Orazione civile per la Resistenza – Recensione di Maria Teresa Mana

Daniele Biacchessi, Orazione civile per la Resistenza, Corvino Meda Editore, 2012, pp. 272, € 14,00

L’autore esordisce con un interrogativo: la guerra che si è svolta nel periodo tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 può definirsi guerra civile? (un conflitto armato tra belligeranti appartenenti alla stessa nazione e cioè tra fascisti e antifascisti) oppure Guerra di liberazione dalla dittatura nazifascista e dalla occupazione tedesca?

Biacchessi sceglie di dimostrare che è stata una guerra di liberazione e lo fa attraverso documenti storici, atti giudiziari e interviste a giornalisti e uomini politici (Carlo Smuraglia, Vittorio Foa, Tina Anselmi, Giuliano Vassalli, Giorgio Bocca, Vittore Bocchetta, Gianfranco Maris, Libero Traversa) e testimonianze di persone che hanno pagato a caro prezzo gli ideali di democrazia e libertà.

Ne emerge che la guerra fu organizzata sul piano logistico e militare da tutti i partiti politici, dai movimenti antifascisti, da soldati e ufficiali del disciolto esercito italiano e con il riconoscimento e il sostegno delle Forze anglo-americane fino alla vittoria finale.

E allora, perché nei libri degli storici – Giorgio Pisanò, Renzo De Felice, Claudio Pavone e Gianpaolo Pansa – il termine di guerra civile è ricorrente? L’autore ci dice che sono tutti sostenitori del Nuovo Revisionismo Storico pur con motivazioni diverse: l’intento di Pisanò ad esempio (ex ufficiale della Repubblica sociale italiana) è di offuscare la vittoria della resistenza e rendere meno greve la sconfitta del regime fascista, mentre Pansa, esponente di punta del nuovo revisionismo, nel suo libro Il sangue dei vinti, descrive l’ondata di violenze successive al giorno della liberazione da parte dei partigiani e tuttavia tace sui drammatici eventi del periodo della dittatura fascista a partire dal 1921. Inoltre non menziona le trattative segrete dei nazisti con gli alleati sul finire della seconda guerra mondiale e l’arruolamento di criminali nazisti nei servizi segreti americani in funzione anticomunista.

Il progetto di riscrivere la storia diventa più articolato dal 1994 con i governi di centro destra che ne strumentalizzano le tesi per giustificare una legislazione che intende modificare la costituzione in senso antidemocratico e mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani negando le differenze ideologiche fino a chiedere lo spostamento della festa del 25 aprile in un’altra data.

Biacchessi con Orazione civile per la Resistenza intende smontare pezzo per pezzo la tesi revisionista e trasmettere alle nuove generazioni gli ideali di libertà e democrazia che hanno sostenuto la resistenza. È un libro di testo per gli studenti e di narrativa per gli adulti. Raccoglie storie di uomini, storie di vincitori, non storie di vinti.

La presentazione del libro è accompagnata da uno spettacolo che Bianchessi porta nei teatri, negli auditorium, nelle chiese, nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, nei luoghi della memoria.

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