Produzioni video

Un breve viaggio nel Novecento alla scoperta delle tante, tantissime donne che “hanno fatto la differenza” svelando la violenza come un mezzo tipicamente maschile nella soluzione dei conflitti, agendo per la conquista e la difesa dei diritti civili, opponendosi alle devastazioni ambientali. Storie di donne che ci insegnano uno sguardo più ampio, più inclusivo, più complesso e più profondo”. L’evento è inserito all’interno del calendario ufficiale del Festival Archivissima #archivissima2020 #lanottedegliarchivi #women


Pubblicazioni

Quel piccoletto con zaino e bicicletta, in collaborazione con Lexis, Torino 2018, pp. 312, € 14,00

            Nanni Salio: racconti e ricordi di persone che lo hanno conosciuto è il sottotitolo del libro finalmente uscito e disponibile all’acquisto presso il Centro Studi Sereno Regis (via Garibaldi 13 – 10122 Torino, telefono 011 532824).

Il libro – recita la Quarta di copertina –  non è il risultato di una ricerca accademica (…) Qui (…) sono raccolti i ricordi (di) alcune persone (un’ottantina) che hanno contribuito alla realizzazione di questa «raccolta». Poi, certo, ci sono anche le parole di Nanni, «uomo di pace, saggio e creativo», che non è più sulla Terra, ma… Non ci diremo addio. Non sappiamo come dirlo, e non vale la pena di impararlo. (Enrico Testa, Cairn, 2018)

Per maggiori informazioni e/o acquisto di una copia cartacea si prega di contattare Elena Camino, [email protected]




La ricerca per la pace e la promozione della Difesa Popolare Nonviolenta costituiscono l’elemento più caratterizzante delle attività istituzionali del Centro Studi, in una prospettiva di continuità e sviluppo dell’opera pionieristica del suo fondatore, Domenico Sereno Regis, in favore dell’obiezione di coscienza, contro l’installazione di missili sul territorio nazionale e in generale volte alla ricerca di alternative nonviolente.

L’idea di pace che vi soggiace prevede non solo l’assenza di guerre e/o di conflitti armati, ma anche la giustizia sociale (poiché non vi è pace senza giustizia), il rispetto per l’ambiente e le generazioni future, l’attenzione e l’ascolto dell’altro – dal livello intrapersonale (gli aspetti difficilmente accettabili di sé), a quello interpersonale, sociale e macrosociale (le culture diverse).

Il raggiungimento di questi propositi potrà certo avvenire solo nel lungo periodo e richiederà, per essere effettivo, sia una grande partecipazione politica (il “potere di tutti” di cui parlava il fondatore del Movimento Nonviolento, Aldo Capitini), sia un modo di procedere reversibile in caso di errore, il che – necessariamente – esclude l’uso della violenza. Più in particolare, il conflitto viene considerato come un aspetto ineludibile della vita, e viene stimolata la ricerca di una sua trasformazione creativa, nella quale tutte le parti interessate siano coinvolte nell’elaborazione di soluzioni da cui ciascuna tragga vantaggi tali da escludere un’escalation della violenza. Quest’ultima può essere tanto diretta, quanto strutturale, culturale e/o psicologica, e nei suoi singoli aspetti o nella loro combinazione va a colpire i bisogni umani fondamentali, tra cui la stessa possibilità di sopravvivenza di milioni di persone ogni anno.

L’estrema complessità, globalità e urgenza di questi problemi rende indispensabile un’accurata impostazione della ricerca teoretica, della raccolta della documentazione, della divulgazione e della progettazione degli interventi diretti sul territorio.

La rete

Sin dalla sua fondazione, il Centro Studi ha provveduto a sviluppare una fitta rete di contatti con enti nazionali ed internazionali nel settore, quali l’International Peace Research Association, l’Italian Peace Research Institute (di cui gestisce la segreteria e cura la redazione della Newsletter), il Mouvement pour une Action Nonviolente (MAN), la Transnational Foundation for Peace and Future Research (TFF), il Movimento Nonviolento (MN), il Movimento Internazionale per la Riconciliazione, il coordinamento internazionale Nonviolent Peace Force, numerosi musei per la pace, la rete internazionale di peace-researchers TRANSCEND e ha preso parte alla fondazione del Centro Interateneo di Studi per la Pace nelll’ambito delle università piemontesi.

Grazie a queste collaborazioni è stato possibile realizzare numerosi seminari e conferenze – rivolti ora a un pubblico specialistico, ora ad un pubblico più vasto – tra cui si segnalano:

  • l’Osservatorio Internazionale su violenza e nonviolenza (con cadenza annuale),
  • i cicli di incontri Come valutare le riforme costituzionali: potere, giustizia e nonviolenza e Politica e violenza, nonviolenza e politica (1997),
  • Lotte nonviolente nel Kossovo, con mostra fotografica, e Conflitto, violenza e nonviolenza: il contributo della psicologia, della psicoanalisi e della psichiatria (1998),
  • Attività delle Peace Brigades International, Il diritto e la guerra. Aspetti strutturali del rapporto tra stato e guerra e il corso di aggiornamento per docenti Il Novecento: un secolo tra violenza e nonviolenza (1999),
  • Trasformazione nonviolenta dei conflitti: l’approccio Maggiore/minore (2001),
  • Dalla “risoluzione” alla trasformazione nonviolenta dei conflitti: il metodo TRANSCEND e Obiezione di coscienza in Israele (2002),
  • Iraq: una guerra annunciata (2003).

Quanto alla raccolta di documentazione, si è provveduto a mantener viva la memoria storica grazie al recupero di importanti fondi archivistici di privati e di movimenti pacifisti e nonviolenti attivi in Italia. La biblioteca, la videoteca e l’emeroteca del Centro Studi vengono continuamente aggiornate, tenendo anche conto, nella scelta dei testi, dell’attività seminariale e convegnistica che viene svolta anno per anno.

I convegni

In particolare i convegni internazionali si propongono non solo di favorire l’aggiornamento di studiosi/e sui più recenti risultati della ricerca per la pace, ma anche di sensibilizzare un più vasto pubblico e le autorità locali sul successo di azioni di intermediazione nonviolenta organizzate dal basso, al fine di dimostrare la perseguibilità – con budget decisamente inferiori a quelli attualmente destinati alle spese militari – di politiche di difesa difensiva e di operazioni di peace-keeping, peace-building e peace-making.

Tra i maggiori convegni recentemente organizzati, si segnalano:

  • Difesa Popolare Nonviolenta e Protezione Civile (1998),
  • Il conflitto è politica, non guerra (1999),
  • La nonviolenza nella ricerca, nell’educazione e nell’azione: temi e ambiti della ricerca per la pace in Italia e nel mondo (2001),
  • Globalizzazioni, terrorismi e guerre: le alternative della nonviolenza (2002),
  • Forze nonviolente di pace (2003),
  • Epistemologia, Ecologia, Estetica: il contributo di Gregory Bateson alla ricerca per la pace e all’educazione (2004).

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