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Documentario | Dio delle Zecche: Storia di Danilo Dolci in Sicilia

venerdì 28 Giugno | ore 17.00 - 19.00

Proiezione del documentario Dio delle Zecche: Storia di Danilo Dolci in Sicilia di Leandro Picarella e Giovanni Rosa (2014, 60′)

Proiezione organizzata per celebrare il centenario della nascita di Danilo Dolci nato il 28 giugno 1924; il film prodotto dal CSC Sede Sicilia – Scuola Nazionale di Cinema che si ringrazia per la gentile concessione.

Interviene Luigi Ciotti, dopo un saluto di Livio Pepino e coordina Giustino Scotto D’Aniello. Sarà presentato il programma degli eventi successivi a cura delle varie associazioni che li organizzano, tra cui il Centro Studi Sereno Regis.


“Dio delle zecche: storia di Danilo Dolci in Sicilia” è un documentario che racconta la figura, la storia, le opere di Danilo Dolci attraverso il viaggio che il figlio più giovane, En, percorre dalla Svezia, paese in cui è cresciuto, fino in Sicilia. Un viaggio per luoghi e persone, ma soprattutto un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca della memoria perduta di un intero paese.

Una memoria fatta di lotte, di digiuni, di scioperi alla rovescia, di marce per la pace. Una memoria non violenta. Il documentario: Dio delle zecche è un documentario del 2014 diretto da Leandro Picarella e Giovanni Rosa, realizzato nell’ambito del corso di documentario della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con la Regione Siciliana – Sicilia Film Commission, il Centro Studi Danilo Dolci, il Cesie Palermo e la società di produzione Labirinto Visivo.

La storia: Danilo Dolci è uno dei personaggi più poliedrici della seconda metà del Novecento italiano. La sua storia è profondamente legata a quella della Sicilia del secolo scorso e alla nascita del Movimento Non Violento in Italia. In un’epoca di grandi trasformazioni sociali ed economiche, Dolci si è fatto promotore di un nuovo modo di pensare e agire, rivoluzionario per i suoi tempi. In un piccolo borgo marinaro in provincia di Palermo come Trappeto – dove il banditismo appariva come il rimedio naturale all’impossibilità di trovare delle vie legali ai problemi della popolazione – Danilo Dolci, dagli anni Cinquanta in poi, intraprende una serie di azioni volte a costruire tra gli individui il senso della comunità e della giustizia sociale.

Ma la sua figura è legata anche alla ricerca e allo studio della sociologia e della pedagogia. Per Danilo, infatti, l’attivismo doveva essere supportato da una crescita personale, affinché non risulti fine a sé stesso. É per questo che nel corso degli anni la sua attività si è concentrata sullo sviluppo di nuove teorie pedagogiche che supportassero la creatività del bambino, al fine di produrre uno sviluppo più consapevole della propria individualità. Il ritorno nei luoghi paterni, spingerà En a conoscersi e a riscoprirsi attraverso la storia e i racconti legati alla figura di Danilo. Questa ricerca lo porterà ad incontrare le persone che hanno condiviso con Dolci momenti fondamentali per la storia della Sicilia.

Dio delle zecche è un viaggio nel tempo, presente e passato, in cui diverse storie si intrecciano. “Dio delle zecche” è la ricerca di un legame familiare sul filo dei ricordi di un intero paese. Ricordi che, sopiti sotto le macerie di Borgo di Dio ma ripuliti dalla coltre polverosa del tempo, possono nuovamente rivedere la luce. I materiali d’archivio utilizzati provengono dai fondi dell’Aamod, della Cineteca di Bologna, delle Teche Rai e dell’Istituto Luce.

Il documentario vede la partecipazione del gruppo indie rock bolognese Massimo Volume, con il brano “Dio delle Zecche” tratto dall’album “Aspettando i Barbari” prodotto da La Tempesta Dischi nel 2013, il cui testo è tratto dall’omonimo libro di Danilo Dolci edito da Mondadori (1976). Le musiche del film sono state composte ed eseguite da Antartica, progetto solista del musicista siciliano Davide Lo Iacono.

La realizzazione del documentario ha impegnato i registi Leandro Picarella e Giovanni Rosa per circa un anno, in quello che si può definire un vero e proprio viaggio nella memoria. Tale ricerca ha portato alla riscoperta di materiali di repertorio inediti, come ad esempio il film documentario in tre puntate “La terra dell’uomo” di Gianfranco Mingozzi, prodotto dalla Rai nel 1986 e rimasto sepolto negli archivi Rai per quasi trent’anni e che vede coinvolti personaggi come Leonardo Sciascia, Franco Alasia, Cesare Zavattini e lo stesso Dolci. Una vicenda, quella di Mingozzi in Sicilia, che ha trovato il suo naturale coinvolgimento all’interno di questo film, riportando alla luce il lavoro del regista emiliano, considerato uno dei massimi documentaristi che abbia mai rivolto il proprio sguardo alla Sicilia e alle sue problematiche.


 

Dettagli

Data:
venerdì 28 Giugno
Ora:
17.00 - 19.00
Categoria Evento:
Tag Evento:
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