Ultime di fine 2007 da Singur

Ultime di fine anno da Singur
A cura di Daniela Bezzi

Medha Patkar in questi giorni e’ sul fiume Narmada, dove la situazione e’
di nuovo tesa dopo la riconferma elettorale (oltretutto a pieni voti) del
“mercatista” Narendra Modi in Gujarath – lo stesso, per chi non lo sapesse,
ritenuto responsabile dei sanguinosi pogrom contro le minoranze islamiche, nel
2002. E aggiungo anche Medha’s mail nello stesso Cc: l’esperienza di resistenza sulla Narmada Valley compie quest’anno 23 anni, un record questo si’ da celebrare. Medha segnala la prossima data cruciale sul fronte della low cost car: il 9/10 gennaio a New Delhi, per il Motor Show che celebrera’ il debutto della malefica vetturetta. Ci sara’ un sacco di stampa, ecc ecc La nostra Fiat, nello stesso smisurato stand di TataMotors (ben 5.500 mtq di superficie) avra’ quest’anno il ruolo dell’ospite d’onore, per via (surprise surprise) dei riflettori puntati sulla “novita’ dell’anno”, appunto la “low cost car”. Da noi gli operai sono ancora in attesa di contratto, ma cosa vuoi che importi, quando il mercato di qui e’ stra-saturo e il domani dell’auto e’ in India – e senza neppure il “peso” degli ammortizzatori sociali, ci pensa direttamente il socio indiano che oltretutto e’ bravissimo nello sport di collezionare premi?

1 – Da Singur, a cura del ?Comitato Contadino in difesa delle terre? (l?
acronimo e? PBKMS e sta per Paschim Banga Khet Majoor Samity) ci arriva un
particolareggiato rapporto sulla miseria infinita che e? stata l’annata che si
chiude oggi. Riguarda le circostanze della morte di Shankar Patra, il contadino trovato impiccato a una trave della stalla proprio lo stesso giorno (18 dicembre) in cui la gente del suo villaggio, Khaser Bheri, si preparava a
“ricordare” l’orrenda morte della giovane attivista Tapasi Mullik, trovata
carbonizzata dopo essere stata ripetutamente violentata, un anno fa, quando
Singur era stata da poco requisita e la resistenza era all?apice.
Shankar Patra era un tipico ‘sharecropper’, un lavorante che pur senza avere
titoli di proprieta? circa la terra a lui assegnata, ne condivideva i frutti ed i proventi. Come tale il suo nome era ‘registrato’ anche all?anagrafe, in
virtu? della riforma agraria che una trentina di anni fa aveva messo fine al
latifondo e introdotto minime forme di ‘tutela’ per le moltitudini nelle sue
stesse condizioni: in caso di passaggio di proprieta?, Shankar Patra avrebbe
continuato ad essere ‘sharecropper’ sotto diverso padrone – ma sulla medesima
area di terra.

Ma che succede quando il passaggio di proprieta? non prevede continuita? con l?economia agricola di sempre? Succede che sebbene tutt?altro che in perdita,
anzi in crescita, sebbene meritevole anch?essa di investimenti e potenziamenti
produttivi, un?intera area che dava da mangiare a una popolazione di 22 mila
persone si trova improvvisamente condannata a morte, rispetto al prioritario
sviluppo industriale. E? il nocciolo della vicenda di Singur: e se nel dicembre dell?anno scorso le migliaia di contadini nelle condizioni di Shankar Patra (che costituivano la maggioranza di quella popolazione, essendo I proprietari terrieri in buona parte inurbati a Calcutta da un bel pezzo) si sono opposti con tutte le loro forze a quelle requisizioni, un anno dopo ecco che I conti non tornano davvero piu?: quest?anno niente raccolti, granai vuoti, niente da vendere e neppure da parte, risparmi prosciugati. Lo spettro della fame che si ripresenta in una regione che la fame se l?era lasciata alle spalle, che ogni anno contava su una media di 3, 4, 5 diversi raccolti. Per far fronte alla situazione Shankar Patra e chissa? quanti come lui si era improvvisato “chai walla”: si era attrezzato di pentolone e fornelletto e si era messo a vendere il the (chai) all’ombra del muro di cinta. Ma nonostante la massiccia presenza di guardie il suo botteghino era stato distrutto 3 o 4 volte. E c’era un altro particolare a renderlo persona non grata: il fatto di essere un membro attivo del Singur Krishi Jami Raksha Committee (altro Comitato che si era battuto in difesa delle terre di Singur). Come non bastasse si ostinava a non accettare il denaro offertogli dalle autorita? per le gia? avvenute requisizioni, insieme ad altri si era costituito parte lesa nella causa contro Tata Motors ? una causa tuttora in pendenza all’Alta Corte di Kolkata, che nonostante una sentenza favorevole ai contadini mesi fa, era andata in appello. L?ennesima agonia della giustizia, quando sul tappeto sono le ragioni dei potenti contro quelle della povera gente. Shankar Patra era da settimane giu? di morale e ha deciso di finirla: ha preso una corda e si e’ impiccato. Lascia una moglie, due figlie, un figlio. E’ il settimo morto nella saga di Singur, che elenca casi in tutto e per tutto simili al suo: casi di suicidio, per disperazione, per fame. Eccezion fatta per la morte orribile di Tapasi Mullik e per l?altra morte violenta del giovane Raj Kumar Bhul, picchiato a morte dagli agenti di polizia.

Il rapporto sarebbe tragico abbastanza anche cosi?. Invece si chiude con
l’ennesima surreale notizia circa l’ennesimo surreale successo registrato dal
Gruppo Tata, che il 20 Dicembre (ovvero due giorni dopo la morte di Shankar
Patra) si e? segnalato al terzo posto per “trasparenza e responsabilita?”
all’interno di una lista stilata da One World Trust; e al 10imo posto
nell’annuale Global Accountability Report.

2 – In un secondo rapporto da Singur si descrive la situazione di emergenza in
cui ben 180 persone sono costrette a vivere dai primi di ottobre, in seguito
agli allagamenti provocati dal monsone: allagamenti che hanno parecchio
ritardato anche I lavori all?interno del cantiere Tata Motors (come le cronache hanno riportato) ma che hanno particolarmente colpito la gente rimasta al di qua del muro di cinta, privata delle modalita? con cui tradizionalmente riuscivano a gestire gli stagionali eccessi di invaso (viene riportata tra l?altro la distruzione di un certo portello di defluizione sul fiume Julkia, che ormai rientra nel perimetro delle terre requisite a favore dei Tata ? ma senza alcun obbligo di ?buon vicinato?). Il rapporto segnala le numerose proteste inviate dalla popolazione all?Amministrazione locale, senza effetto. Nello stesso periodo il Gruppo Tata pubblicizzava una crescita del 9.56% nell?ultimo semestre, rispetto al semestre precedente, e del 16.32% nell?ultimo anno rispetto all?anno scorso. Non abbiamo letto da qualche parte che I Tata in India campioni sono campioni di ?capitalismo benevolente?? E che testualmente(cfr intervista di Marco Niada a Ratan Tata, Corriere della Sera, gennaio 2007) ?la ricchezza va distribuita tra I poveri??

Evidentemente non e? cosi?. Traduciamo l?ultima parte del rapporto:
?E? ormai da oltre un anno che Singur soffre gli effetti delle piu? brutale
repressione e ovunque la gente e? ridotta a celebrare I vari tristi primi
anniversari ? il primo anniversario delle morte di Raj Kumar Bhul, che fu la
prima vittima della violenza poliziesca durante I primi scontri del 25
settembre 2006, il primo anniversario della ?presa dei terreni? il 2 dicembre
2006, il primo anniversario della morte di Tapasi Mullick che venne violentata
e poi bruciata dai faccendieri del CPI(M) il 18 dicembre 2006, un fine anno di
ferali celebrazioni che si apre su un nuovo anno di miseria certa.?
Le prossimi celebrazioni saranno il 7 gennaio, data in cui l?anno scorso la
battaglia per la difesa delle terre contro l?aggressione poliziesca nel nome
dello sviluppo industriale e delle SEZ (Special Economic Zones) si sposto? dall?epicentro di Singur a Nandigram. Le famosi notti del terrore, la strada di accesso bloccata con tronchi d?albero, pietre, mattoni, il canale come baluardo entro il quale I villaggi si sono asseragliati per tutti I mesi successivi ? la storia di un vero e proprio ?assedio?, che nella nostra memoria riusciremmo ad associare a una brutalita? ormai trascorsa da secoli; e che invece appartiene al presente di ?shining India?, che a tutti costi dovra? diventare Terza Potenza Industriale del Pianeta entro 15 anni non di piu?. Ma a questo prezzo, con questi effetti di abuso e miseria.
?Tutti gli occhi sono ora puntati sulle sentenze all?Alta Corte di Kolkata?
conclude il rapporto ?dove parecchi casi di illegalita? sul fronte delle
requisizioni sono in attesa di giudizio?. Le speranze sono state di recente
riaccese da un giudizio della Corte Suprema di New Delhi che in un caso simile
a quello di Singur ha sancito l?illegalita? di requisire terre agricole
riconosciute come fertili, anche in casi di progetti industriali di rilevanti
proporzioni (che quindi potrebbero autorizzare presso le varie amministrazioni
locali l?eccezione del ?public interest?).

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