L’anno 2015: rapporto sul primo quadrimestre – Johan Galtung

L’editoriale del 19 gennaio “L’anno 2015: che cosa dobbiamo aspettarci? identificava quattro processi drammatici in dispiegamento: l’Occidente continuerà a combattere invano e violentemente per mantenere la sua presa sul mondo; l’Eurasia si espanderà e si consoliderà con successo e in modo nonviolento; l’Islam si espanderà e si consoliderà in parte violentemente; America Latina e Africa si espanderanno e si consolideranno, capeggiati da Brasile, SudAfrica, BRICS.

Ormai è passato un terzo dell’anno 2015; facciamo l’inventario.

I titoli dell’International New York Times raccontano la storia:

18-19 aprile [2015]: “Si dice che gli USA rischino di perdere la guida economica”; “– una nazione divisa che butta un’influenza politica ottenuta a fatica”, “Ci stiamo ritirando dal luogo centrale che avevamo sulla scena mondiale”. E per il Regno Unito:

29 aprile: “La deriva della Gran Bretagna dalla scena mondiale aleggia, sinistra, sul voto”.

Queste dichiarazioni riguardano la leadership, la centralità come modello da emulare; il controllo politico sulla scena mondiale; non sulla crescita economica. Perdere il primato e andare alla deriva effettivamente possono accentuare la crescita: il comando è un’impresa costosa, non-produttiva per quasi tutte le aziende. Averne la percezione può accelerare il declino da potenza mondiale.

Tuttavia, l’Occidente combatte e addestra afghani, irakeni, siriani a uccidere loro compatrioti. Quelli prendono soldi e armi, combattono in modo miserabile, per nulla, o passano alle rivolte. L’ Occidente forma alleanze per disseminare di cadaveri ISIS per la pace, e raccoglie più combattenti. Meglio usare le proprie forze in modo difensivo, per proteggere gruppi esposti alla terribile violenza ISIS – magari addirittura come zona neutrale fra sunniti e sciiti, anziché usare gli uni contro gli altri; ora gli uni, ora gli altri.

Mosca si è ripresa il dono Crimea del 1954 senza guerra, ma combatte per proteggere i russi presso il confine ucraino – con meno violenza dei bombardamenti di Kiev – a favore di una federazione e una tregua. Hanno ottenuto una tregua a Minsk escludendo gli USA che vogliono la guerra. Le crepe nella NATO indeboliscono vieppiù l’Occidente; anche per l’utilizzo USA dei servizi spionistici degli alleati – per spiare gli alleati!

Al tempo stesso l’Eurasia si sta consolidando, aiutata in modo negativo dalle sanzioni USA-UE contro la Russia, in modo positivo dal costituirsi stesso dell’Eurasia. L’AIIP (Banca per le infrastrutture industriali asiatiche) ha molti più membri fondatori pro-USA di quanto gli USA sono in grado di mettere insieme nel TPP – Partnership Trans-Pacifica.

Cionondimeno, ne dice di più la principale conquista infrastrutturale: la ferrovia (per ora solo merci) recentemente aperta dalla Cina orientale a Madrid (e oltre, a Cadice-Siviglia, per l’Africa e l’America Latina); che connette otto paesi: Cina-Kazakhstan-Russia-Bielorussia-Polonia-Germania-Francia-Spagna. Il presidente della Cina segue le rotaie e sta firmando trattati d’amicizia e cooperazione con i primi tre, mirando agli altri quattro lungo quest’aorta per l’organismo eurasiatico.

Come mai questi quattro membri UE lungo la “ferrovia della seta”? Dove sono balde iniziative per proiettare guida economica e influenza autorevole – anche se l’infrastruttura è costruita dalla Cina ed è però aperta a tutti? Aldilà del vino-olio d’oliva-prosciutto spagnoli? Perché non hanno costruito quella ferrovia parecchio tempo addietro? Probabilmente perché pensano troppo in termini Nord-Sud e troppo in piccolo, troppo bilateralmente, troppo divide et impera. Non hanno neppure costruito la ferrovia Cairo-Città del Capo. I cinesi adesso paiono aggiungere anche questa ferrovia a quella da un oceano all’altro, da Est a Ovest, così come stanno dietro il progetto del canale in Nicaragua – per la fine del 2015. Vedremo presto; la strategia cinese è chiaramente di costruire infrastrutture sul terreno.

La Cina è proattiva nei “cortili” UE e USA; realizzando guadagni in modo nonviolento quando altri ci perdono violentemente per inazione e sfruttamento. Perché? Forse la Cina considera Africa e America Latina in ascesa come più competitive che UE e USA in declino; pensando in grande, a lungo termine, come fanno loro. Comunque la Cina può sottovalutare i due continenti: la loro popolazione supera quella della Cina e sono molto più giovani. Anche se i cinesi sono più bravi nel fare uso produttivo degli anziani che l’UE e gli USA, quello conta. E prima o poi tutti e due avranno singole valute, banche di sviluppo e fondi monetari: il sogno non realizzato di Gheddafi, ucciso dall’Occidente.

Lo sfondo a tutto questo? Un fattore principale è stato da parte USA considerare la guerra fredda come qualcosa che essi hanno vinto perché l’Unione Sovietica è crollata, trattare quindi Yeltsin-Russia come paese sconfitto; scegliere l’islam come nuovo nemico; accerchiare Russia e Cina, avvicinandoglisi moltissimo, quasi sotto costa (immaginiamo navi da guerra cinesi al largo di Los Angeles); inglobare paesi ex-sovietici nella NATO, invitandovi anche Ucraina e Georgia.

Finché Cina e Russia hanno detto Stop, hanno detto SCO [Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai], hanno conferito un importante ruolo a un enorme paese musulmano, il Kazakhstan, e la Russia ha smorzato la violenza in Cecenia, cosa che finora la Cina non riesce a fare in Xinjiang, e intanto gli USA stanno accrescendo la violenza contro i Neri città dopo città. Il mondo sta a guardare.

Ciò che resta dell’impero USA è meno NATO e più alleanza riconfermata USA-Giappone, che apre a un sostegno combattente giapponese ovunque al mondo se così desiderano gli USA. L’infra-struttura economica per tale asimmetria è il Giappone reso membro del TPP. Decollerà mai?

Un fattore principale è la politica marittima illegittima cinese nel Mar cinese dell’Est e del Sud, e lungo la sua antica rotta “della seta” dalla Cina Orientale all’Africa Orientale. La Cina si comporta come se non esistesse la Legge del Mare ONU, istituita con le Conferenze UNCLOS-ONU sulla Legge del Mare a Caracas nel 1974. Tuttavia, l’atteggiamento militare è ancora ben lungi dal bombardare, fare incursioni con droni, attuare uccisioni mirate di nascosto [cecchinaggio].

La Cina potrebbe gestire le acque-isole-fondali sotto disputa nel Mar Cinese Meridionale insieme con l’ASEAN, e quelle del Mar Cinese Orientale col Giappone. Gli USA hanno bisogno di questi conflitti per la loro proiezione militare. Se la Cina li risolve, come li ha risolti con la Russia, il ruolo militare USA si dissolve, così come in Ucraina. E magari anche l’alleanza USA-Giappone?

Essere più guidati dalla ragione che gli USA, rimuovendo i problemi spinosi può costituire la soluzione cinese; come tentano Russia, Francia e Germania in Ucraina.

E riguardo a Israele? Sta a guardare con una preoccupazione: se stesso. Previsione: cambiamento di alleato, a favore di una Cina solvibile, anch’essa con una preoccupazione: se stessa. Sarebbe un appiglio solido guadagnato dalla Cina e perso dagli USA, in Medio Oriente.

Gli altri due quadrimestri del 2015 saranno altrettanto intensi? Almeno altrettanto.

11 maggio 2015

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: The Year 2015: First Third Report

https://www.transcend.org/tms/2015/05/the-year-2015-first-third-report/

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