Lettere a Gian Carlo Melli. Tra giustizia umana e giustizia divina

Cinzia Picchioni

Lorenzo Milani, Lettere a Gian Carlo Melli. Tra giustizia umana e giustizia divina, a cura di Lorenza Melli, LEF Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2024, pp. 128, € 14,00

Cominciamo dal fondo, anzi addirittura da «fuori»: nel retro della copertina c’è la foto di un dipinto di Lorenzo Milani! Intitolato Annaffiatoio, è datato 1960 e varrebbe tutto il libro. A p. 101 si trova la storia di quando, dove e come è stato realizzato, con tuorlo d’uovo… una vera chicca se non fosse che anche «dentro» alla copertina sono custodite «chicche» imperdibili, provenienti dalla collezione privata di Gian Carlo Melli e curate dalla di lui figlia Lorenza. Un caso l’omonimia? No. Lo scopriamo a p. 38 a metà del libro che in effetti è un epistolario. Raccoglie gli scritti inviati dal Priore a Gian Carlo Melli, già pubblicati nel 1977 col titolo Lettere di un’amicizia (ormai introvabile); il libro è qui arricchito di due Appendici* con scritti e foto inediti.

Lassù

Il Melli e il priore si incontravano, anche più d’una volta alla settimana, a Barbiana: «[…] quasi sempre lassù […]. Queste lettere, perciò, sono solo gli echi lontani delle conversazioni e delle intese, spesso semplici biglietti di comunicazioni che rivelano, ad un tempo, come Don Lorenzo non avesse né a disposizione né in simpatia il telefono e quanto amasse quella antica e insostituibile espressione umana che è la lettera, scritta per la meditazione dei corrispondenti (ed anche oltre)», p. 7.

In quel «ed anche oltre» ci siamo noi, lettori e lettrici che a distanza di quasi 50 anni possiamo curiosare tra quegli scritti privati grazie alla generosità di Gian Carlo Melli che li pubblicò per la prima volta nel 1976. E oggi ancora grazie alla figlia, Lorenza Melli, per la cura di questa nuova pubblicazione.

Tutti gli scritti sono preceduti da una breve Introduzione, atta a trasmettere il contesto in cui a suo tempo sono stati inviati. Tutti riportano il luogo, la data e la firma. Alcuni asterischi indicano dove i nomi sono stati eliminati per rispetto della privacy.

Una delle lettere in particolare mi ha entusiasmato, sia per il linguaggio (stupendamente ironico, come spesso era l’amato Priore) sia per un disegno: accanto al testo a stampa, l’editore ha avuto l’ottima idea di riportare una pagina originale della lettera; così – oltre alla grafia di don Milani – possiamo godere delle sue abilità grafiche nello spiegare per bene come disinfettarsi le mani per non prendere la varicella! La lettera del 27 gennaio 1960 è firmata «Un abbraccio affettuoso e disinfettato, tuo Lorenzo», p. 25.

Modo di fare

A testimonianza del «modo di fare» che vigeva a Barbiana c’è tutta una vicenda con l’INPS per l’ottenimento degli assegni famigliari al padre di uno degli studenti del Priore, p. 26; c’è la reazione di Michele Gesualdi al furto della sua busta-paga quando lavorava in Germania, p. 36; c’è la ricostruzione (p. 46) di una vicenda con le autoscuole che volevano obbligare i ragazzi a seguire i corsi (a pagamento); e poi ci sono i toccanti scritti che accompagnano il testamento del Priore (p. 60).

Nostalgia

Le foto della lezione di musica a Barbiana, all’aperto, sono veramente un dono impagabile. Grazie, grazie e grazie, da p. 65 a p. 78.

*Consiglio di lettura

Prima suggerisco la lettura dell’Appendice da p. 83 (Perché invece dell’avvocato non ti metti a fare lo spazzino?, di Lorenza Melli) che «infarcirà» di significato le foto, i disegni, le immagini e gli scritti che leggerete dopo nell’ordine preferito.


 

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