This Is England – Recensione di Laura Operti

This Is England, regia di Shane Meadows. Con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Drammatico, durata 101 min., Gran Bretagna 2006

Shaun è un ragazzino di dodici anni che vive solo con la giovane madre in una cittadina delle Midlands, avendo perso il padre nella guerra delle Falkland, contro l’Argentina. La storia è ambientata nell’Inghilterra degli anni ’80, governata dalla Thatcher, che dall’inizio alla fine del film compare in inserti televisivi coi suoi discorsi e le sue litanie sulla potenza inglese e i fasti del passato.

La tristezza e la noia del ragazzino fanno si che avvenga un incontro “fatale”; con un gruppo di skinhead, più; grandi di lui. Shaun comincia a frequentarli e in particolare è attratto da Combo, il capo, aggressivo, violento, razzista, appena uscito di prigione. Combo tratta Shaun come suo luogotenente e il ragazzino pare esserne felice, fino a che avviene la tragedia. Combo massacra uno di loro che ha la sola colpa di essere giamaicano e di avere la pelle scura. Questo avvenimento fa si che Shaun comprenda l’aberrazione di simili atteggiamenti e lancia in mare la bandiera che era il simbolo del gruppo. L’ambiente è de= lineato con cura, nel suo degrado culturale, nello squallore della provincia, nelle ombre violente fatte di odio verso gli immigrati, in particolare i pakistani che tolgono il lavoro e “devono tornare al loro paese”.

Il film è stato realizzato da Shane Meadows nel 2006 e ci fornisce elementi per comprendere non solo la situazione inglese di quegli anni, ma condizioni sociali più generali, che arrivano a toccare anche il nostro paese n= elle degenerazioni estreme di certe realtà politiche.

Sullo sfondo, tornano alla mente anche le bolle di violenza rabbiosa dei giovani che hanno coinvolto le periferie londinesi negli scorsi mesi, fenomeno sociologico complesso e inquietante, da non accantonare

Una piccola luce nel film viene dalla figura della madre, che sembra aspettare con fiducia e con dolcezza il ritorno del figlio alla normalità. E così avverrà.

Bellissima la colonna sonora in cui abbiamo riconosciuto per alcune parti il nostro Lodovico Einaudi.

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