Urlare non serve a nulla – Recensione di Cinzia Picchioni

Daniele Novara,  Urlare non serve a nullaDaniele Novara,  Urlare non serve a nulla, BUR, Milano 2014, pp. 288, 13,00

Lo leggevo in treno, di ritorno da Milano, dove eravamo andati dal nostro amato medico per la visita stagionale; mio figlio 24enne sedeva accanto a me. E ogni tanto gli facevo vedere qualche pagina e lui mi diceva Eh, te l’avevo detto!, lui a me! Sì, ebbene sì, lui a me. Lo sappiamo tutti e tutte, noi genitori e genitrici, che il titolo del libro è veritiero… ma non riusciamo a non urlare! Molte, moltissime volte urliamo – inutilmente – con l’unico risultato di sfogarci (senza che questo produca alcun reale beneficio) per poi pentirci – il più delle volte.

Il bello di Novara – anche in altri libri – è che non teorizza soltanto; leggendolo si sente che c’è passato, che anche lui si è lasciato andare a urla belluine ogni tanto, altrimenti non saprebbe così bene descrivere lo stato d’animo e lo svolgersi delle vicende con i nostri figli. A volte sembra quasi che Daniele Novara fosse lì con noi quella volta che abbiamo urlato col nostro figlio adolescente, per convincerlo a mettere in ordine la stanza (cosa che ovviamente non ha fatto).

Ecco allora che il libro non è un insieme di parole sul modo di comunicare con i nostri figli; vi troviamo anche dei consigli, quasi delle consolazioni (come quando leggiamo del paterno che si è eclissato o – non perdetevelo! – del papà peluche); personalmente mi sono sentita meno in colpa ravvisando qui e là riferimenti alla pedagogia steineriana (che ho cercato indegnamente di seguire, quando mio figlio frequentava un asilo, appunto, steineriano), come a p. 152: Nell’infanzia l’eccesso verbale dei genitori manda in confusione i figli perché i bambini non capiscono ragionamenti troppo complicati; mi sono ricordata allora le parole della maestra Non spiegate troppo, non trattateli come adulti in miniatura, parlate loro con un linguaggio “di fiaba”, ed ero così d’accordo! E ritrovare nel libro presentato questa settimana un po’ delle cose che ho cercato di mettere in pratica come mamma mi ha fatto sentire bene.

Questo non è un libro che si può prendere in biblioteca, bisogna proprio averlo, così da poterlo consultare quando si presenta la situazione, perché ci sono anche degli esempi pratici, con il nome del bambino/fanciullo e dell’età (particolare importantissimo, perché un comportamento che va bene con un ragazzino di 10 anni non va più assolutamente bene quando lo stesso ragazzino ne ha 14). Noi genitori dobbiamo cambiare con loro, i nostri figli, pena il fallimento del compito educativo. Occorre fare la mamma/il papà in modi diversi, con modalità diverse, con aspettative diverse, altrimenti non andremo da nessuna parte. Poi ci sono proprio dei capitoli tipo Gestire i conflitti con i preadolescenti e gli adolescenti o Prendere tempo o Non giudicare.

Molto, molto interessante; per genitori/genitrici, ma anche per nonni e altri parenti, e pure per insegnanti, animatori (di oratorio e/o altro), e perfino babysitter. E poi alla fine del libro ci sono i modi per contattare Daniele Novara in persona (anche per consulenze pedagogiche, c’è scritto) e/o il Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (che dirige). Quindi niente paura: leggiamo il libro, cerchiamo di mettere in pratica quello che c’è scritto (ci sono perfino degli schemini: Cosa dire – o non dire – a bambini e bambine secondo l’età; ci sono consigli per giochi e test; ci sono indicazioni bibliografiche), e poi, prima di strozzare nostro figlio adolescente che non ci ascolta mai scriviamo a Daniele Novara!

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