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Cinema | Vale – L’ultimo incontro di Teresa Sala e Stefano Zoja

lunedì 3 Giugno | ore 21.00 - 23.00

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema promuove la proiezione in anteprima regionale del film Vale – L’ultimo incontro di Teresa Sala e Stefano Zoja in programma lunedì 3 giugno alle ore 21,00 presso la Sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis (Via Giuseppe Garibaldi 13, Torino). L’appuntamento è promosso in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni – Cellula di Torino e il Disability Film Festival (DFF); l’ingresso è libero con la possibilità di fare un’offerta Up to You; è consigliato prenotare gratuitamente un posto in sala attraverso questo LINK di Eventbrite.

Intervengono la protagonista del film Valeria Imbrogno, i registi Teresa Sala e Stefano Zoja, le e gli attivistə della Cellula Coscioni di Torino, Carmen Riccato e Marco Bertone del DDF e Valentina Noya dell’AMNC.

Il film racconta la storia di Valeria Imbrogno: Valeria è sul ring per l’ultimo incontro della sua carriera di pugile professionista. È sempre stata una guerriera, nei giochi di bambina come nella tragica battaglia combattuta da adulta, per il diritto al suicidio assistito del suo compagno di una vita, Fabiano, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. Mentre lotta sul ring, le sue parole ci raccontano l’imprevedibile stravolgimento di due vite, il sacrificio degli anni della cura, lo scivolamento verso la fine. Il match prosegue, la stanchezza cresce, i gesti rallentano, fondendosi con la storia raccontata da Valeria, sempre più cruda e diretta. Scopriamo della rabbia che ancora la anima di fronte all’altra perdita della sua vita: l’improvviso suicidio del padre, intrecciato eppure opposto al finale della vita del compagno. L’incontro sta ormai per concludersi, ogni pugno, ogni movenza pesa, il tempo si dilata, la lucidità svanisce. Restano sul ring solo il dolore e la rabbia per due perdite così diverse, e il mistero di ciò che serve a un essere umano per sopportarle.

Valeria Imbrogno è una guerriera e una guaritrice, e conosce sia la vittoria che il dolore. È una donna che riunisce due anime, plasmate da eventi feroci. Ha vinto bronzo agli europei di pugilato con la nazionale italiana, il titolo europeo tra i professionisti e il mondiale di kickboxing fra i dilettanti. È anche psicologa, con specializzazione in criminologia, e ha prestato servizio in contesti di crisi umanitaria, come Haiti e Siria, oltre che in carcere. Per venticinque anni è stata vicina a Fabiano Antoniani, noto nelle discoteche e poi sui giornali come dj Fabo.

Ha condiviso con lui la dolcezza e le difficoltà di un amore di enorme forza e imperfezione, vissuto fra Milano e Goa, in India, fino all’incidente d’auto che ha reso Fabiano cieco e tetraplegico. Valeria lo ha accompagnato giorno per giorno, per oltre due anni, nella ricerca di una guarigione che si è rivelata impossibile. Infine hanno scelto il suicidio assistito in Svizzera, divenendo caso politico nazionale, anche grazie all’impegno dell’associazione Luca Coscioni. In quello stesso periodo il padre di Valeria, un ingegnere dai tratti del sognatore, si è tolto la vita. Valeria ha poi salutato Fabiano per l’ultima volta il 27 febbraio 2017 in una clinica svizzera. Oggi Valeria lavora a Milano come insegnante di pugilato e psicologa. È inoltre impegnata a divulgare i diritti riconosciuti agli italiani dalla nuova legge sul fine vita e il testamento biologico, emanata dal parlamento a fine 2017, in conseguenza del dibattito pubblico sulle vicende di Fabiano Antoniani. Sta scrivendo un libro sulla propria vita.