UN PONTE DI CORPI – Apriamo le frontiere a Clavière

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SABATO 6 MARZO – CON I NOSTRI CORPI SULLE FRONTIERE

h12 – RITROVO DAVANTI ALLA CHIESETTA DI CLAVIERE
h14 – COLLEGAMENTO CON LE ALTRE REALTA’ DALLE PIAZZE E FRONTIERE EUROPEE

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Il 6 marzo un gruppo di donne, riconoscendosi nel Manifesto “Un Ponte di Corpi” promosso da Lorena Fornasir, attivista sulla rotta balcanica aldilà e al di qua del confine, tra Bosnia e Trieste, costruirà con i propri corpi un ponte simbolico di attraversamento della frontiera, per denunciare le continue violenze e i respingimenti di cui sono vittime le persone che tentano di raggiungere la loro meta.

La rete “Torino per Moria” fa proprio il Manifesto e aderisce prolungando idealmente il Ponte di Corpi dalla Bosnia fino al confine tra la nostra regione e la Francia, dove i numerosi tentativi di attraversamento sono spesso respinti con brutalità, anche nei confronti di minori.
Noi donne di “Torino per Moria” ci mettiamo in ascolto di altre donne lontane che, in un tacito mandato di dolore, consegnano a tutt* noi la vita dei loro figli.
Accogliere e curare è mettere al mondo la vita ogni giorno: la cura per l’altro è il filo rosso che può tenere insieme, da una parte all’altra del mondo, i legami spezzati dalla guerra, dai disastri ambientali e dalla miseria.

Noi donne diciamo:
– NO alla violenza dei respingimenti che non consentono neppure la legittima presentazione delle domande di asilo
– NO al razzismo e alla discriminazione, che da sempre conosciamo.
– SI al diritto insito in ogni corpo di potersi muovere e andare dove ritiene di poter vivere una vita degna

Noi gridiamo al mondo che non c’è giustizia quando migliaia di essere umani muoiono a causa dei confini: malediciamo quelle strisce di terra o di mare perché sono sporche del sangue dei migranti respinti, torturati e deportati.

Si stima che tra settembre e dicembre 2020 siano transitate alla frontiera italo- francese a Clavière, oltre 4700 persone, giunte attraverso la rotta balcanica e quella del Mediterraneo, nella maggior parte provenienti dall’Afghanistan, dall’Iran, dal Pakistan e dall’Africa. I migranti arrivano con bambini e donne, a volte incinte, stremati da anni di tentativi di passaggio ai confini bosniaci, croati e italiani: passano dal Piemonte per proseguire verso il Nord Europa in cerca di una vita dignitosa che vedono respinta.

Il 6 marzo saremo in tante/i ad accorrere sui confini, ad attraversarli, a ribellarci alla disumanità, costruendo un grande movimento di solidarietà insieme a tutte le persone che hanno a cuore i diritti umani, la giustizia e che non tollerano la barbarie.


Perché nessuno possa dire di non sapere, organizziamo
UN PONTE DI CORPI SULLE FRONTIERE