Arrivederci alle armi

Leslie Fiedler, “Arrivederci alle armi. L’America, il cinema, la guerra”, Donzelli, Roma 2005, p. XXII, 87

Dopo i saggi sull’Italia, quelli sulla letteratura e l’identità ebraica, e sul rapporto tra la normalità e l’Altro, Donzelli propone una piccola raccolta degli scritti di Leslie Fiedler sul rapporto tra il cinema americano e la guerra. Tema quanto mai attuale e ricco di spunti, che si snoda lungo un percorso di immagini che vanno da Il Cacciatore ad Apocalypse Now, da Rambo alla nascita di tanti miti popolari. Dalla Seconda guerra mondiale al Vietnam, dalla Palestina al Nicaragua e all’Afghanistan, il tema della guerra viene ripercorso a cavallo tra esperienza storica e cultura letteraria e cinematografica di massa. Inevitabile lo sconfinamento del pensiero in altri ambiti teorici che riguardano l’identità americana, il mito della Frontiera e il processo di formazione degli Stati Uniti, il confronto tra le etnie proletarie e le razze, e su tutto l’onnipresente preteso universalismo dell’Occidente capitalista. Ancora una volta, Leslie Fiedler, uno dei maggiori critici letterari d’America da poco scomparso, ci sorprende per la vastità e l’eterogeneità degli argomenti che tratta, e tocca nodi nevralgici della riflessione sulla guerra che tuttora si impongono nel nostro dibattito quotidiano. Capita così che tra una pagina su Huck Finn e una su John Wayne, tra l’ultimo dei Mohicani e il West, scopriamo una concezione della realtà e della storia che non dismette mai il suo tono politicamente radicale.

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