La via della nonviolenza: per unire moralità ed efficacia – Paolo Candelari

1912-2012, CENTENARIO DELLA NASCITA DI JEAN GOSS

Non c’è dubbio che oggi, di fronte ad una crisi che non è solo economica e finanziaria, ma è anche sociale, morale, di civiltà, cresce da una parte la consapevolezza dell’importanza di metodi nuovi di lotta popolare, nonviolenti, dall’altra la tentazione di scorciatoie violente, per dar sfogo alla propria rabbia: ne siamo stati testimoni anche nelle recenti manifestazioni studentesche.

Siamo convinti che la nonviolenza possa essere l’ “arma” vincente dei popoli oppressi, dei deboli e dei poveri, molto più efficace ma soprattutto più consona al fine di giustizia ed equità, come diceva Gandhi, che si vuol raggiungere.

Ripercorrere la vicenda di alcuni testimoni della nonviolenza e delle sua forza sarebbe oggi più utile che mai.

A uno di questi, il francese Jean Goss, di cui quest’anno ricorre il centesimo dalla nascita, il Movimento Internazionale della Riconciliazione, il Centro Studi Sereno Regis e il Comitato italiano per una cultura di Pace e Nonviolenza hanno voluto dedicare un convegno che si terrà a Torino sabato 1 dicembre. Egli è stato un infaticabile “promotore” della nonviolenza, e in particolare della nonviolenza cristiana: ha girato tutto il mondo per convincere persuadere, tramite conferenze, incontri, seminari, ma anche prassi, che la nonviolenza era la scelta giusta.

Jean Goss nacque il 20 novembre 1912 a Lyon (Francia). Tredicenne dovette andare a lavorare come artigiano per aiutare la famiglia. In seguito divenne ferroviere e sindacalista. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu inviato al fronte dove fece in tempo a guadagnarsi qualche medaglia prima di esser fatto prigioniero ed essere internato in un campo di concentramento tedesco. Fu qui che la sera di Pasqua del 1940 fece un’esperienza sconvolgente del Cristo Risorto: in Gesù scopre il puro nonviolento e nella nonviolenza evangelica l’unico avvenire per l’uomo.

Dopo la liberazione, rientrato in patria, Goss restituì le decorazioni militari e divenne obiettore di coscienza, quindi decise di dedicare la sua vita alla nonviolenza: conobbe il MIR francese e dal 1952 iniziò la sua collaborazione con l’IFOR-MIR.

Nel 1953 incontrò colei che sarebbe diventata la compagna della sua vita, Hildegard Mayr, viennese, classe 1930, figlia di Kaspar Mayr, uno dei fondatori del MIR austriaco, tenace assertrice della nonviolenza. Insieme a lei ricoprirà il ruolo di segreterio itinerante dell’IFOR-MIR. La loro attività non conoscerà sosta lavorando in Europa occidentale e orientale, in Africa e in America Latina, dovunque sostenendo e animando gruppi, comunità e singoli che lottano contro le ingiustizie con la nonviolenza. Hanno organizzato seminari e incontri con alcuni dei principali leaders nonviolenti contemporanei: da Cesar Chavez a Lanza del Vasto, da dom Helder Camara al card. Arns, da Adolfo Perez Esquivel a mons. Romero, a Mazowiecki. Durante il Concilio Vaticano II, assieme a Dorothy Day, Lanza del Vasto e altri esponenti nonviolenti, si recarono a Roma per pregare e digiunare al fine di sensibilizzare i padri conciliari sui temi dell’obiezione di coscienza e sul pericolo della dottrina della deterrenza nucleare. Ottennero la messa in discussione della guerra giusta e una apertura storica alla nonviolenza, evidenziata nella Gaudium et spes (par 78).

Sempre con la moglie Hildegard, organizzò tra il 1984 e il 1986 numerosi seminari nonviolenti nelle Filippine, che contribuirono non poco al rovesciamento della dittatura di Marcos.

Nella seconda metà degli anni ’80 ha tenuto diversi seminari nel Sud Italia.

Nel pieno delle sue forze, Goss morì improvvisamente il 3 aprile 1991.

Jean, da quando si convertì al Vangelo, ne fece il perno della sua vita, la sua esperienza, da comunicare agli altri: il vangelo della nonviolenza, intendendo la nonviolenza come sacrificio d’amore della croce, destinato dalla bontà del Padre e dello Spirito Santo a vincere sui mali del mondo. In Jean Goss c’era la esperienza viva di un convertito alla croce e alla resurrezione, con tutta la carica esplosiva che questo comportava non solo sul piano personale, ma anche sulla vita sociale ripensata alla luce di una fede nel futuro che superava la sfiducia dovuta alla sofferenza subita a lungo nel passato.

Jean ela moglie Hildegard non hanno teorizzato né una nuova etica, né modelli di sviluppo; ma hanno messo in pratica ciò in cui credevano, dando l’esempio che ciò che molti hanno ritenuto, e ritengono tuttora, impossibile è invece possibile.

Ha ottenuto i seguenti riconoscimenti:

1976 – Premio della pace Xirinacs (Pax Christi Spagna)
1979 – Premio dei Diritti dell’uomo Bruno Kreisky (Austria)
1986 – Premio Paolo VI educatore di pace (Pax Christi USA)
1990 – Premio Justicia y Paz (Commission Giustizia e Pace Spagna)

La sua eredità può riassumersi in questa sua citazione: “Il nostro obiettivo è vincere l’ingiustizia e liberare sia coloro che subiscono la violenza sia coloro che ne hanno la prima responsabilità”

 

Il convegno si svolgerà in 2 giorni col seguente programma;

venerdì 30 novembre ore 17,00 – 19,30

presso centro sereno regis via garibaldi 13,

incontro di testimonianze sulla vita e l’azione di Jean Goss: parteciperà Hildegard Goss Mayr

SABATO 1 DICEMBRE 2012 ORE 9,30 – 13,00

Presso SERMIG Arsenale della pace Piazza Borgo Dora, 61 – TORINO

Relatori:

– Sergio Bergami: introduzione

– Hildegard Goss Mayr: Jean Goss, una vita per la nonviolenza

– Etta Ragusa: l’eredità di Jean Goss

– Tonino Drago: prospettive oggi della nonviolenza

 

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