susan George sulla situazione bancaria dopo il collasso bancario USA dell’ 11 settembre 2001 e il crollo del 2008 (pubblicata dal Transnational Institute di Amsterdam, http://www.tni.org/article/getting-away-murder ). Se l’Occidente avesse libertà di stampa, l’analisi di una massima esperta in queste faccende, nonché i suoi rimedi suggeriti, sarebbe stata ovunque sui media con interviste dettagliate. Ma invece, ahimè.

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Pescando uno solo fra i molti punti: l’operazione della Banca Centrale Europea di estensione dei crediti; a un generoso 1%. In un’Unione di 28 stati, potremmo immaginare, da farsi direttamente agli stati membri con dei problemi. Niente affatto, direttamente alle banche, e da esse agli stati; al 6%, per esempio. In altre parole, peggio è la situazione in un paese, più prospereranno le banche e i loro consigli d’amministrazione, amministratori delegati e qualche funzionario di peso. Questo è null’altro che oligarchi UE che alimentano altri oligarchi UE, non credito diretto agli stati per coprire pensioni e stipendi a dipendenti della pubblica amministrazione (sì, ci sono ancora impiegati in giro, e molti appunto pubblici).

Al tempo stesso quasi tutti, non proprio tutti, i problemi nei paesi GIPSI – Grecia-Italia-Portogallo-Spagna-Irlanda – possono farsi risalire ai rispettivi oligarchi che hanno provveduto ad arricchirsi a spese di tutti gli altri. Protetti dai propri media, in Grecia da media in guerra con Syriza e Tsipras, e tanto più con il suo brillante ministro delle finanze – tra l’altro, semplicemente troppo brillante per la BCE, il FMI e l’UE. I commenti infatti si concentrano su quello che capiscono – giacca in cuoio, motocicletta, niente cravatta, ma non sulle sue importanti parole. Che vergogna, che disgrazia per i cittadini UE, per la democrazia; che stanno mutando in oligarchia; bancocrazia.

Tutto questo vuol dire alla fin dei conti che i non-oligarchi pagano per le malefatte degli oligarchi. Il governo greco sta per non effettuare il pagamento di giugno, rifiutandosi di spremere di più la povera gente; cosa filtrata dai media come manovra per placare l’opposizione di sinistra. Chi scrive così ha mai considerato come placare uno stomaco vuoto?

E se si confiscasse una bella quota di conti bancari degli oligarchi, si tagliassero le spese militari greche d’un terzo, o di metà dopo aver fatto come la Russia e la Cina a metà degli anni 1990, risolvendo alla svelta i problemi con la Turchia? E se le chiese praticassero il loro cristianesimo, seguendo Gesù nel suo monito ai ricchi affinché diano ai poveri? E se si avesse un tribunale di coscienza internazionale – basato su una commissione nazionale greca – che proceda a un ‘audizione approfondita sulla legalità di quelle poche centinaia o migliaia di persone che hanno contratto debiti da pagarsi da milioni d’innocenti col pretesto che lo stato sovrano serve da meccanismo per trasferire il gravame del debito dai ricchi ai poveri? A un certo punto qualche greco ha firmato per ottenere del credito a beneficio dei pochi: e se li si facesse pagare? O si chiarisse almeno una volta per tutte la questione?

Hanno una parola per quel che fanno: lo stato di diritto. L’argomentazione è che i debiti, cioè gli addebiti, sono stati contratti legalmente. Vero. L’argomento è che la Grecia, in quanto democrazia, può decidere entro lo stato di diritto come ripagare il debito. Legalmente vero. Ma moralmente, eticamente, politicamente? E che ci dice sullo stato di diritto? Governo dei legulei, piuttosto? Governo dei legulei meglio pagati?

L’uscita della Grecia dall’euro è all’orizzonte, a forza di spintoni e/o strattoni. È all’orizzonte un flusso di denaro cinese alla Grecia mediante la solidarietà ortodossa condivisa con la Russia entro la Comunità Economica Eurasiatica. E lo sono le ovvie contromisure – una ripetizione del colpo di stato CIA ad Atene del 1967, o dell’invasione inglese della Grecia nel 1944 – impedire alla Grecia di ridurre l’apparato militare, abbandonando così di fatto la NATO. La Russia detiene varie carte in quest’imbroglio, stupidamente escluse dal corpus scontato delle soluzioni, col G8 diventato G7 a causa di quanto fatto dai russi con la Crimea – peraltro così simile a quanto fatto dagli albanesi con il Kosova.

Ci sono altre possibilità: ritardare i rimborsi, abbassarne i tassi, condonarne una parte. Tuttavia, i creditori pensano di poter permetterselo, essendo in cattive acque loro stessi.

I media dovrebbero mostrarci il divario fra un oligarca greco medio e un giovane disoccupato greco medio, in cerca di sollievo presso genitori disoccupati anch’essi che vivono con i nonni e la pensione ridotta. Più che mai vale la vecchia norma: non ascoltate gli economisti che parlano di crescita del PIL – alta o bassa, positiva o negativa – incapaci di produrre le cifre per una crescita in eguaglianza – alta o bassa, positiva o negativa. Stanno gustando la loro ricetta di “sviluppo”: bassa crescita con crescita negativa in eguaglianza. Qualcuno sta imparando forse qualcosa?

Quindi, che cosa scrivono, discutono, mostrano i media? La FIFA è un macho svizzero che fa lo stesso gioco USA in Afghanistan dell’andarsene con onore, sapendo che si è spacciati, ma avendo una botta di ripresa, venendo dapprima rieletto, per poi ritirarsi. Questa roba starebbe nelle pagine dello sport – da lungo tempo non più sport ma finanza, comunque. Da qui, avanti alle pagine finanziarie e a quelle mortuarie – per lo sport; utili come notizie solo se è visibile la morale della storia: ciò che il capitalismo, la compra-vendita di giocatori, il pagare le truffe, ha fatto allo sport, può farlo anche alla scienza e alle università, investendo in splendore, comprando e vendendo, pagando le truffe per essere al vertice dell’eccellenza accademica. O quel che ha fatto all’arte, investendo in dipinti. E alle società, investendovi, come la Germania e la Grecia, spingendo in su la Germania e giù i paesi GIPSI. O fuori, la Grecia.

Ci fu uno sforzo frustrato di far sviluppare l’Africa dagli africani, da Gheddafi e molti altri, a partire dal basso. La politica greca sarà prima o poi concentrata sul fare sviluppare la Grecia dai greci, dal basso. Ci saranno tentativi di riconquistare il calcio a scopo di divertimento, che è la sua ricompensa; dal basso. Ragazzi, e adesso anche ragazze, che trovano una palla e un qualche campetto. E di riconquistare l’arte dalle avide grinfie del mercato; l’art pour l’art; le sport pour le sport.

Come la riconquista di New Orleans con la commercializzazione diretta di alimentari dai produttori ai consumatori (The Nation, 23/30-03-15). E così faranno gli altri. E magari con un po’ di ottimismo cristiano-ortodosso, non sado-masochismo.

8 giugno 2015

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: “Getting Away with Murder”

https://www.transcend.org/tms/2015/06/getting-away-with-murder-2/

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