Difetti nel pensiero USA – e qualche rimedio – Johan Galtung

Kuala Lumpur – Obama è di fronte a un “mostro a tre teste” (INYT 05.09.14): Russia-Ucraina, ISIS, e Asia con un “ruolo chiave” (pivot) USA. Mostrare la forza NATO in Europa Orientale; debellare l’ISIS (il rimedio di Colin Powell all’11 settembre per Al-Qaeda); il 60% della forza USA e trattati con “tutti salvo la Cina” nell’area Asia-Pacifico.

Non funzionerà. Non con Obama-Biden-Kerry, nè con McCain; che si tratti di un mostro a tre teste o tre con una ciascuno. Non c’è verso che il Donbass diventi una parte pacifica e integrata in un’Ucraina binazionale unitaria; il mondo arabo sunnita troverà modo d’integrarsi disfacendo l’accordo Sykes-Picot; e non c’è verso che un’Asia-Pacifico scelga gli USA rispetto alla Cina; li vogliono tutti e due, come così ben espresso dal primo ministro della Malaysia, Najib Razak, elogiando entrambi.

Per possibili soluzioni o vie d’uscita si veda più in basso; dapprima un’attenzione focale sulla testa del mostro USA con cervello molto difettoso. Ovviamente ci sono molte voci al vertice USA, discussioni accese; tuttavia, la politica, l’azione prodotta dal pensiero, si presenta come se fosse frutto di un solo cervello per mostrare unità. Comunque, i difetti sono molti anch’essi, e producono e riproducono cattive politiche.

1. Scambiare la mappa degli stati del mondo per la realtà del mondo. Gli stati hanno governi e capi; gli USA hanno relazioni con quelli, come fossero unità. Ma la gran parte di essi sono lungi dall’essere unitari; hanno profonde fratture all’interno.

Rimedio: Una mappa delle nazioni del mondo, 2.000 anziché 200 entità, potrebbe aiutare a superare la cecitàculturale: come, ad esempio, non sapere di sciiti/sunniti al tempo dell’ invasione dell’Iraq; non sapere di uniati/ortodossi, ucraini/russi in Ucraina; o dell’incredibile complessità culturale fra e dentro gli stati asiatici.

2. Confondere il conflitto con la violenza. O i “disordini”. Trattare il conflitto diventa gestire la violenza verso una tregua o la capitolazione, poi ripulire la situazione “post- conflittuale”, solo per scoprire che la violenza riappare, forse sotto forma di vendetta. Nulla di risolto.

Rimedio: Separare i concetti: conflitto vuol dire obiettivi incompatibili, violenza è danneggiare, fare del male; risolvere i conflitti per evitare la violenza.

3. Un cervello programmato per la vittoria anziché la soluzione. Non che alla soluzione non si pensi, per esempio per via diplomatica; ma la situazione aggrovigliata spinge più facilmente verso la vittoria (imporre la soluzione). Con violenza e conflitto frammisti, dipanare la matassa diventa molto difficile.

Rimedio: Imparare a gestire i conflitti: identificare gli obiettivi accettabili, legittimi di tutte le parti in causa, USA compresi, progettare una realtà dove essi siano soddisfatti.

4. Ostacolo: la sindrome DMA della cultura profonda.

– Il Dualismo considera alla stessa streguai “nemici” e i conflitti profondi facendoli apparire come un mostro (nella mente USA: Donbass-Russia-ISIS-Cina), e ammucchia senza distinzione gli “alleati” anch’essi con conflitti profondi (USA-ucraini con i loro problemi economici, Baghdad-Riyadh-Iran, Giappone-SudCorea-Taiwan).

– Il Manicheismo rende “noi” solo buoni, “loro” solo cattivi, non riuscendo a vedere il cattivo nel buono e il buono nel cattivo – il che insieme al dualismo pre-polarizza qualunque conflitto.

Armageddon è la conclusione logica: la battaglia finale.

Rimedio: ODT.

Olismo per avere un visione più complessa, olistica appunto, della situazione nello spazio, geografico e sociale, e nel tempo, storica.

Dialettica per la ricerca delle contraddizioni, lo yin/yang in tutti gli “oloni” (insiemi), anche l’Occidente, gli USA, e identificare gli obiettivi validi, reciprocamente accettabili, e legittimi in tutti.

Trascendimento, andare oltre; qualche cambiamento per rendere gli obiettivi compatibili. Metodo: dialogo aperto, critico.

5. Ostacolo: la sindrome EGT della cultura profonda.

Essere Scelti da Dio, l’eccezionalismo odierno, che catapulta gli USA al di sopra degli altri, rendendo naturale comandare anziché dialogare.

Glorie e Traumi, passati, presenti, futuri: quanto più intensi, tanto più eccezionali. C’è molto disordine USA da stress post-traumatico e molto disordine da esuberanza post-gloria; che richiedono rispettivamente vendetta e continua vittoria. Narcisismo + Paranoia.

Rimedio: introspezione, auto-guarigione per diventare un paese normale; uno, uguale, fra altri, scelti per vivere con gli altri, sensibili ai loro traumi – particolarmente quando siano inflitti dagli USA – e alle loro glorie; imparare a trattare i traumi: metabolizzare il passato, costruire un futuro cooperativo.

6. Cecità alla struttura: non un’alternativa all’anarchia e alla gerarchia. Il discorso verte su capacità e intenzioni degli attori, si concentra sui forti e sui malvagi; non sulle strutture verticali contro quelle orizzontali e sull’inevitabile violenza che emana dalle prime. In An Intimate War [Una guerra vista dall’interno] Mike Martin, consulente britannico, mette in evidenza la totale mancanza di comprensione della struttura sociale afghana.

Rimedio: L’alternativa è l’equità – cooperazione al fine di benefici mutui e uguali – che manca, quanto l’olismo e la dialettica. Politicamente ciò significa uno stato-un voto, economicamente equiparare costi e benefici, militarmente cooperazione ovunque, culturalmente reciproco apprendimento. Un discorso di struttura, con equità, aggiunto al discorso sugli attori.

Con un cervello difettoso, l’approccio all’Ucraina e all’ISIS diventa violenza diretta e quello all’ Asia-Pacifico diventa violenza strutturale economico-militare.

Dove ci condurrebbero i sei eventuali rimedi?

Per l’Ucraina: Accettare la Crimea come un rimedio all’errore di Khrushëv del 1954 e dialogare con tutti per un’Ucraina federale con due parti autonome, una più orientata verso l’UE, l’altra verso l’Eurasia, scambiandosi reciprocamente l’accesso al commercio e a gas e petrolio; neutrale, con presidenza rotante o in comitato (formula svizzera). Niente stato del Donbass.

Per l’ISIS: Una conferenza a guida ONU sulle alternative per l’intera regione, attingendo alle esperienze ottomane pre-Sykes-Picot, un’autonomia da millet per le minoranze, senza alcun ruolo speciale per la Turchia-Istanbul. Un’alleanza USA-Occidente-Sciiti inasprirà le linee di faglia, e l’ISIS può, come Al Qaeda, non essere sgominato bensì dilagare in molti altri paesi.

Per i “tutti salvo la Cina”: “Tutti con la Cina.” USA-Occidente hanno provato per più di 20 anni a escludere la Cina dall’ONU a favore di Taiwan, operazione fallimentare quanto “tutti salvo la Cina”. Dopo il 1945 molti si auguravano l’esclusione della Germania e un’Europa di “tutti salvo la Germania”; ma prevalse “tutti con la Germania”. Entrambi gli assetti dovrebbero però essere a beneficio reciproco e uguale; da tener sotto controllo.

Complesso militare-industriale-intellettuale: più difettoso il pensiero, più mostruosa risulta l’azione politica estera. Per favore, correggete i difetti.

8 settembre 2014

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale:Flaws in US Thought–And Some Remedies

https://www.transcend.org/tms/2014/09/flaws-in-us-thought-and-some-remedies/

Una replica a “Difetti nel pensiero USA – e qualche rimedio – Johan Galtung”

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