Bandiere rosse sul tetto del mondo – Recensione di Nanni Salio

Leopoldo Tartaglia, Bandiere rosse sul tetto del mondo. Il Nepal tra monarchia, guerra di popolo e democrazia, Ediesse, Roma 2010, pp. 119, euro 8

Un agile libretto per conoscere il Nepal. Questo, in estrema sintesi, è il lavoro di Leopoldo Tartaglia, funzionario del dipartimento internazionale della CGIL, che ci guida a conoscere gli eventi fondamentali che hanno caratterizzato la transizione avvenuta in Nepal da una monarchia di stampo semi-feudale alla repubblica che ha visto l’ascesa al governo dell’ex guerrigliero del movimento maoista nepalese Prachandra.

Tartaglia intreccia ricordi personali, squarci di vita locale, utili informazioni sulla situazione politica, sociale e sindacale. Non solo il “paese delle nevi” tanto caro agli alpinisti di tutto il mondo, ma il paese reale che non perde nulla del suo fascino, ma semmai diventa ancora più attraente per la complessità culturale dei gruppi etnici, la diversità e la convivenza di più religioni, il desiderio diffuso di emancipazione e giustizia sociale che, a cominciare dagli anni ’90 del secolo scorso, ha provocato profondi cambiamenti.

Inevitabile per un lettore che, come chi scrive queste brevi note, visitò Kathmandu alla fine degli anni ’60, un turbinio di ricordi e il confronto tra le immagini di un villaggio che appariva agli occhi ingenui dei “figli dei fiori” di allora come una sorta di “Shangri-La” e la caotica città attuale, rumorosa, affollata, motorizzata, avvolta da una cappa perenne di smog.

Processi di modernizzazione e globalizzazione che, un po’ ovunque nel mondo, dal Tibet al Ladakh, per rimanere in quell’area geografica, sconvolgono, nel bene e nel male, società tradizionali nella travagliata e spesso disperata fase di transizione verso qualcosa che non conosciamo, non sappiamo e non vogliamo definire e vedere.

Del Nepal, negli anni feroci della guerra civile, si sono interessate molte organizzazioni internazionali per fornire un supporto a favore della trasformazione nonviolenta del conflitto che, in una qualche misura, ha contribuito alla cessazione della guerra e ha favorito la spallata finale che il movimento maoista ha saputo dare quando è passato dalla fase della guerriglia a quella della lotta popolare di massa.

Per chi desideri approfondire questi aspetti, oltre al lavoro di Tartaglia, si possono vedere alcuni contributi in rete, a cominciare da quelli di Bishnu Patakh, della rete TRANSCEND, (organizzazione fondata da Johan Galtung che ha contribuito alla formazione di operatori di pace per la mediazione del conflitto in Nepal), di cui segnaliamo in particolare il seguente: “Approaches to Peacebuilding in Nepal: Experiments in Various Dimensions”, disponibile all’indirizzo http://www.transcend.org/tms/2010/11/approaches-to-peacebuilding-in-nepal-experiments-in-various-dimensions/ .

Complementari a questi sono anche i lavori pubblicati regolarmente dall’International Crisis Group, l’ultimo dei quali è “Nepal: identity politics and federalism”, scaricabile all’indirizzo http://www.crisisgroup.org/en/regions/asia/south-asia/nepal/199-nepal-identity-politics-and-federalism.aspx .

Nanni Salio

Una replica a “Bandiere rosse sul tetto del mondo – Recensione di Nanni Salio”

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