Perché è inevitabile l’estinzione del genere umano a breve termine | Robert J. Burrowes

L’espressione “estinzione umana a breve termine” è relativamente recente nella letteratura scientifica, ma a differenza di altre realtà che le ‘élite’ nazionali e i canali d’informazione dominanti sono riusciti a soffocare, questa continuerà a filtrare finché non inizierete a sentirla regolarmente. Perché?  Perché questa verità è semplicemente troppo grande da poter essere soffocata in modo permanente e l’ambiente del nostro pianeta ce ne fornisce direttamente prove continue sotto forma di catastrofi naturali e ambientali e altro, indipendentemente da quanto ce ne diano notizia o meno i mezzi d’informazione.

E’ opinione diffusa oggi che stiamo per vivere la sesta grande estinzione di massa nella storia del pianeta. L’ultima è avvenuta 65 milioni di anni fa, quando scomparvero i dinosauri.  Oggi stiamo perdendo la biodiversità a un ritmo simile ad allora. Ma questa estinzione la stiamo causando noi stessi. E noi ne saremo una delle vittime. L’unico dubbio è quando avverrà esattamente. E questo dubbio è fondato sulla presunzione non dichiarata, e fortemente discutibile, che possiamo continuare ad evitare una guerra nucleare.

Quindi, che significa l’espressione “estinzione umana a breve termine?” In sostanza, secondo quegli scienziati che la usano, significa che gli esseri umani si estingueranno intorno al 2030. Per avere una sintesi di questa opinione, ricca di riferimenti, ascoltate la lezione del prof. Guy McPherson su “Crisi del clima ed estinzione umana a breve termine” (http://www.globalresearch.ca/guy-mcpherson-on-climate-collapse-and-near-term-human-extinction/5386102 conferenza, audio inglese 59’04”) .  Perché il 2030? Perchè, secondo McPherson, la “tempesta perfetta” di attacchi ambientali che stiamo attualmente infliggendo al clima del pianeta, compresi i 28 cicli ambientali autorigeneranti che già si sono instaurati, sono già molto ben oltre quello che la Terra possa sopportare e assorbire e che si verificheranno in successione dei crolli definitivi di sistemi e processi ambientali fondamentali – ovvero, perdita degli habitat – che darà il via all’estinzione dell’homo sapiens.

Ora, va detto che sono molti gli scienziati che non condividono i termini temporali di questa prospettiva. Ad esempio, il giornalista scientifico Scott K. Johnson espone la sua opinione in “’Dove sbaglia Guy McPherson” (https://fractalplanet.wordpress.com/2014/02/17/how-guy-mcpherson-gets-it-wrong/). E, recentemente, il dr Piers J Sellers, direttore esecutivo di scienze della Terra al Goddard Space Flight Center della NASA, ha affermato che: “E’ praticamente certo che assisteremo all’aumento di 2° gradi Celsius prima del 2100, ma anche possibile che siano 3° o più.  Gli impatti in questo spazio temporale considerato saranno enormi.  Più rimandiamo delle azioni correttive, più devastante sarà il quadro”.  Vedasi: “’Esitando sul Cambiamento Climatico”. (http://www.nytimes.com/2014/11/12/opinion/wobbling-on-climate-change.html?_r=2 )

Anche se Johnson e Sellers avessero ragione e McPherson torto sulle previsioni, ci sono tuttavia moltissimi altri scienziati convinti che oggi stiamo per raggiungere dei “punti di rottura”, superati i quali la sopravvivenza degli uomini diventerà molto problematica.  Nel 2009, ad esempio, Johan Rockström, James Hansen e loro colleghi hanno spiegato che sono stati superati già tre dei nove limiti planetari interconnessi – relativamente al clima, alla perdità di biodiversità e ai cicli biogeochimici.   Vedasi:  ‘Uno spazio vitale sicuro per l’umanità”. (http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7263/full/461472a.html)

Inoltre, nel 2012, il Prof. Kevin Anderson, Vice Direttore del primario istituto britannico di modelli climatici, il Tyndall Centre for Climate Change Research, lanciò l’allarme che attualmente le emissioni sono fuori controllo e a questo passo andiamo verso un aumento della temperatura del pianeta di 6°C; aggiunse che anche l’ International Energy Agency e altre organizzazioni simili ad essa, prevedevano, all’attuale passo, un aumento di 4°C di temperatura globale (a livello pre-industriale) entro il 2040.   Anderson accusò anche molti studiosi climatici di rimanere troppo inerti di fronte alle valutazioni poco realistiche fornite dai vari governi.  Vedasi: ‘Quello che non ti diranno mai sulla catastrofe del clima”. (http://www.ecoshock.info/2012/11/kevin-anderson-what-they-wont-tell-you.html)
Quello che tali valutazioni non considerano necessariamente è l’impatto sinergico dei vari attacchi combinati al clima, compresi anche quelli non legati al clima. Questi comprendono gli attacchi all’ambiente causati dalla violenza militare (che spesso lasciano vaste aree inabitabili),  la distruzione delle foreste pluviali, l’agricoltura industriale, le attività minerarie, la pesca commerciale e la diffusione della contaminazione nucleare causata da Fukushima. Stiamo anche distruggendo sistematicamente le già limitate riserve idriche di acqua del pianeta, il che significa che la scarsità di acqua sta già diventando oggi una realtà per una parte della popolazione del pianeta, e che entro il 2020 assisteremo al crollo dei sistemi idrogeologici.  Le attività umane attuali stanno già facendo estinguere ogni giorno circa 200 specie, tra mammiferi, pesci, uccelli e insetti;  l’80% delle foreste del mondo e il 90% dei grandi pesci degli oceani sono già stati distrutti.

Nonostante queste informazioni facilmente disponibili, i governi continuano a spendere ogni giorno prioritariamente $US2,000,000,000 in violenza militare, il cui unico scopo è quello di terrorizzare ed uccidere esseri umani.
Il punto è, semplicemente: potete pure analizzare da voi stessi le prove scientifiche  e fare le vostre valutazioni sulle tempistiche e il livello di gravità della minaccia. Forse l’estinzione umana non avverrà fino al prossimo secolo. Ma sia che parliamo di estinzione entro il 2030, o 2040 o anche per il prossimo secolo, resta il fatto che l’estinzione è una possibilità ben definita.  E dopo 200,000 anni di specie, sembra una cosa ragionevole chiamarla “estinzione a breve termine”.

Dunque, è inevitabile l’estinzione umana a breve termine?

Secondo me, l’estinzione è un’evenienza molto probabile.  Ma non solo perché stiamo infliggendo al nostro paese troppi colpi mortali. L’estinzione è inevitabile a causa delle paure umane, in particolare di quelle inconsce.  La paura in noi stessi e negli altri di cui non ci si rende conto, ma che spesso determina tre capacità di importanza vitale in qualsiasi contesto: il centro dell’attenzione, la nostra capacità di analizzare adeguatamente le prove (se cioè concentriamo o meno su di esse la nostra attenzione) e il nostro comportamento in risposta a tale analisi. Ad esempio, se tu non sai che è la tua paura che non ti fa vedere dei fatti sgraditi, allora non noterai neanche che la tua attenzione è rivolta altrove e hai già dimenticato quello che hai appena letto.  O la tua paura ti impedisce di analizzare adeguatamente le prove e/o rispondere ad essa in modo intelligente.  Vedasi ‘Perchè la Violenza?’ (http://dkeenan.com/RJB-WhyViolence.pdf) e ‘Psicologia senza paura e Psicologia della paura: principi e pratiche.’ (https://anitamckone.wordpress.com/articles-2/fearless-and-fearful-psychology/) .

Quindi, se state ancora leggendo questo articolo, probabilmente avete meno paura di quanta ne abbia la maggior parte delle persone. Molti altri hanno smesso di leggere molto prima di arrivare a questo punto. Lasciatemi quindi dire qual è il problema principale della paura.  Distorce la concentrazione mentale, la capacità di analisi e il comportamento dei leader di un paese, vale a dire i proprietari di aziende e dei loro lacchè burocratici, militari, d’informazione, accademici, politici e giudiziari.   In sostanza, è impossibile massimizzare i profitti di un’impresa in un mondo che contempla dei vincoli ambientali, siano essi dettati dalla propria sensibilità o imposti per legge; quindi sarà la paura a determinare l’attività aziendale disfunzionale, a prescindere dai suoi costi ambientali. E i dirigenti di un’azienda faranno in modo che i loro lacché politici e di altro genere non siano di ostacolo, poiché le paure che muovono il loro comportamento sono molto più profonde e forti delle paure legate all’ambiente.  Per una maggiore spiegazione di questo punto,  si legga: ‘L’amore negato: psicologia del materialismo, della violenza e della guerra.’ (http://www.scoop.co.nz/stories/HL1305/S00186/love-denied-the-psychology-of-materialism-violence-and-war.htm/)

Ecco perché è inutile tentare di convincere i leader a modificare i loro comportamenti verso modelli di sostenibilità ambientale, di pace, di giustizia, ecc.: è una totale perdita di tempo. E’ la loro paura che li blocca in ciò su cui sono concentrati, in quello che pensano e in quello che fanno;  qualsiasi argomentazione, sia pure la più ragionevole ed evidente, non funzionerà per sbloccarli.

Quindi è la paura che spinge i comportamenti ambientali disfunzionali. E, la storia ci dice, sarà la paura ad impedirci di prendere in tempo utile delle misure adeguate. Questo forse significa che è inutile fare qualsiasi cosa per impedire che avvenga l’estinzione umana a breve termine? Significa forse che siamo spacciati?

Beh, se siete come me, allora siete quel tipo di persone che non si arrendono senza lottare.  Una grande lotta!  Quindi potreste considerare l’ipotesi di aderire al ‘The Flame Tree Project to Save Life on Earth’, una strategia di quindici anni per affrontare sistematicamente tutte le nostre sfide ambientali in modo da minare la paura che muove i nostri leader. Potreste anche voler firmare l’impegno online ‘The People’s Charter to Create a Nonviolent World’. (https://thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com/)

Il Flame Tree Project è stato ispirato da un grande ambientalista, Mohandas K. Gandhi, che identificò il problema dell’ambiente quasi cento anni fa, e dopo averlo fatto, scelse di vivere una vita di straordinaria semplicità e autosufficienza, simboleggiata dal suo motto: “La Terra ha abbastanza per tutti, ma non per l’avidità di tutti”.

Lo spettro dell’estinzione può anche essere lì, dietro la nostra porta, ma se avete coraggio potete ancora lottare. Di certo tentar non nuoce. Ma è necessario lottare in modo strategico e sistematico, per tentare di sconfiggere quella maledetta paura che guida i nostri leader. Quanto volete aspettare ancora prima di unirvi a questa lotta?

Robert J. Burrowes è da sempre impegnato a comprendere e a porre fine alla violenza dell’uomo.  Ha condotto numerose ricerche fin dal 1966 nel tentativo di comprendere il motivo per cui gli esseri umani sono volenti;  attivista della non-violenza dal 1981. Autore di ‘Why Violence?’  Il suo sito internet è http://robertjburrowes.wordpress.com

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article40499.htm 17.12.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Revisione a cura del Centro Sereno Regis

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14652

5 Risposte a “Perché è inevitabile l’estinzione del genere umano a breve termine | Robert J. Burrowes”

  1. Ho letto tutto… Mi domando ora, se pensassi che il processo è irreversibile, quali comportamenti dovrei adottare per non essere implicato nel l’estinzione umana a breve termine? Dove andare quali comportamenti/diete adottare di cosa fare scorta…

    Inoltre penso che parte della paura dell’uomo derivi dalle cose che ha creato e non riesce più controllare… Quasi tutti gli esemplari ormai vengono sottoposti a stili di vita ben diversi da quelli per cui era predisposto. Troppe modifiche… mi chiedo solo perché ancora ci si basa su cose così stupide come “affermarsi”… In ambito religioso militare… Tutto sempre e solo per APROVIGIONARSI delle risorse… Competendo e mettendo tutto in relazione alla MONETA… Per prevalere gli uni sugli altri. Che idiozia! Era sufficiente mettersi d’accordo prima e creare un’unica coalizione mondiale che permetta a tutti gli esemplari di prosperare. Questa può essere una follia mia, ma comunque, a cosa servisse la guerra non lo ho ancora capito. Non Mi riferisco al bene o al male. Parlo della “violenza”, del “rancore”, della “prepotenza” e di altri comportamenti umani che non sono proprio utili alla prosperità e alla salute.

    Spero infine, di non essere il solo a temere per le conseguenze ma sopratutto a non voler stare con le mani in mano. Ad ogni posto, e se devono cadere, si spera sempre che siano i meritevoli a farcela.

    Saluti a chiunque legga, e se posso vorrei che mi spedisse via mail informazioni in più. Ciao

    • Purtroppo o per fortuna l'essere umano resta comunque un animale, seppur con straordinarie capacità e potenzialità, è comunque assoggettato ai propri impulsi primordiali e ai propri istinti come il sesso, la necessità di prevaricare, il bisogno innato di riprodursi ecc.ecc. Ma questo spesso viene dimenticato, forse perchè tendiamo a sopravvalutarci sempre e comunque.
      Aldilà di questo personalmente credo che non ci sia una via d' uscita dalla situazione attuale, ovvero siamo spacciati, ma non per questo mi azzarderei a dire che ogni gesto compiuto per mitigare la situazione sia tempo buttato.
      Ad ogni modo in quanto animali, volenti o nolenti siamo al cospetto della natura la quale non fa distinzione fra meritevoli e non meritevoli.
      Bell'articolo

  2. Nel mio piccolo cerco di fare quello che posso , ad es il fatto di non avere voluto dei figli penso sia una cosa giusta, ma come dice il Signor Paolo parlando di impulsi primordiali, vallo a dire a una donna in giovane età , il suo istinto di madre che io mi azzardo a definire egoistico , prevarrà .Per quanto riguarda la paura che alberga in ogniuno di noi e che genera ogni sorta di violenze, beh su quella ci lavoro ogni giorno, anche se i risultati si vedono molto poco. Credo che non ci resti altro da fare che accettare il nostro inevitabile destino. Saluti a tutti.

  3. La mia opinione è che siamo troppi sulla terra . E le popolazioni che si riproducono di più ovviamente sono le più povere , ma in via di sviluppo . africa , asia , india . La terra non può supportare tutta questa gente che vive sempre più consumando energia di ogni tipo . Dipingiamo il mondo di bianco era un progetto fattibilissimo …. nulla di fatto perché porta via profitto . Le auto elettriche stessa storia . i cibi a km zero idem . Lo scudo spaziale x oscurare il sole nell'artico sarebbe pronto , ma niente da fare , la pesca in mare controllata , altra fantasia da raccontare ai bambini prima di dormire . Ci meritiamo di morire perché siamo intelligenti x poter rimediare e non lo facciamo . Lo trovo giusto . Se una guerra batteriologica uccidesse il 90% dell'umanità , forse quel 10 % rimasto imparerebbe la lezione…. ma la memoria è breve , tempo 3 generazioni e saremmo daccapo .

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