Conflitto NATO/Russia in Ucraina

Jan Oberg

La reazione “rettiliana” dell’Occidente si dimostrerà estremamente autodistruttiva: una lettura di Jan Oberg del conflitto NATO/Russia in Ucraina

Photo by Don Fontijn on Unsplash

Dacché è iniziata la Guerra stupida e del tutto inaccettabile della Russia all’Ucraina, non sembra esserci più limite a quel che si può dire dei russi e della Russia e a quel che si può fare per isolare il paese e la sua gente economicamente, culturalmente, socialmente, finanziariamente e mediaticamente. La parola ‘Putin’ spiega tutto come per magia.

Il disprezzo e l’odio devono essere stati latenti nel profondo dell’inconscio collettivo molto a lungo; probabilmente conseguenza in buona parte delle cosiddette “pagelle delle minacce” sistematiche e unilaterali dei media liberi per decenni – senza analisi comparativa con il comportamento e l’eccesso di spesa militare della NATO – e omettendo qualunque prospettiva della storia russa, dei suoi bisogni di sicurezza o la sua s percezione di noi.

Spiegare è stato distorto – da chi? – nell’essere identico a difendere. La conversazione ammutolisce, il contenuto – la palla – sparisce, e non resta che il personaggio, la categorizzazione e il posizionamento: “esperto di Putin”, “pro-russo”, “anti-NATO”, “putinista” o “pagato dal Cremlino”.

L’intollerabile follia di decisioni affrettate irreversibili

Con la classica riserva di poche eccezioni, i governi, i politici, gli scienziati, e i media oggi sono interamente alla mercé dell’emozione. Si possono trasgredire leggi, imporre regolamenti speciali, sottrarre soldi ai poveri del mondo per i profughi ucraini; il mondo degli affari è improvvisamente diventato PR politicamente corretto nelle pubbliche relazioni, con bandiere ucraine e luci giallo-azzurre e l’immediata cessazione di ogni attività in Russia.

La UE dalla sera alla mattina non ha più problemi di risorse con 2-3 milioni di profughi dall’Ucraina, mentre nel 2015 non riuscì a far fronte a un milione e mezzo – perlopiù di musulmani, e questo è importante – delle zone di guerra che gli USA e altri membri NATO devastavano da decenni e molte volte peggio di quanto la Russia abbia fatto almeno finora in Ucraina. La Germania decide – di nuovo senza analisi – di riarmarsi immediatamente con fino a 112 miliardi di US$ annui, mentre la Russia è a 66 miliardi di US$!

Nella frenesia da muta di cani, nessuno vuole rischiare di apparire cauto, moderato o intento a capire quando si tratta dei conflitti sottostanti Russia-NATO. Si denuncia la violenza – della Russia ma non di altri quasi allo stesso livello – e si trascurano del tutto i conflitti sottostanti, fra Russia e NATO e di certo non Russia e Ucraina. L’Ucraina ne è solo il teatro di guerra.

Altre armi e un maggior riarmo – costi quel che costi alla nostra società ad appena meno breve termine, che nessuno analizza – è l’unica risposta che serve. Adesso dobbiamo stare ritti insieme, e lo stiamo.  Ma che cosa facciamo se dopodomani ciò risulta in politiche fondamentalmente sbagliate e autodistruttive?

Gli avvenimenti culturali che coinvolgono russi vengono annullati uno dopo l’altro – esposizioni e concerti. La cosa grottesca è che queste misure colpiscono anche artisti russi che hanno denunciato esplicitamente l’invasione russa. In altre parole, li si punisce perché russi.

Ministri che sollecitano scienziati a smettere collaborazioni di ricerca in corso e a non iniziarne di nuove. Si tolgono merci russe dai negozi. Le manifestazioni di pace e simili si rivolgono solo alle ambasciate russe, non a quelle dei paesi NATO, che – quanto mai provocatoriamente – hanno appena espanso la NATO e lasciano cadere nel vuoto tutti i saggi ammonimenti. E, come detto, hanno condotto guerre che minimizzano al confronto quella russa. Facebook ritiene opportuno permettere discorsi d’odio contro i russi – e solo loro, ovviamente – fintanto che nel contesto della guerra in Ucraina.

Mi chiedo fino a che punto i russi e il resto di noi saranno costretti a subire questo ammodernato parallelo all’antisemitismo: russofobia?   Mi chiedo quando finirà questa psicosi, quest’isteria di massa con un singolo unto focale; fra generazioni?   Mi chiedo se qualcuno nell’Occidente cristiano penserà a [l’evangelista] Luca: “Perché vedi il bruscolo nell’occhio di tuo fratello e non noti la trave nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio; allora vedrai abbastanza chiaro da togliere il bruscolo dall’occhio di tuo fratello”. (Luca 6:41-42).

La china scivolosa dell’illegalità

Adesso sembra esserci una foga orgiastica d’ipocrisia. Tutta quanta la reazione – ogni singola azione in risposta alla guerra della Russia all’Ucraina – è stata decisa in così breve tempo che non c’è stato modo per qualunque tipo di valutazione dell’impatto anche solo a 6 mesi da ora, figuriamoci a un orizzonte di 6 o 30 anni. Non in àmbito nazionale, europeo o globale.

I paesi del G7 stanno congelando 400 miliardi di US$ di debito russo: puro furto. Chiudono lo spazio aereo sicché, per esempio, il ministro degli esteri russo non può volare agli incontri ONU a Ginevra. Il mondo UE/NATO taglia via le importazioni di petrolio e gas dalla Russia e impone innumerevoli sanzioni a qualunque cosa e chiunque possa muoversi in Russia: “Veniamo a beccarvi!” – ha detto il presidente Biden nel suo discorso sullo stato dell’Unione.  Che non è il modo in cui ci si comporta sentendosi inferiori a o timorosi di un avversario – il modo in cui si argomenta quando serve aumentare la spesa militare. E l’ex-segretario generale NATO Anders Fogh Rasmussen dice alla danese TV2 che “Putin verrà maciullato dalla NATO. Una volta che si muova, sarà con forza enorme. Bisogna ricordare che gli investimenti che facciamo nella difesa sono dieci volte tanto quelli di Putin”.  E adesso gli stra-armati devono stra-armarsi ancor più?

Migliaia di aziende occidentali operanti in Russia affrontano ora una possibile nazionalizzazione governi occidentali e/o le società assicurative le risarciranno dopo che se ne siano andate? Si pensi solo al costo per gli affari tedeschi nei prossimi 10-20 anni – cioè, ben che vada, quanto ci vorrà per sperare in un riavvicinamento alla Russia dopo una cosa così.

I boomerang ci torneranno addosso, possiamo contarci. E quando avverrà così gravemente, la sola risposta si qualunque decisore sarà: Beh, è stata ed è tutta colpa di Putin!  Ma questo non trattiene l’alluvione proprio secondo gli standard occidentali.

La NATO ha provocato la Russia con la sua espansione per 30 anni e ignorato dozzine di ammonimenti riguardo a dove si dirigeva. Quando statisti e intellettuali americani solidi, di grande esperienza e di calibro ben diverso da quelli attuali in Occidente – come George F. Kennan, Henry Kissinger, John Mearsheimer, Jack Matlock e William Perry – ammonivano contro l’espansione della NATO e i tentativi di farci entrare l’Ucraina, sono stati semplicemente ignorati; e sono state infrante le promesse di assoluta non espansione NATO fatte a Gorbachev nel 1989-90. Ed è stata installata la Difesa con Missili Balistici che mina deliberatamente la capacità di risposta della Russia a un attacco nucleare. Ed è stata fatta una Guerra in Jugoslavia, trattando da inferiori Russia, ONU e diritto internazionale.

Non son oil solo che ha predetto anni fa che ci sarebbe stata una reazione. Nessuno ci badò. E adesso la Russia ha reagito – stra-reagito. Concordo che ha stra-reagito e ho argomentato che Putin avrebbe potuto fare altro che quest’invasione.

Proporzionalità, castigo collettivo e violazione della libertà d’espressione

Qui siamo di fronte a un dilemma classico e a una responsabilità: posto che A provochi B, è pur sempre B a scegliere il suo modo di reagire e dev’esserne ritenuto responsabile.  E’ appunto questo ragionamento sulla responsabilità del provocato per la propria reazione che deve valere anche per la risposta dei paesi NATO/UE all’invasione della Russia.

Non solo la reazione dell’Occidente è tutta una politica d’odio a riflesso condizionato, confina pure con la violazione sistematica del diritto internazionale: non è proporzionata; è un ricorso deliberato a un castigo collettivo proibito dalle Convenzioni di Ginevra e relativi protocolli. E’ tanto più così quando chi la esegue crede di aver a che fare con un dittatore. In una democrazia si potrebbe sostenere che il popolo condivida la responsabilità per le azioni intraprese dai capi perché scelti attraverso libere elezioni. La situazione è ben diversa in quel che la stessa gente chiama dittature, dove essa non può essere tenuta corresponsabile (Non dico che la Russia sia un tal caso, confuto solo il ragionamento di chi crede che lo sia [e come aggravante]).

La preclusione d’accesso ai media russi come RussiaToday e Sputnik è una chiara violazione del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici del 1966, articolo 19 sul diritto di cercare informazione liberamente; e dell’articolo 20 per cui ”Qualunque propaganda per la guerra sarà proibita per legge” e ”Qualunque patrocinio di odio nazionale, razziale o religioso che costituisca incitamento a discriminazione, ostilità o violenza sarà proibita per legge”.”

Ci si deve anche porre il tema: Quale genere di sanzioni soffocanti, durissime, ampie, incondizionate e illimitate come quelle decise da USA e UE – non dall’ONU –può essere eventualmente compatibile col diritto internazionale?  Benché sia difficile giudicare quando tali cose effettivamente accadono e debbano venir condannate, l’intera trattazione pubblica tende quantomeno a violare lo spirito di queste clausole di diritto internazionale. E non si può né si deve sbarazzarsene riferendosi ai russi o ad altri che facciano lo stesso. Siamo responsabili delle nostre azioni. L’Occidente stesso attualmente calpesta la clausola internazionale 24/7 sui diritti umani.

Tali dimensioni etico-legali piuttosto ovvie vengono naturalmente del tutto relegate ai margini. Il mastino furente interiore ha la bava alla bocca e nella sua ipocrisia menzognera non ne ha mai abbastanza. Senza badare alla decenza, allo spirito e alla lettera del diritto internazionale.

I boomerang dell’odio – l’autodistruzione dell’Occidente

La pagheremo cara, noi, i nostri figli e i nostri nipoti – con l’autoisolamento e il declino accelerato e la caduta dell’Occidente. E forse la guerra nucleare – deliberate o per errore tecnico e umano. Ed è, si vuole che ricordiamo per sempre, tutto colpa di una persona, Vladimir Putin. Che “noi” non capiamo né prendiamo in considerazione. Gli psicologi dilettanti e i capi-redattori fan la coda nei nostri media per farlo diagnosticare come quasi pazzo. Impazzito il 23 febbraio 2022. In tal modo questo conflitto maledettamente complesso di parecchi decenni con almeno 50 contendenti può essere ridotto a problemi mentali di una persona. E ne segue pure che “noi” non abbiamo alcuna responsabilità di sorta per il fatto che il mondo sia adesso nella situazione esistenzialmente più minacciosa dal 1945. Ci ergiamo contro un Hitler russo – ”Putler” – ed ora nessun trucco è troppo piccolo, nessuna bugia troppo grossa.

Allora dove potrebbe coglierci questa reazione all’invasione russa? Ecco alcuni possibili scenari euristicamente scelti, che i nostri decisori occidentali hanno a mala pena degnato d’un pensiero:

  • Più dura la guerra in Ucraina – e dura più di quanto sarebbe altrimenti per i gran quantitativi di armi e munizioni immessici dall’Occidente – maggiore il disastro umanitario e la ricostruzione di un paese che era già il più povero in Europa, gravemente segnato da corruzione. Anche l’odio interno in Ucraina sarà probabilmente più intenso che prima dell’invasione.
  • L’infiltrazione probabilmente estesa del neonazismo nella politica e nel settore della sicurezza militare ucraini – forse la massima ovunque – non diminuirà a guerra finita. Tali circoli esigeranno uno status speciale nell’Ucraina future a causa del loro sforzo nella lotta di resistenza. Quale ruolo potrebbero cercare di avere a livello internazionale – diciamo, in movimenti analoghi USA e in paesi europei con meno estremismo d’estrema destra finora? Con gli anni il nazismo potrebbe diffondersi proprio perché i suoi affiliati sono stati considerati eroi nella propria guerra contro la Russia.
  • Alla lunga il popolo russo soffrirà tanto per le nostre sanzioni che il mondo potrebbe assistere a un disastro umanitario insostenibile insieme a tutti gli altri problemi di povertà, profughi, cambiamento climatico, etc. E qualcuno comincerà ad accorgersene e dire: Questa povera gente innocente è vittima delle sanzioni occidentali imposte senza limiti di tempo.
  • Molti parlano di quali paesi Putin cercherà ora di conquistare; io penso che questo sia uno scenario ragionevolmente probabile: nell’opinione USA, c’è ora un’eccellente opportunità di legare la Russia alla guerra in Ucraina e renderla lunga il più possibile pompando nel paese armi e quant’altro – pur senza parteciparvi. Al tempo stesso, il punto focale è adesso al 100% strangolare l’economia russa e far effettivamente crollare il paese come già la vecchia Unione Sovietica. Ne so troppo poco dell’economia russa per dire se questa sia una possibilità – ma nella prospettiva di Washington è questa la posta in gioco: drenare la forza militare della Russia in Ucraina e minarne la base economica in patria.
    Sono invece piuttosto sicuro che la Cina e altri non asceranno che quello accada. Pur così gli USA possono allora calcolare che milioni di russi dovranno fuggire – anche in Europa. E lì finirà il consenso atlantico: la UE incolperà gli USA per aver preteso che la UE imponesse queste sanzioni soffocanti le cui conseguenze umane influiranno solo sull’Europa, non gli USA.
  • Persone ben più nazionaliste e militariste al Cremlino depongono Putin e si riarmano, come la Germania, del doppio e bombardano le installazioni NATO che la NATO non metterà in discussione come provocatorie. In tal caso, c’è un rischio ben oltre il 50% di guerra nucleare in Europa Centrale.
  • Questo conflitto legittimerà qualunque aumento di presenza USA con equipaggiamento pesante quanto più vicino possibile ai confini con la Russia, ciò che peraltro è già in programmazione nei circoli militari USA. Gli USA s’imporranno militarmente e politicamente all’Europa a un livello forse senza precedenti. Frattanto gli USA si saranno militarizzati a morte cercando di fare due guerre fredde simultaneamente – contro la Russia e la Cina – con significativi elementi di riarmo e di politica militarista. La si chiama stra-estensione, e l’economia, come nella vecchia Unione Sovietica, crollerà sotto tale gravame. Perché gli americani stanno scommettendo tanto sull’Europa? Perché lo scopo primario della NATO – sbucciandone tutta la retorica – è assicurare che una guerra con la Russia si combatta su suolo europeo, non USA.
  • Con le armi e le munizioni di cui NATO e UE stanno ora farcendo l’Ucraina e dintorni, c’è già di fatto una guerra fra NATO/EU e Russia. Inoltre, con i confini aperti ad ogni sorta di mercenari e avventurieri da tutto il mondo, ci si può tranquillamente aspettare più sofferenza di quanta sarebbe altrimenti necessaria. Gruppi terroristi di vario tipo se ne sentiranno senza dubbio attratti; immagino che i gruppi terroristici che la Russia ha contribuito a sconfiggere in Siria vedranno l’Ucraina come terreno d’oro per vendicarsi sui russi.
  • Un altro scenario potrebbe essere che la Russia faccia ragionevolmente bene economicamente con una presenza militare prolungata in Ucraina, si converta a una sorta di economia di guerra ed espanda la cooperazione con Iran, Cina e forse India. Altri fuori dall’Occidente vedranno la stessa scritta sul muro: è futile tentare di avere un rapporto ragionevolmente fiducioso con USA, NATO e UE dopo di ciò. Se possono fare così ai russi, che cosa possono fare a noi? Il Sistema a guida USA con alleati che hanno perso la capacità di pensare e agire indipendentemente dalla volontà USA/ NATO diventerà una periferia del futuro ordine mondiale col passare degli anni.
  • La risposta dell’Occidente all’invasione russa ha mostrato che l’unica cosa in grado di unirlo è il fronteggiarsi e l’odio – non è stata capace di connettersi attorno alla crisi finanziaria, al futuro della NATO e alla condivisione degli oneri relativi, ai profughi del 2015 o del Corona-virus, tutte cose che avrebbero potuto condurci più vicini insieme e a operare insieme per il nostro stesso bene e quello dell’umanità. Altro odio reca soddisfazione, solidarietà introversa e rafforza il senso dei valori condivisi. Quindi chi sarà il prossimo oggetto di odio?
  • Molto semplicemente: la Cina – ancor più che finora. Abbiamo appena visto l’inizio della Guerra Fredda a guida e finanziamento USA contro la Cina. L’Occidente accuserà la Cina di non parteggiare abbastanza con l’Occidente contro la Russia (e la Cina non lo farà, benché senza dubbio molto contrariata dalla Russia per l’invasione). Sicché la future Guerra gelida al mondo potrebbe essere fra l’Occidente in declino e l’Oriente in ascesa, per semplificare. Il gigantesco riarmo dell’Occidente in “risposta” all’invasione della Russia ne prosciugherà ovviamente l’economia civile – ogni militarizzazione è nociva per tutti eccetto le industrie armiere – e causerà l’erosione col tempo della forza economica dell’Occidente persino più e più rapidamente a causa del pazzo spreco di risorse dovuto al riarmo.

L’umanità, come sappiamo, ha bisogno disperato di cooperazione costruttiva se dovremo riuscire a risolvere i problemi della disuguaglianza, del clima e dell’ambiente qui all’undicesima ora, creare progresso tecnologico e nuove infrastrutture per il bene di tutti, creare una nuova economia verde globale, ridurre il militarismo e abolire le armi nucleari…etc. Tutto ciò – tutto ciò – sarà reso impossibile dall’energia distruttiva dell’Occidente, la sua filosofia di guerra fredda, la conversione a una sorta di economia di guerra, e la totale mancanza di visione da Realpolitik positiva perfino in un orizzonte di 20 anni.

La pigrizia intellettuale, il disprezzo per ‘gli altri’ come varietà di Untermenschen [subumani], l’astio radicato nel midollo, e il cocktail di ipocrisia sono destinati a nuocere al popolo russo. Ma più si persiste in questa ‘politica’, più dannosa diventerà per l’Occidente stesso. La Cina e gli altri non avran bisogno di alzare un dito, ad uno ad uno i frutti cadranno loro nel paniere, e il sistema USA si sgretolerà.

Ma so che un tale ragionamento non ha una chance su mille di essere ascoltato in queste – fatidiche – ore e giornate. Pur così insopportabile, ho sentito di dover dirlo come ho fatto qui.


Jan Oberg


EDITORIAL, 21 Mar 2022 | #737 |Jan Oberg, Ph.D. – TRANSCEND Media Service

https://www.transcend.org/tms/2022/03/nato-russia-conflict-in-ukraine-the-wests-spinal-cord-reaction-will-prove-extremely-self-destructive/

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


1 commento
  1. Rosa Dalmiglio
    Rosa Dalmiglio dice:

    ho ricevuto in questo periodo inviti da alcuni editori fra i più importanti al mondo, dal Parlamento Mondiale delle Religioni e quasi giornalmente dal Vaticano (li ho rifiutati tutti)
    ieri ho incontrato AI WEIWEI e tramite la sua ARTE esposta a Roma in questi giorni ho ritrovato suo padre, in Cina più famoso di lui
    un poeta incarcerato durante l'aggressione dei giapponesi alla Cina, morti 20 milioni di cinesi,
    AI GING in prigione scopre il Vangelo, leggendolo inizierà a scrivere le sue poesie guardando oltre la finestra sbarrata sul soffitto lo porterà a scrivere in versi "LA MORTE di un NAZARENO" pubblicata sull'Osservatore Romano il Venerdì Santo del 1990.
    i Russi sono stati i primi a pubblicare online la Poesia tradotta in Italiano da una giornalista RAI che incontrandomi a Pechino in segno di ammirazione per il mio lavoro volle donarmi due libri di poesie di un intellettuale cinese, sono arrivata a San Pietroburgo nel 2004 invitata dal Direttore dell'UNESCO e dal Ministro della Cultura Russa, un'esperienza straordinaria di come gli scambi culturali siano un veicolo di PACE proprio in Russia abbiamo messo le basi per una politica sociale contro la guerra, a soli due anni Leo Semanshko perse il padre nella seconda guerra mondiale, tutta la sua opera è dedicata al Padre e contro la Guerra , lo sanno le Università e MUSEI della PACE compreso il MUSEO di GANDHI
    Jan Oberg mi trova d'accordo in molte osservazioni-una cosa è certa l'ITALIA è in guerra, non si inviano armi per la PACE e l'EUROPA non esiste questo ieri mi ha detto un DIPLOMATICO, abbiamo dimenticato che hanno lasciato morire in mare i POVERI?

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