Pericolosi per chi? Dalla guerra all’Isis in Siria alla difesa dei diritti in Italia

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Intervengono: Maria Edgarda Marcucci, Jacopo Bindi, Fabrizio Jak Maniero, Davide Grasso

Modera: Enzo Ferrara, vice presidente del Centro Studi Sereno Regis

Da gennaio, la procura di Torino valuta l’applicazione di misure restrittive per chi è partito dall’Italia per combattere l’Isis e difendere le popolazioni civili e nella regione del Rojava/Siria del nord. Questa vicenda non è conclusa: non è possibile accusare gli ex combattenti in Rojava di alcun reato, tuttavia è stata proposta per loro la sorveglianza speciale, misura che permette di espellere un individuo dalla propria città, confinarlo in un’altra, imporgli il coprifuoco in certi orari e privarlo del diritto di riunione e di espressione pubblica, senza accuse e senza processo, sulla base della semplice premonizione della sua pericolosità sociale.

Maria, Jacopo, Jak e Davide, a nome di tutti gli ex combattenti in Rojava, affermano che la loro è una battaglia per la libertà e per il riconoscimento della legittimità delle forze mediorientali e internazionali che combattono il fondamentalismo e per il rispetto dei caduti di questa lotta, primo tra tutti Lorenzo Orsetti che aveva dedicato ai compagni sotto accusa i suoi ultimi interventi pubblici.