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La giuria della sesta edizione del premio “gli occhiali di Gandhi”, composta da Elsa Bianco, Sara Galignano, Ahmad al Khalil, Stefano Grossi, Cristina Voghera

PREMIA

Per aver raccontato con sguardo poetico la vita di una donna che testimonia con la sua esistenza il processo di emancipazione del mondo femminile.

Per aver narrato come la vecchiaia e la serena accoglienza della morte siano diventate il suo ultimo e definitivo atto politico

LES VIES DE THERESE

di Sebastien Lifshitz


attribuisce una MENZIONE SPECIALE

Per aver illuminato con grande efficacia narrativa i tragici vissuti dei 60.000 bambini-soldato dell’Uganda

Per aver messo in risalto la scelta nonviolenta e la volontà pacificatrice del governo, che ha permesso in questo modo alle giovani vittime-carnefici la possibilità di una rinascita morale e sociale a

 WRONG ELEMENTS

di Jonathan Littell


attribuisce una MENZIONE SPECIALE

per aver saputo illustrare come un’iniziale atto di involontaria violenza possa attivare un percorso di crescita personale e di risoluzione dei propri contrasti interiori attraverso la riscoperta delle proprie radici violate da una società bianca omologante a

 AVANT LES RUES

di Chloè Leriche


Ha consegnato i premi della VI edizione del premio il regista Maurizio Nichetti. Il premio assegnato al film vincitore è stato realizzato dal maestro Michelangelo Tallone


Mettersi gli occhiali di Gandhi significa pensare un cinema nuovo, che offra visioni di pace invece che di guerra, di condivisione più che di esclusione, di partecipazione e non di antagonismo.

34° Torino Film Festival

(18 – 26 novembre 2016)

Premio alla cinematografia nonviolenta

GLI OCCHIALI DI GANDHI

a cura del Centro Studi Sereno Regis

Fare e guardare il cinema con l’ottica gandhiana è possibile. È nata nel 2011 l’idea del Centro Studi Sereno Regis, che ha proposto al Torino Film Festival un riconoscimento alla visione cinematografica nonviolenta.

Il premio “Gli occhiali di Gandhi” intende valorizzare il documentario o il film di finzione che meglio interpreti la capacità di affrontare i conflitti mediante la nonviolenza. Come se il mondo venisse osservato attraverso le lenti del Mahatma: uno sguardo che non si ritrae dalla lotta per la giustizia, ma rispetta l’avversario con la forza della verità e con la mitezza dell’amore. Scopo dell’iniziativa è promuovere una civiltà giusta, solidale e ambientalmente sostenibile, attraverso la capacità di testimoniare il superamento dei conflitti con metodi pacifici.

Quest’anno, per sottolineare la costante necessità di uno sguardo nuovo, che usi la fantasia e la creatività nella soluzione dei conflitti sociali, sarà nostro testimone Maurizio Nichetti, regista, sceneggiatore, attore e produttore. La cerimonia di premiazione, che si terrà sabato 26 novembre nel pomeriggio, si concluderà con la proiezione di una delle opere cardine di Maurizio Nichetti: “Volere volare”.

Il premio conferito sarà a sua volta un’opera d’arte importante, una ceramica di Michelangelo Tallone, che da quest’anno inaugura la sua collaborazione con “Gli occhiali di Gandhi” mettendo a disposizione un’opera che rappresenta in maniera plastica la forza gentile ma con-vincente della nonviolenza.

Un’altra collaborazione ci rende orgogliosi, quest’anno: è quella con il Convitto Nazionale Umberto I, che contribuirà al premio con un assegno di 500 euro e che nei prossimi anni vedrà i propri studenti partecipare a un percorso di formazione sulla nonviolenza: in futuro la giuria sarà composta dai giovani liceali del Convitto.

Come sempre, il trofeo sarà accompagnato da una prestigiosa stilografica offerta da Aurea Signa, nostro sponsor fin dalla prima edizione, grazie alla sensibilità dell’azienda Aurora, di cui è emanazione culturale.

Da sempre sono con noi lo sponsor istituzionale VII Circoscrizione della Città di Torino e la cooperativa sociale Triciclo.

La giuria della quinta edizione del premio “Gli occhiali di Gandhi” sarà formata da cinque persone, membri del progetto “Irenea: cinema e arte per la pace” del Centro Studi Sereno Regis e attive artisticamente e culturalmente:

Elsa Bianco

Sara Galignano

Ahmad al Khalil

Stefano Raffaele Grossi

Cristina Voghera