Messico: 50 Pacifiche Politiche di Pace – Johan Galtung & Fernando Montiel T.


Toluca, Stato di México; Seminari su narcotraffico e violenza

Retroscena: 300.000 kg di cocaina agli USA via Messico annualmente; 60% dei produttori di marijuana vivevano in miseria, con 2 dollari USA al gorno; i profitti annui del narcotraffico in Messico sono stati 59 miliardi di $, 5% del PIL; 80% speso in corruzione; 125.000 arrestati dal 2006; con un tasso d’impunità al 98%.

Retroscena: 2.000 armi dagli USA al Messico quotidianamente; 5,5 milioni d’armi legali e 20 milioni d’illegali in Messico; 100.000 morti nella “guerra alla droga” dal 2006; 30.000 scomparsi; almeno 42 giornalisti uccisi (più che in Afghanistan); 50.000 militari coinvolti dal 2006, 130.000 al 2009, 50.000 nel 2012, 32.000 nel 2013; 16.6 miliardi di $ USA spesi in insicurezza e violenza, 1.34% del PIL.

Conclusione: La dovuta dinamica di legge e violenza non ha ridotto il narcotraffico e la violenza; si è sviluppato un complesso di droghe-armi-violenza-polizia-militari. Niente prevenzione generale, forse neppure una prevenzione individuale. Ha avuto luogo un mutamento di discorso: i malfattori erano considerati meno come un male e più come prodotti dei contesti nazionale e regionale. Il nuovo approccio è stato la prevenzione eliminando le cause. L’obiettivo è la riduzione del narcotraffico e della violenza, e sebbene interconnessi venivano considerati due obiettivi distinti non necessariamente serviti dagli stessi mezzi.

Domanda: quali sono tali mezzi, e le cause da trattare?

* Sorvegliare i confini? A sud: 956 km, sì; a nord: 3250 km – non fattibile.

* Eliminare le armi all’interno? Possono uccidere con coltelli, machete.

* Crescita economica? No, troppa diseguaglianza e miseria nei ceti più bassi.

* Distribuzione economica? Sì, se sollevano i ceti più bassi fuori dalla miseria.

* Più uguaglianza? Sì, se rende più facile il dialogo e vantaggi uguali.

* Più convivialità? Sì, una pace positiva perché sicurezza=pace negativa.

* Identificare i conflitti soggiacenti alla violenza: Sì, come il fuoco sta al fumo.

* Imparare come risolvere i conflitti? Sì, a livello personale e sociale.

* Imparare come riconciliare i traumi? Sì, di nuovo a ogni livello.

 

Di seguito presentiamo 50 idee su come fare quanto sopra, divise in 10 settori con 5 proposte ciascuno; alcune di esse basate su esperienze positive all’estero.

Ma si osservi il cambiamento di discorso. Parlando di violenza si raccoglie violenza; parlando delle cause si ottiene un cambiamento. Approcci violenti e giudiziari hanno un ruolo secondario per identificare le cause primarie e intervengono su un impatto già avvenuto. C’è un moderato ottimismo, ben sapendo che ci vorrà tempo. Ma queste politiche sono valide anche di per sé, mutando non solo l’atmosfera, ma la realtà del Messico.

Il narcotraffico è scivolato un po’ sullo sfondo, cedendo il passo alla violenza come problema chiave. Ma, si tratta più di droghe o più del traffico? Intendendo una lunga catena dalla produzione della cocaina nel triangolo bianco del SudAmerica fino al consumo negli Stati Uniti, con molti anelli di compra-vendita e altrettante commissioni che pesano su ogni passaggio? Se è così, potrebbe essere la catena – essenziale a un sistema economico con “sensali” – il problema? Se non alla droga, una catena che serve al traffico di donne, di bambini, di reni, trattando gli esseri umani come merci da scambiare? C’è di mezzo molto denaro e molto da guadagnare nell’uccidere l’ultimo venditore della catena.

Per ridurre il traffico bisogna spezzare tutta la catena, da cima a fondo. Il che ci porta al vecchio problema: i paesi che offrono fornitura, distribuzione, domanda e consumo devono fare tutti la propria parte. Problema: non sappiamo nulla di quel che accade dopo l’entrata della droga negli USA, non quanto se ne consuma e quale quota di compravendita si riduce quando il prezzo diventa troppo alto. Non sappiamo neppure chi siano i trafficanti salvo che molti neri riempiono le prigioni USA con tassi da primato mondiale in quanto accusati di traffico di droga.

Gli USA devono cooperare, rendendo trasparente la catena USA, togliendo le cause del consumo – confortando i perdenti in una società estremamente competitiva? i solitari? riempiendo un vuoto spirituale? – identificare le cause, facendo qualcosa. Può servire legalizzare la marijuana? E come metterla con l’alcol, il tabacco? Un resoconto annuale, per favore, come preteso dai paesi produttori e distributori.

I. Livellofederale messicano

1. COMNAPAZ, Commissione Nazionale per Pace = Sicurezza + Convivialità

2. Organizzare dialoghi bilaterali, fra 32 entità, per l’apprendimento reciproco

3. Doverosa dinamica di legge, pubblicare i nomi degli assassini, mettere fuori legge le armi

4. Dialogo con USA, CELAC, OAS; chiudere i confini a droghe e armi

5. Dialogo con la Cina su due civiltà: Università Yichang (Tre Gole)- Università Querétaro

II. Livello degli Stati + Distr.Fed. – 32 entità

6. Organizzare dialoghi fra i comuni; per l’apprendimento reciproco

7. Sollevare le condizioni dei più poveri; credito al lavoro per i bisogni di base da parte dei più bisognosi

8. Identificare i comuni più pacifici; premi, investimenti

9. Istituire zone di pace fra comuni pacifici contigui

10. Istituire un arcipelago di zone di pace in espansione in Messico

III. Livello dei Comuni – oltre 2.400

11. Sollevare le condizioni delle famiglie più povere; sovvenzionare i bisogni di base dell’intera famiglia

12. Fare assistere le persone più sole da reti amicali e assistenti sociali

13. Fare fiestas per la convivialità; trasporti pubblici gratuiti

14. Avere centri per la riconciliazione dei traumi e la soluzione dei conflitti

15. Mediazione giudiziaria gratuita per conflitti famigliari, di vicinato, ecc.

IV. Cultura di pace in generale, contro la violenza culturale

16. Dialogo, mediazione, in modo costruttivo-concreto-creativo, 3C, ricerca

17 Equità: cooperazione a vantaggio reciproco e uguale

18. Empatia: capire la propria e le altrui visioni del mondo e relativi obiettivi

19. Riconciliazione per i traumi, dalla violenza passata; 3 stadi

20. Soluzione dei conflitti, obiettivi incompatibili; 2 obiettivi->5 esiti

V.Struttura di Pace in generale, contro la violenza strutturale

21. Ridurre la diseguaglianza sollevando le condizioni dei ceti più bassi alla dignità e al dialogo

22. Rendere neutrali i rapporti negativi e positivi i rapporti neutrali

23. Crescita sociale. reti più fitte di rapporti positivi a ogni livello

24. Collegare le aree isolate al resto e le periferie fra loro

25. Economia di Pace attenta agli effetti collaterali per rapporti equi

VI. Spazio pubblico

26. Renderlo bello, accessibile, a portata di tutti, sicuro

27. Renderlo multi-culturale nell’arredo e nel cibo servito

28. Togliere i monumenti che celebrano la belligeranza

29. Introdurre arte che celebri l’amore, la cura, la solidarietà

30. Guardie in borghese con abilità di karate e simili per interventi quando necessari

VII.Media

31. Giornalismo di pace focalizzato anche sui conflitti soggiacenti

32. Focalizzarsi sulla sofferenza e soluzioni accettabili a tutte le parti coinvolte

33. Servire una cultura mirata alle soluzioni anziché alla vittoria

34. Stampa-radio-TV multi-angolare di pace, più notizie positive, soluzioni

35. Premi generosi annualmente per i migliori media e giornalisti di pace

VIII.Scuole

36. Educazione alla pace che spazi su tutti i 50 punti di quest’elenco e altri ancora

37. Coinvolgere studenti-insegnanti-genitori-amministratori; l’intera scuola

38. “Bullo, quel che hai fatto è inaccettabile, ma perché l’hai fatto?”

39. Due ore settimanali per saper agire sui conflitti: obiettivi, legittimi?, soluzione

40. A scuola i problemi possono essere strutturali, non in “persone difficili”

IX. Famiglie

41. Preparare i mariti all’emancipazione femminile come inevitabile

42. Preparare entrambi i generi alla parità e al vantaggio mutuo e uguale in amore, sesso, lavoro

43. Preparare i genitori a una precoce emancipazione dei figli come inevitabile

44. Promuovere la democrazia famigliare interna per saper agire sui conflitti e per le soluzioni

45. Celebrare i modelli di parità per la reciprocità, la risonanza emotiva, l’amore

X. Lavoro e vita quotidiana

46. Al lavoro i problemi possono essere strutturali, non in “persone difficili

47. Per la pace al lavoro, provare una struttura più cooperativa, meno aziendale

48. Identificare qualcosa di buono in tutti, rapportandovisi; essere amichevoli, sorridere

49. Competere con se stessi anziché con gli altri; auto-miglioramento

50. Celebrare la vita come sacra, rendere normale la pace, marginalizzare la violenza

2 giugno 2014

  1. Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

  2. Titolo originale:Mexico: 50 Peaceful Peace Policies

https://www.transcend.org/tms/2014/06/mexico-50-peaceful-peace-policies/

Una replica a “Messico: 50 Pacifiche Politiche di Pace – Johan Galtung & Fernando Montiel T.”

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