L’uomo allo specchio: Uno sguardo al cuore e alla mente dietro TRANSCEND Media Service

Marilyn Langlois

 “…Se vuoi rendere il mondo un luogo migliore
Datti uno sguardo e poi fai un cambiamento…”
Siedah Garrett e Glen Ballard

Rincantucciati in un appartamentino all’ottavo piano di un caseggiato non lontano dal fiume Douro a Porto, in Portogallo, ci sono uno scrittoio, due computer laptop e una poltrona ortopedica. “Questo è il TMS!”  proclama Antonio, l’uomo allo specchio, con ostentazione.

Durante questo mese ho fatto visita una seconda volta al caporedattore 77enne del TMS, Antonio Carlos da Silva Rosa, e vorrei abbozzare per i lettori un ritratto della persona la cui missione è recapitarvi, ogni lunedì dal 2008, una collezione di articoli di giornalismo di pace in cerca di verità e di soluzioni e relativi commenti.

A Porto m’ha accompagnato Diane Perlman, anche lei membro di TRANSCEND e co-convocatrice di TRANSCEND USA, con sede a Washington DC. Stiamo cercando di accrescere la consapevolezza dell’opera di una vita di Johan Galtung e dell’importantissimo Metodo TRANSCEND di Trasformazione dei Conflitti nella “pancia della bestia”, dove lei e io risiediamo. Antonio ci ha dato suggerimenti preziosi nel corso delle nostre ampie conversazioni durante la settimana passata lì.

Incontrarci per cena al nostro arrivo serale non combinava con la sua routine quotidiana, che comporta alzarsi alle 3:00 di ogni mattina, lavorare lunghe ore a leggere e frugare in rete cercando perle d’articoli appropriati per TMS, e andarsene a letto intorno alle 8:30 di sera. Il giorno dopo, Antonio ci ha invitate a un semplice, gustoso pranzetto al Tempio Hindu di Krishna in uno stretto edificio in un vicolo del centro storico di Porto.

Nato a São Paulo nel 1946 da padre afro-brasiliano e madre euro-indigena che morì quando lui aveva aveva nove anni, la gioventù di Antonio fu carica di instabilità, solitudine e frustrazione. Dopo qualche anno di frequenza in un seminario cattolico preparatorio al presbiteriato, se ne venne via ‘perché la Bibbia non ha mai risposto alle mie domande esistenziali’, spiega. Verso i 16 anni beveva parecchio. Seguirono altre droghe e ben presto di ritrovò a campare per strada nella città più popolosa del Brasile, immerso nel movimento Hippie degli anni 1960.

Ironicamente, dopo aver passato un anno in servizio militare obbligatorio a guardia del presidente brasiliano a Brasilia, fu arrestato e torturato da agenti del regime del colpo di stato del 1964 che lo sospettavano di essere un comunista, sulla base di una tessera associativa in suo possesso all’ Unione Culturale Brasile-Russia, che il 20enne decisamente apolitico aveva preso per imparare a giocare a scacchi; riuscendo infine a convincere i suoi rapitori-torturatori di non essere una minaccia per i poteri costituiti.

Rabbioso e inasprito, Antonio continuò con l’abuso di sostanze e la precaria vita di strada finché gli capitò d’incontrare un gruppo di devoti di Krishna nel 1975. Quando gli venne offerta l’opportunità di diventare monaco nello spazio austero e pacifico di questa comunità spiritualmente accogliente, accettò prontamente. E mantiene tuttora certi aspetti della quotidianità adottati là 50 anni fa — vita semplice, pensare elevato, alzarsi ogni giorno prima dell’alba, dieta vegetariana e sobrietà.

Entro un mese, il movimento brasiliano di Hare Krishna lo mandò al proprio quartier generale a Los Angeles, in California, per aiutare a tradurre in portoghese la sacra scrittura hindu Bhagavad-gita. Nel 1977 se ne andò a Honolulu, lasciando la vita templare ed entrando all’Università delle Hawaii a Manoa.  Lì, ci fu un altro giro di boa a metà degli anni 1980. Come studente del secondo anno di giornalismo e politologia, frequentò la classe del prof. Johan Galtung, piantando i semi di una fruttuosa collaborazione che fiorì allora e resta tuttora. Galtung conosceva già la reputazione di questo scrittore adesso altamente politico per il giornale studentesco, Kaleo O Hawai’i, e lo accolse nel mondo degli studi sulla pace.

Alla fine, Galtung divenne il presidente della sua commissione di laurea. A quel punto Antonio senti aprirglisi tutta una nuova gamma di possibilità per risolvere i problemi apparentemente incurabili del mondo. Il suo periodo alle Hawaii comprese un anno arduo e gratificante di vita e volontariato alla Fattoria Malu ‘Aina e Centro per l’Educazione all’Azione Nonviolenta.

Avendo patito tortura con electroshock, Antonio mi ha detto che sentiva rabbia, impotenza e l’impellenza di rivalsa verso la repressione brasiliana anticomunista, generata negli USA (Operazione Condor sotto Henry Kissinger). ma trovò un altro modo. Con l’aiuto della comunità Krishna, frequentazione regolare degli incontri AA e NA, intensa terapia di gruppo, e immersione nell’àmbito della Trasformazione Nonviolenta del Conflitto, ritrovò la via al nòcciolo profondo impegnato per la pace e il continuo automiglioramento. Rispetta tutti, non teme nessuno e non alberga risentimenti o malvolenza verso il suo pasato o chiunque gli abbia fatto del male o da cui discorda. Cita Gandhi: ‘Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo’. [i]

Dopo essersi trasferito in Portogallo nel 1994, si è miracolosamente spogliato di tutti i suoi demoni una volta per tutte, ineccepibile e parco da 26 anni nel 2023. anche la sua depressione maniacale è misteriosamente sparita.

Nel 2004, per ghiribizzo, decise di contattare il suo ex-professore che ora vive in Francia, ben contento di risentirlo. Da allora Antonio lavora come assistente di Galtung, segretario per TRANSCEND e capo-redattore di TMS. Diane e io ne abbiamo fatto la conoscenza ai raduni di TRANSCEND a Cluj in Romania nel 2005 e a Vienna in Austria nel 2007.

Molti nostri lettori si sono senza dubbio imbattuti nel suo gran cuore e mente acuta, se non di persona mediante i suoi scritti, video, annunci e appelli pubblicati su TMS. Qui in calce trovate i link al grosso del suo vasto lavoro. Nel 2020 gli è venuta una scoliosi alla spina dorsale; da allora camminare e viaggiare gli sono diventati sempre più difficoltosi.

L'uomo allo specchio

Foto 2: Universidade do Minho, Portugal, Oct 2017 – Johan Galtung e moglie Fumiko fiancheggiata da Marilyn Langlois (seconda da sinistra), Antonio e Vasco Barata (estrema destra) con membri di facoltà.

Nell’ottobre 2017, Antonio organizzò un simposio memorabile symposium a Porto e nei pressi per onorare l’87° compleanno di Johan Galtung, riunendo studenti portoghesi, professori, media locali e visitatori internazionali, al quale ebbi l’onore di partecipare. Poiché Galtung è ormai ritirato dallo scrivere e dal parlare in pubblico per via dell’età e della salute malferma, mi fanno molto piacere i ricordi dell’ultima volta che le nostre piste si sono incrociate.

Nelle sue gremite conferenze all’università del Minho a Braga e all’università di Coimbra, una delle più antiche d’Europa, Galtung indicò Stati Uniti e Israele come i paesi più bellicosi oggidì. Ascoltammo temi noti; fece notare l’importanza d’identificare e risolvere le problematiche soggiacenti, con la loro mappatura (“Che cosa volete?”), legittimazione (“Come giustificate quel che volete? Concedete lo stesso ai vostri avversari?”), e stabilendo ponti (soluzioni sia-sia), con il cruciale elemento aggiuntivo del conciliare traumi passati.

Egli reiterò la sua proposta per la West-Asia (alias Medio Oriente): Israele e Palestina come due stati (confine del 1967 con qualche piccolo scambio territoriale, capitale palestinese a Gerusalemme [Est] e diritto di ritorno affermato, ma da negoziare nei numeri), entro una comunità a sei stati (Palestina, Israele, Libano, Siria, Giordania ed Egitto), entro una Organizzazione per la Sicurezza & Cooperazione a venti stati ampliantesi nella regione, tutti adottanti una cooperazione pacifica negli àmbiti culturali, economici, sociali e securitari.

Galtung fece notare che la vera sicurezza si può conseguire solo eliminando la violenza strutturale e nutrendo rapporti orizzontali. Patrocinò l’“equi-archia”, con giustizia distributive ed equitativa che assicuri benefici reciproci ed uguali a tutti i coinvolti. Il risultato finale è la soddisfazione di tutti i bisogni umani essenziali   per tutti i membri della famiglia umana, obiettivo che resta elusivo ma è raggiungibile.

A quel tempo, sei anni fa, Galtung prediceva il declino dell’Impero USA per il 2020. Beh, siamo qualche anno oltre, ma i segni sono evidenti tutt’attorno a noi: la maggioranza della popolazione mondiale respinge l’eccezionalismo USA e insiste sulla multipolarità e il rispetto reciproco.

I grandi media mainstream si nutrono di violenza e catastrofi, ignorando le cause radicali e minimizzando i successi [altrui?]. Ma grazie agli sforzi infaticabili di Antonio, abbiamo pronto accesso al compendio settimanale TMS di analisi introspettive e idee pratiche per la mediazione e le soluzioni.

L'uomo allo specchio

Foto 3: La festa per l’87° compleanno di Johan

Il simposio di Porto del 2017 si concluse il 24 ottobre con uno splendido pranzo di compleanno per Johan Galtung nel giardinetto del tempio di Krishna. Godendoci un delizioso buffet vegano e un rinfresco analcolico, facemmo anche un brindisi al nostro anfitrione straordinaire, Antonio C. S. Rosa.

Vi invito tutti a mostrare sostegno e costruire sullo spirito del TRANSCEND Media Service in qualunque modo possiate; per esempio:

  • incoraggiando altri ad abbonarsi a TMS
  • commentando gli articoli di TMS ed entrando in discussione
  • sottoponendo articoli a TMS
  • con donazioni finanziarie a TMS
  • mettendo in pratica idee di soluzioni trattate in TMS nella vostra vita, nella vostra comunità e in tutto il mondo.

Nota:

[i] Gandhi effettivamente disse: “Noi rispecchiamo solo il mondo. Tutte le tendenze presenti nel mondo esterno si trovano nel mondo del nostro corpo. Se potessimo cambiare noi stessi, cambierebbero anche le tendenze nel mondo. Come un uomo cambia la propria natura, così cambia l’atteggiamento del mondo verso di lui. Questo è il mistero divino supremo. È una cosa meravigliosa e fonte della nostra felicità. Non dobbiamo aspettare di vedere che fanno gli altri”.


EDITORIAL, 30 Oct 2023

#820 | Marilyn Langlois – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


Antonio C. S. Rosa (Antonio Carlos da Silva Rosa), nato nel 1946, è fondatore-editore del pionieristico sito web di giornalismo di pace TRANSCEND Media Service-TMS (dal 2008), assistente del Prof. Johan Galtung, Segretario del Consiglio Internazionale della Rete TRANSCEND per la Pace e lo Sviluppo dell’Ambiente e destinatario del Premio Anthony J. Marsella 2017 di Psicologi per la Responsabilità Sociale per la Psicologia della Pace e della Giustizia Sociale.

Fa parte del Global Advisory Board del Human Dignity and Humiliation Studies e ha conseguito la laurea, il master e il dottorato di ricerca nei campi della comunicazione-giornalismo e delle scienze politiche/studi sulla pace/relazioni internazionali presso l’Università delle Hawaii. Originario del Brasile, vive attualmente a Porto, in Portogallo. Antonio ha studiato negli Stati Uniti, dove ha vissuto per 20 anni, e in Europa-India dal 1994. Libri: Transcender e Transformar: Uma Introdução ao Trabalho de Conflitos (da Johan Galtung, traduzione in portoghese, 2004); Peace Journalism: 80 Galtung Editorials on War and Peace (2010, curatore); Cobertura de Conflitos: Jornalismo para a Paz (da Johan Galtung, Jake Lynch & Annabel McGoldrick, traduzione in portoghese, 2010). Articoli di Antonio su TMS QUI. Video QUI e QUI.


 

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