In morte di Boris Pahor

Massimiliano Fortuna

Con l’incredibile età che aveva raggiunto, 108 anni, si può davvero dire che Boris Pahor portasse scritta sulla pelle una incredibile mole di storia del Novecento.

Con lui scompare un testimone straordinario delle vicende svoltesi nelle regioni dell’Alto Adriatico.

La sua voce di scrittore, di intellettuale, di coscienza critica incarnava tutta la ricchezza di quel crocevia di culture, di etnie e di lingue che rappresenta la cifra profonda di quelle terre, spesso martoriate proprio da quanti invece di cogliere la straordinaria risorsa di questa diversità hanno voluto soffocarla e costringerla a un’unica misura.

Dall’incendio del Narodni Dom, visto da bambino, all’esperienza dei lager nazisti Pahor è riuscito a sopravvivere a molteplici orrori e violenze e ha saputo raccontarcele in pagine imprescindibili.

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