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La condizione delle donne in carcere

martedì 8 Febbraio | ore 18.00 - 19.15

- Ingresso libero nel rispetto delle norme anti-Covid

Il prossimo incontro organizzato da Servas Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis di Torino si svolgerà

Martedì 8 febbraio 2022 dalle ore 18 alle 19,15

Incontro Monica Cristina Gallo, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino, che parlerà della condizione delle donne detenute in carcere, con particolare riferimento alla situazione torinese.

Per la partecipazione in presenza è richiesto l’uso della mascherina FFP2 ed il possesso del green pass rafforzato. Considerata la ridotta capienza della sala, è necessario prenotare inviando una e-mail con almeno 24 ore di anticipo a [email protected], indicando nome, cognome e numero di telefono (che potrebbe servire per eventuali comunicazioni dell’ultimo momento), alla quale risponderemo confermando la prenotazione.

 

Per chi intende partecipare via internet, ecco il link e le credenziali di accesso:
https://us02web.zoom.us/j/81006236475?pwd=VFhTK1dQNlVLTUpXbXNGc2FZN2pJUT09
ID riunione: 810 0623 6475 – Passcode: 947947


Uno spunto di riflessione per l’incontro

La detenzione femminile tra realtà e possibilità di cambiamento 

Monica Cristina Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Comune di Torino

Quando si affronta il tema della detenzione femminile è inevitabile una riflessione sui numeri. Le donne rappresentano una parte residuale della popolazione detenuta: al 31 gennaio 2021, su un totale di 53.329 persone detenute solo 2250 sono donne. Dei 190 Istituti penitenziari nel territorio italiano solo 4 sono esclusivamente femminili e le restanti donne scontano la pena detentiva nelle sezioni femminili di 43 Istituti penitenziari a prevalenza maschile.

Da ciò consegue che la donna detenuta dipende totalmente dalla realtà, metodologia, e organizzazione della vita esistente negli istituti maschili. Occorre, quindi, riflettere sul fatto che l’identità, i bisogni, il modo di vivere l’ambiente, la reale possibilità di crescita della donna differiscono palesemente.

Gli interventi normativi si sono focalizzati verso le donne detenute nella loro funzione genitoriale prevedendo la realizzazione d’istituti a custodia attenuata (ICAM) e di case famiglia protette, per superare la presenza di minori all’interno delle carceri. Manca una riflessione articolata verso il tema della tutela e garanzia dei diritti in relazione alla differenza di genere già nell’atto di fruizione dello spazio, pensato prevalentemente per una comunità maschile. Sono carenti le attenzioni che incidono sulla quotidianità, come la territorialità della pena, la salute fisica e psichica, i percorsi di prevenzione, le attività ricreative, culturali e sportive pensati in relazione alla sfera emotiva delle donne e conseguentemente differenziati da quelli maschili.

Evidenziare la differenza femminile e lavorare per affrontare le esigenze delle donne recluse, senza fermarsi alla condizione di debolezza e fragilità ma considerando l’aspetto della forza e della creatività che la soggettività femminile è in grado di attivare può rappresentare la strada verso nuove connessioni che possano alimentare innovazione e cambiamento. Le donne detenute trascorrono la loro detenzione attendendo che accada ciò che gli operatori hanno deciso per loro, attraverso un approccio perlopiù correzionale. Sono affidate ad una giustizia di attesa e non ad una giustizia d’iniziativa, che riduce ancor di più la propria autonomia e le proprie capacità relazionali. La detenzione, per le donne, potrebbe rappresentare un’opportunità specie per quelle prive di legami, con lavori precari e bassa scolarizzazione, se il tempo della pena guardasse alla promozione dello sviluppo delle competenze, alla cura della persona (non della personalità) ed alle molte mancanze che numerose donne sperimentano nella vita da libere. Il superamento della frammentarietà e sporadicità degli interventi all’interno delle sezioni femminili potrebbe essere sostituito da approcci multicentrici di differenti unità operative impegnate nei servizi alla persona con particolare attenzione alla differenza di genere. Un metodo che preveda la donna al “centro” in grado di farne emergere risorse, strategie personali, resistenza e resilienza, che consenta loro di apprendere ed immaginare un futuro.

Un’attenzione particolare merita la condizione delle donne detenute straniere, che spesso non hanno una rete familiare all’esterno e affrontano il periodo della condanna subendo conseguenze di evidenti difficoltà linguistiche, di comunicazione e di scarsa conoscenza del sistema giuridico italiano.

Torino 8 febbraio 2022


 

Dettagli

Data:
martedì 8 Febbraio
Ora:
18.00 - 19.15
Prezzo:
Ingresso libero nel rispetto delle norme anti-Covid
Categoria Evento:
Tag Evento:
, ,

Luogo

sala Gandhi
via Giuseppe Garibaldi,13
Torino, 10122
+ Google Maps
Telefono:
+39011532824
Visualizza il sito del Luogo
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