Guerra in Ucraina: la dichiarazione della Comunità dell’Arca


Guerra in Ucraina
Photo by Piero Nigro on Unsplash

Tre settimane fa pochi di noi avrebbero potuto immaginare che, dopo due guerre mondiali e la fine della guerra fredda, il demone della guerra si sarebbe diffuso con tutto il suo abominio, come sta facendo attualmente in Europa con la Guerra in Ucraina.

Eppure, non è una sorpresa. Lanza del Vasto, il fondatore dell’Arca, disse nel 1981:

«Credo ancora oggi che ci aspettino terribili distruzioni. Non è necessario essere profeta per questo, basta vedere che cosa c’è lì. Il potenziale di distruzione è lì, e lo spirito di distruzione è lì».

Attualmente ci viene mostrato l’orrore che può derivare da questo potenziale di arsenali accoppiato ad un pensiero secondo lo schema amico/nemico. Temiamo un’estensione di questa guerra e una sua escalation, fino all’uso di armi nucleari. Assistiamo allo sviluppo di un circolo vizioso di distruzione, di odio, di più armi e di ancor più distruzione.

Ci opponiamo a questo circolo vizioso con la seguente dichiarazione.

Noi sosteniamo:

  • Tutti i negoziati per tentare un cessate il fuoco immediato e rispettato, per aprire spazi umanitari e porre fine al conflitto.
  • Tutte le manifestazioni contro la guerra.
  • Una  direttiva dell’UE sulle condizioni per il riconoscimento dello status di rifugiato che includa la concessione dell’asilo alle persone che rifiutano di cooperare in guerra.
  • Tutti gli sforzi di resistenza nonviolenta del popolo ucraino per contenere l’invasione.
  • Tutti gli sforzi di resistenza nonviolenta del popolo russo per denunciare l’invasione.
  • Tutto l’aiuto umanitario che si può fare: dobbiamo dare risorse e fare sforzi per accogliere le migliaia di persone che oggi sono gettate sulle strade.

Noi ci opponiamo a:

  • a qualsiasi ampliamento della NATO,
  • alla formazione di nuovi blocchi che ci conducono alla corsa agli armamenti nella logica della guerra fredda;
  • in generale, al nucleare civile e militare che mette in pericolo l’intera umanità;
  • alla creazione dell’immagine del nemico da parte dei media e alla spirale verbale della guerra

Le nostre richieste:

  • L’adesione di tutti gli Stati europei al trattato TPNW (Trattato per la messa al bando delle armi nucleari – TIAN) votato all’ONU nel luglio 2017 ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021, ma non ancora ratificato da molti Stati.
  • Che i nostri paesi continuino a prendersi cura di tutti i rifugiati allo stesso modo, indipendentemente dalla loro razza e dalla loro origine.
  • Che il concetto di difesa civile non violenta sia presentato nei media e durante le formazioni come alternativa alla difesa militare. L’Unione europea deve adottare misure per preparare la difesa civile.
  • Sforzi urgenti per uscire dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili che sono all’origine del cambiamento climatico, dell’inquinamento tossico, della corruzione e dei conflitti armati.
  • Alla luce dell’intenzione espressa dai governi dell’Unione europea di aumentare le spese militari e di armamento, chiediamo che tali risorse siano destinate alla cura delle persone e alla conservazione urgente del nostro pianeta e di tutti i suoi esseri viventi.

Pensare alla sicurezza in termini militari è una falsa pista. La via della pace è da tempo tramandata nelle tradizioni dell’umanità. Ciò implica anche lo sviluppo di uno stile di vita basato sia sull’accordo con la natura, invece che sul suo mero sfruttamento, sia su relazioni economiche mondiali eque anzichè ingiuste. 

La difesa popolare nonviolenta, con le sue possibilità molteplici e poco conosciute, ha ottenuto successi sorprendenti anche contro avversari che agiscono militarmente, come hanno dimostrato le ricerche sociali.

Incoraggiamo tutti coloro che si interessano alla pace a studiarla e a seguirla.

Incoraggiamo coloro che, in Ucraina e in Russia, l’hanno già adottata.

Ci mobilitiamo anche a livello spirituale e sosteniamo tutti i passi per la pace in Ucraina con i nostri pensieri, le nostre meditazioni, le nostre preghiere e i nostri digiuni per la pace.


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