Ausencias – Mostra fotografica al Museo Diffuso della Resistenza di Torino

Furono 30.000 i desaparecidos scomparsi in Argentina durante gli anno della dittatura militare tra il 1976 e il 1983. Sono loro i protagonisti del progetto espositivo in corso, organizzato dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.

In esposizione fino al al 7 settembre 2008 a ingresso libero presso il Museo Diffuso della Resistenza di Torino (corso Valdocco) la mostra fotografica Ausencias (assenze) di Gustavo Germano.
“Ausencias” è un progetto espositivo che, partendo dal materiale fotografico di alcuni album di famiglia, mostra quattordici casi attraverso i quali si dà un volto all’universo di coloro che non ci sono più: lavoratori, militanti di quartiere, studenti, operai, professionisti, intere famiglie, vittime del piano sistematico di repressione illegale instaurato dalla dittatura militare. Il fotografo argentino Gustavo Germano, trent’anni dopo, accompagna con la sua macchina fotografica i parenti e gli amici negli stessi luoghi dove furono scattate quelle foto, che lui ricompone mettendo in risalto l’assenza delle persone scomparse, in un dialogo costante tra il prima e l’adesso. I parenti delle vittime, posando davanti alla macchina fotografica, rivendicano lo spazio che avrebbero dovuto occupare le persone amate e in questo vuoto vediamo coloro che non ci sono più.
La mostra, che fa parte del progetto del Museo, “2008. Un anno per i diritti”, ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è accompagnata da alcune iniziative collaterali, realizzate anche grazie alla collaborazione della Città di Torino, gemellata con la città argentina di Cordoba dal 1986 e impegnata, attraverso il Museo, a sostenere la costruzione del memoriale ai Desaparecidos di Cordoba.
Molte le tematiche trattate. Il sistema dei centri clandestini di detenzione nella provincia di Cordoba dopo il colpo di stato militare. La vita di Hemiliano Hueravillo, nato alla ESMA (il più grande centro clandestino), e il ricordo dei suoi genitori desaparecidos.
Spazio anche alla lotta del Movimento dei Sacerdoti del Terzo Mondo nato in Argentina negli anni ’60, e molti altri ancora. Fra giugno e luglio, appuntamenti anche con incontri e spettacoli teatrali.
1978, Argentina. Mondiali di calcio. Poco distante dagli stadi dove atleti, pubblico e stampa da tutto il mondo vivevano la festa dello sport, si svolgeva “la celebrazione” della tortura. Innocenti strappati alla vita e costretti alla sofferenza da una dittatura criminale.
2008. Sono passati trent’anni da allora, e quest’anno ci sono le Olimpiadi. In Cina, dove i diritti umani sono spesso un optional. Dejavù dei più tragici, o Pechino saprà voltare pagina? Oggi non si ammettono testimoni inconsapevoli. Oggi si pretendono Esseri Umani responsabili e pronti a cambiare il corso della storia più nera.

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Il sito del Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà

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