Verso la Leva militare obbligatoria?

Rita Vittori

Di questi tempi, se si vuole creare consenso, si parte a piccoli passi, si abitua l’opinione pubblica a un dibattito che propone un piccolo cambiamento di una legge che si rifà a un diritto acquisito, si fa finta che anche all’interno della maggioranza di governo ci siano delle resistenze e poi, nel tempo, la nuova legge passa, sotto la distrazione generale. Anche nel caso della sospesa Leva militare sta avvenendo così.

Il ritorno alla Leva obbligatoria

Salvini ha depositato alla Camera un progetto che prevede sei (6) mesi di Leva obbligatoria, anche civile, per i ragazzi dai 18 ai 26 anni presentandolo martedì 21 maggio alla Camera. Si tratta di una proposta di «legge ordinaria formale», di quelle che passano regolarmente una sola volta alle due Camere del Parlamento per poi trasformarsi in legge dello Stato.

Questo perché il servizio militare non era stato abrogato ma solo sospeso dalla Legge 23 agosto 2004, n. 226 (la cosiddetta Legge Martino).

«Trattandosi di una sospensione e non di una soppressione, il servizio di leva rimane obbligatorio. L’articolo 1929 del Codice dell’ordinamento militare di cui al d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, difatti, prevede che questo possa essere ripristinato solo se “il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni».

Il Comune, ogni anno, procede alla formazione delle Liste di Leva, finalizzate a un eventuale ripristino della Leva obbligatoria, le quali contengono i nominativi di tutti i cittadini maschi da 17 a 45 anni. Nel nostro Paese il servizio di Leva militare rimane obbligatorio, ma le chiamate sono state sospese dal 1° gennaio 2005 a opera della Legge 23 agosto 2004, n. 226, successivamente confluita nel COM – Codice dell’Ordinamento Militare. Il suddetto Codice, all’articolo 1929, prevede che:

«Il servizio di leva è ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, se il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni, nei seguenti casi: se è deliberato lo stato di guerra ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione; se una grave crisi internazionale nella quale l’Italia è coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale giustifica un aumento della consistenza numerica delle Forze armate». Inoltre «al fine di colmare le vacanze di organico, non possono essere richiamati in servizio gli appartenenti alle Forze di polizia ad ordinamento civile ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco», cfr. sito Esercito italiano.

Le due opzioni del Disegno di Legge

Il Disegno di Legge chiamato Istituzione del servizio militare e civile universale territoriale e delega al Governo per la sua disciplina, presentato dal deputato Eugenio Zoffili e sostenuto da Matteo Salvini, prevede l’introduzione di 6 mesi di servizio obbligatorio per tutti i giovani italiani, sia uomini che donne, di età compresa tra i 18 e i 26 anni. Questo periodo di leva verrà svolto su base regionale, il che permetterà ai giovani di stare vicino al luogo di residenza. E qui sta la solita strategia per dar spazio a contenuti prevedibilmente non popolari nel dibattito pubblico, accostandoli a quelli già in atto.

Quindi i giovani avranno davanti a sé due opzioni: il servizio militare e il servizio civile. Nelle dichiarazioni di Salvini, pur se distinti per natura e obiettivi, entrambi i percorsi vogliono fornire un’esperienza formativa e di crescita personale. Si nota qui la solita demagogia per delineare la leva militare come momento di crescita personale e non di preparazione alla guerra; demagogia che serve solo a confondere persone poco critiche. Il servizio militare, si sottolinea, offre ai giovani un’esperienza di formazione e impiego all’interno delle Forze Armate, e consente loro di acquisire competenze in ambito difensivo e operativo, nell’ottica di prepararli non solo ad eventuali emergenze nazionali, ma anche a una professione molto qualificata.

Chi si orienta verso il servizio civile universale sarà preparato invece «a svolgere funzioni di concorso alla tutela del patrimonio culturale, naturalistico e paesaggistico del Paese con l’opportunità di inserirsi nel sistema nazionale della Protezione Civile e del soccorso pubblico, e di collaborare con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco».

E poi il gioco si ripropone perché Tajani, segretario di Forza Italia, subito precisa la sua resistenza alla proposta invocando non motivi etici, ma di costi, perché (secondo la sua opinione) questo sarebbe troppo costoso per l’Italia.

Ma vediamo invece cosa rischierà chi si sottrae alla Leva senza fare l’obiezione di coscienza. Semplice: chi si sottrae alla Leva e al servizio civile sarà punito penalmente con la reclusione da sei mesi a due anni come dice l’articolo 14 della Legge 230 del 1998.

Leva militare

Fonte Ministero della difesa (CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

L’altra proposta della Lega sulla «riserva militare»

Sempre la Lega aveva già depositato un altro progetto di legge in tema di Difesa, quello a firma del presidente della omonima Commissione della Camera, Nino Minardo, presentato a febbraio scorso, questa volta sui «riservisti» italiani, da costituire sul modello israeliano da mobilitare rapidamente in caso di grave minaccia per la sicurezza del Paese o di stato d’emergenza. Un mini-esercito supplementare, secondo la proposta, da mobilitare sia in tempo di conflitto o di grave crisi della sicurezza dello Stato, come la difesa dei confini nazionali, o in caso di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale da parte del Consiglio dei ministri.

Proposte innocue? Sembrerebbe di no. Infatti il 28 marzo 2024 leggiamo sul sito di SkyTG24 che Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore, durante un’audizione informale presso le commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, ha sottolineato la carenza di personale nelle Forze Armate e «[…] ha evidenziato la necessità di un incremento di almeno 10mila unità, richiesta che si inserisce in un quadro di crescenti tensioni internazionali, con particolare riferimento alle “Aree Ibride” e ai punti di attrito con la Russia e i suoi alleati». L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere 170mila unità, cifra che, secondo il Capo di Stato Maggiore, rappresenterebbe comunque «il limite della sopravvivenza».

Dunque, da una parte il bisogno delle Forze Armate di ripristinare il numero degli addetti e dall’altra di prevedere un possibile intervento di truppe anche italiane in territorio ucraino, come Macron da tempo sta sollecitando.

Possiamo stare tranquilli? Certamente no, perché se fino ad oggi la maggioranza si è decisamente dichiarata contraria… quello che si dice oggi potrebbe non essere valido domani… si sa, le cose cambiano!

Campagna Obiezione alla Guerra 2022-2024

Ricordiamo allora la Campagna «Obiezione alla Guerra» promossa dal Movimento nonviolento che oltre a dare sostegno agli obiettori nei vari scenari di guerra, ha allargato la sua azione anche contro l’ipotesi di un ritorno di una Leva obbligatoria in Italia.

Sul sito potete leggere gli approfondimenti, ma soprattutto scaricare il modulo di dichiarazione di obiezione di coscienza alla guerra che tutti possono sottoscrivere e inviare al Presidente della Repubblica e alle altre Istituzioni indicate.

«È un atto formale con il quale i sottoscrittori chiedono che il loro nome venga inserito in un Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione. In pratica si chiede di formalizzare, presso gli organi competenti, l’elenco di coloro che fin da ora, e in futuro, non sono in alcun modo disponibili all’uso delle armi».

È un modulo che invitiamo a divulgare il più possibile come forma di resistenza a questa ipotesi di ritorno alla Leva obbligatoria che da semplice Disegno di Legge potrebbe diventare realtà finito il periodo elettorale.


 

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