Israele, Germania, e tre vicini parenti – Johan Galtung

Nel bel mezzo del Medio Oriente c’è Israele, che culla sogni di un Israele ancor più grande che quello di re Davide. Israele ha 5 confinanti:

Libano-Siria-Giordania-Palestina (riconosciuta da 135 stati)-Egitto.

Questo primo cerchio di vicini confina con un secondo cerchio di 6: Cipro-Turchia-Iraq-Arabia-Sudan-Libia.

Il secondo cerchio di vicini confina con un terzo di 8: Grecia-Iran-Kuwait-Bahrain-Qatar-Emirati Arabi Uniti-Oman-Yemen.

Sommandoli: 1+5+6+8 = 20 stati, costituenti il Medio Oriente esteso.

Israele non ha alleati fra gli altri 19, è stato in guerra con o entro il primo cerchio, con l’Iraq nel secondo, è all’opera per un attacco all’Iran da parte USA+eventuali altri nel terzo cerchio. Un Grande Israele, dal Nilo all’Eufrate assorbirebbe l’intero primo cerchio e buona parte di Turchia-Iraq-Arabia del secondo.

Nel bel mezzo dell’Europa post-1^ guerra mondiale c’era la Germania, che cullava sogni di una Germania ancor più grande del secondo Reich di Bismarck: un Terzo Reich più simile al primo, il Sacro Romano Impero della Nazione Germanica distrutto da Napoleone nel 1806: un Neuordnung, nuovo ordine con l’Italia per l’Europa, con la Russia come colonia tedesca. La Germania aveva 9 confinanti:

Danimarca-BeNeLux-Francia-Svizzera-Austria-CecoSlovacchia-Polonia.

Questo primo cerchio di vicini confinava con un secondo cerchio di 10: Svezia-RegnoUnito-Spagna-Italia-Croazia-Ungheria-Romania-Ucraina-Bjelorussia-Lituania.

Questo secondo cerchio di vicini confinava con un terzo cerchio di 6:

Norvegia-Irlanda-Portogallo-Serbia-Russia-Lettonia.

Questo terzo cerchio di vicini confinava con un quarto cerchio di 7:

Islanda/Groenlandia-Albania-Bulgaria-Grecia-Turchia-Estonia-Finlandia.

Sommandoli: 1+9+10+6+7 = 33 stati, costituenti l’Europa di quel tempo.

7 erano dalla parte della Germania (più o meno cambiando casacca col mutare della guerra), 6 erano neutrali, 2 combattevano la Germania (UK e Russia); 17 erano occupati, più o meno brutalizzati, più o meno resistenti.

Poi c’erano e ci sono gli USA, distanti un oceano o due, che entrarono tardi (nel 1941) in guerra contro la Germania; e più tardi ancora (nel 1967) divennero un alleato d’Israele.

Sappiamo che cosa accadde alla Germania e ai quattro cerchi di stati: quasi tutti, tutti o altri ancora nell’UE, nel Consiglio d’Europa e nell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa; rispettivamente con 28, 47 e 57 membri.

Tuttavia, non si sa che cosa accadrà a Israele e ai suoi tre cerchi di stati. Sappiamo solo che non ci sarà un Israele più grande-riconosciuto-sicuro aldilà dei confini del 1967, figuriamoci un Israele biblico ancora più grande. La questione è se possiamo imparare qualcosa dal caso tedesco che sia applicabile al caso israeliano. A qualcuno ripugnerà il confronto ma le analogie sono troppo pressanti per non tentare di trarne una lezione. Non rende accettabile il male minore il fatto che l’altro fosse molto peggiore.

In Europa il compito divenne l’integrazione pacifica di una Germania pacifica in un’Europa pacifica; nel Medio Oriente il compito è lo stesso. La visione di TRANSCEND: 1 Palestina riconosciuta; 2 stati, Israele & Palestina fianco a fianco; 6 stati – Israele e il primo cerchio – in una confederazione; 20 stati – Israele e tutti i cerchi coinvolti – in un’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione del Medio Oriente (OSCME); ipotesi che non prevede stadi intermedi. L’Europa? Ha fatto tutto a modo suo: riconobbe la DDR, ma andò oltre, e le due Germanie si fusero in uno stato; prese forma una confederazione, la CEE-CE-UE, dapprima con due stati assieme alla Francia, poi furono 6 (4 del primo cerchio e l’Italia del secondo), adesso sono 28, quasi tutti i 33 stati europei; e poi si formò un’OSCE con tutti quanti i cerchi e altri ancora.

Potrebbe funzionare per quel “male minore”, in un processo mediorientale?

  1. Andare oltre il riconoscimento della Palestina in una coalizione con Israele per una federazione, Israele-Palestina, Israstina, Palraele, Palisra, quel che sia;
  2. Cominciare con un partner cooperativo: l’Egitto democratico?, la Giordania?
  3. Espandere tale configurazione a una confederazione di 6 – Israele e il primo cerchio – poi farla crescere col secondo e il terzo cerchio.
  4. Al tempo stesso costruire un’OSCME per tutti i 20 membri. Si noti tuttavia: l’Europa ha avuto dal 1949 un’organizzazione intergovernativa a copertura sempre maggiore della regione stessa, con la Germania: il Consiglio d’Europa. Vale la pena riflettere sull’opportunità di un Consiglio del Medio Oriente, non vincolante, per la cooperazione fra uguali trasversalmente alla linea di frattura principale, del giudaismo/islam? Cominciando magari con Israele, il primo cerchio circostante, Cipro e Turchia. Che faccia quello che l’OSCE sta cercando di fare attraverso una linea di faglia ancora più antica – cattolici/ortodossi – in Ukraina e può doverlo fare dopo un’eventuale uscita della Grecia dall’euro-UE.?

In agenda ci sarebbe l’intera architettura geopolitica del Medio Oriente, non solo di Israele-Palestina, così come il Consiglio d’Europa si è concentrato sui diritti umani e sulla cooperazione non controversa: cultura, gemellaggio di città, ecc.

In altre parole, non troppa ambizione, un passo alla volta, ma multilateralmente. Non ci servono altre prove che i colloqui bilaterali diretti fra l’Israele di oggi che mira a confini sicuri e riconosciuti per una continua espansione e la Palestina non diverranno mai un “processo di pace”. Ma sappiamo pure che le discussioni sulle visioni di un assetto finale devono procedere di concerto con negoziati sui primi passi da intraprendere. Non possiamo posporre le visioni né rischiare passi in direzione sbagliata. Fini e mezzi devono adeguarsi gli uni agli altri in dialoghi trasparenti. Inoltre, in quella piccola regione tanto fitta di stati, qualunque processo di pace dev’essere multilaterale, non bilaterale. Le sole visioni possono essere attraenti, perfino convincenti e indurre alla creatività; ma sono indispensabili passi intermedi accettabili a tutti. Tanto meglio quanti più sono i tracciati indicati dal qui e ora a lì e allora fra A a B.

E gli USA non sono membri del Consiglio d’Europa, né dovrebbero esserlo di un Consiglio del Medio Oriente; mentre invece sì di un’OSCME.

Gli stati seguiranno l’autorità morale del mondo d’oggi, papa Francesco, temendo di riconoscere la Palestina troppo tardi, tanto quanto temevano di farlo troppo presto. Il sionismo di Netanyahu è sconfitto, non militarmente ma moralmente. Si pensi a una federazione con un solo stato; un partner solido; un Consiglio del Medio Oriente che evolve in una confederazione; s’inizi un’OSCME.

Si pensi la pace.

18 maggio 2015
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis
Titolo originale: Israel, Germany, and Neighbors Three Removed

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