Il 24 febbraio 2014, presso la palazzina Einaudi dell’Università degli Studi di Torino, è iniziato il corso “Politica economica” del professor Roberto Burlando sviluppato secondo l’ approccio dell’apprendimento cooperativo…

CHE COS’E’ IL COOPERATIVE-LEARNING (APPRENDIMENTO COOPERATIVO)?

cop_lezioniscuolaprimaria2.qxpNella società attuale, in cui la conoscenza riveste un ruolo cruciale, l’apprendimento è un processo che dura tutta la vita; gli individui scelgono di conoscere ciò che garantisce loro di partecipare alle pratiche di comunità che ritengono significative.

Ciò che rende la partecipazione significativa è la possibilità di offrire i propri contributi: infatti, la conoscenza non è presente solo nella mente dell’individuo, ma anche nelle attività di gruppo e nelle relazioni sociali ed è strettamente interconnessa nella vita delle diverse comunità di cui ogni individuo fa parte.

L’apprendimento è il veicolo primario con gli altri e permette alle persone di entrare e partecipare attivamente alla vita della comunità e contribuirne al cambiamento.

Questo discorso, in modalità macro, sulla comunità può essere facilmente circoscritto a una realtà più ridotta, come quella di un’aula dell’università.

L’apprendimento all’interno di un’aula può essere efficacemente promosso grazie alla collaborazione tra gli allievi: laddove, per collaborazione si intende, lavorare insieme per creare qualcosa di nuovo o differente, in contrasto con un semplice scambio di informazioni o esecuzione di istruzione.

Si collabora non solo attraverso le conoscenze fino a quel punto acquisite, ma anche con la propria intelligenza, le proprie capacità d’espressione e di osservazione: è l’intera individualità che si mette a servizio del gruppo (io mi prendo delle responsabilità personali verso il gruppo), ma questa individualità stessa si sviluppa grazie al gruppo (aiuto reciproco) e rende possibile la costruzione di un apprendimento che comprende al tempo stesso l’individuo e il gruppo, inestricabilmente mescolati l’uno all’altro, in modo tale che l’uno non impedisca lo sviluppo dell’altro, ma al contrario lo favorisca.

In questi gruppi tutti i membri sono interdipendenti fra loro in modo positivo, questa interdipendenza sommata a un buon uso delle competenze sociali è condizione necessaria per far sì che essi funzionino ed è la caratteristica fondamentale del “cooperative learning”; accanto ad essa si colloca l’aver instaurato rapporto di reciprocità, di aver comunicato, di aver cioè “trasmesso” e “ricevuto” informazioni in un clima di collaborazione e flessibilità.

Grazie a questo metodo rapporti interpersonali diventano rapporti di collaborazione e la classe può davvero funzionare come una comunità, in cui gli studenti cooperano tra di loro per diventare essi stessi esperti con e nei confronti dei loro compagni. (a cura di Ornella Margherita)

IL PROCEDIMENTO SEGUITO DURANTE LA LEZIONE

1. Si sono formati 28 gruppi da 3-4 persone ciascuno che rimarranno permanenti per tutto l’arco del corso.

2. A ciascun gruppo è stato assegnato un numero per rendere più agevoli le attività e le nostre osservazioni; ogni gruppo ha trascritto i nomi dei componenti sul foglietto indicante il proprio numero; i foglietti sono conservati all’interno dell’armadio a fianco alla cattedra, sul ripiano più alto.

3. E’ stata assegnata circa un’ora affinché ciascun gruppo elaborasse i contenuti oggetto della lezione e producesse una mappa concettuale (primi dieci minuti di rielaborazione individuale poi i successivi di confronto con il gruppo) – (i fogli grandi per le mappe sono anch’essi conservati nell’armadio nel ripiano centrale).

4. Una volta terminato il tempo a disposizione ciascun gruppo si è suddiviso in:

– 1 persona: OSPITANTE
– gli altri componenti: VIAGGIATORI

Ciascun OSPITANTE ha appeso al muro la propria MAPPA per “raccontarla” ai VIAGGIATORI provenienti dagli altri gruppi.

Per facilitare l’organizzazione di questa attività si sono appesi al muro i 28 numeri di ciascun gruppo in modo che gli OSPITANTI potessero individuare velocemente la posizione dove appendere la MAPPA e procedere con il lavoro.

Inoltre i VIAGGIATORI sono stati indirizzati con disciplina a viaggiare in maniera ordinata verso i gruppi subito successivi al proprio (es. il viaggiatore 1 del gruppo 1 viaggia verso l’ospitante del gruppo 2; il viaggiatore 2 del gruppo 1 verso l’ospitante del gruppo 3; il viaggiatore 3 del gruppo 1 verso l’ospitante del gruppo 4; il viaggiatore 1 del gruppo 2 verso l’ospitante del gruppo 3; il v. 2 del g. 2 verso l’o. del g. 4; il v. 3 del g. 2 verso l’o. del g. 5; ecc.) in modo da semplificare e velocizzare gli spostamenti.

In questa fase i VIAGGIATORI possono partecipare attivamente al resoconto dell’OSPITANTE in modo da integrarlo nelle parti più deboli.

Possono essere organizzati anche più turni di viaggio da 10/15 minuti ciascuno.

5. I gruppi si sono ricostituiti condividendo le esperienze vissute e integrando la propria MAPPA con tutto ciò che si è appreso durante la fase precedente.

Scarica la Programmazione delle attività del corso

Ed ecco, in pratica, che cosa succede…

3 commenti
  1. Bruna Laudi
    Bruna Laudi dice:

    Se le interessa uno scambio di vedute, presso il CESEDI c'è un gruppo, il GIS (Gruppo per l'Innovazione Scolastica) che lavora con questo metodo dalla fine degli anni '90. Abbiamo organizzato e continuiamo a farlo corsi di formazione sul cooperative learning. I nostri formatori sono stati Mario Comoglio, Piergiuseppe Ellerani, Norm Green ed altri ancora. Abbiamo anche organizzato convegni internazionali.
    La referente del CESEDI che coordina le attività e gestisce il sito si chiama Rachele Lentini.

    Rispondi
  2. Ilaria Zomer
    Ilaria Zomer dice:

    Gentile Dott.ssa Laudi,
    abbiamo effettivamente già preso contatto con la Dott.ssa Lentini dicendoci che sarebbe proprio interessante incontraci e avere uno scambio. A fine maggio termineremo l'attività in Università e dopo, aver fatto un bilancio, potrebbe essere proprio utile un confronto con la vostra esperienza.
    grazie!
    ilaria

    Rispondi

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