M’illumino di Meno, MiScaldo di Meno, Mangio di Meno?

Cinzia Picchioni

di Cinzia Picchioni


Traggo le parole qui sotto (elaborandole un po’) dal comunicato stampa dell’iniziativa M’illumino di Meno, prevista per l’11 marzo 2022:

«È la diciottesima edizione, diventa maggiorenne! È matura anche la consapevolezza scientifica che il pianeta vive una drammatica urgenza ambientale. L’ambientalismo era invece un tema ancora di nicchia. Ma nel 2005 la trasmissione radiofonica Caterpillar dai microfoni di Rai Radio2, ebbe l’idea di coinvolgere il pubblico in una grande festa degli stili di vita sostenibili, a cominciare da un gesto semplice come spegnere la luce.

Il silenzio energetico simbolico, quel gesto di spegnimento della luce che decine di migliaia di individui, istituzioni, associazioni, negozi hanno messo in pratica in questi 18 anni di campagna, è stato accompagnato negli ultimi anni da altre azioni che contribuiscono a una radicale transizione energetica. Tra queste, nell’edizione “della maturità”, la campagna mette al centro il ruolo propositivo e trasformativo della bicicletta e delle piante, perché entrambe hanno dimostrato di poter concretamente migliorare l’esistente.

L’invito di quest’anno, oltre agli spegnimenti simbolici quanto mai necessari nei mesi dell’aumento dei prezzi dell’energia, è a pedalare, rinverdire e in generale migliorare. Si possono migliorare i propri stili di vita sprecando meno risorse, si può diminuire l’impatto ambientale delle proprie abitazioni tramite l’efficientamento energetico, si può passare alle fonti di energia rinnovabili. […] L’edizione 2022 di M’illumino di Meno prevede l’adesione di due “mentori”: l’ultraciclista Paola Gianotti e il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso. La prima in quanto testimonial attiva della bici e il secondo quale promotore delle piante come strumenti gentili per compiere la transizione ecologica.

Da una parte, la mobilità sostenibile con la bicicletta, che ne è simbolo, ha un effetto immediato sulla riduzione dell’inquinamento dovuto ai carburanti fossili; dall’altra, le piante sono i più efficaci “ripulitori di aria” che abbiamo a disposizione – nonché i più belli. […] Le scuole di ogni ordine e grado e le università, ma anche i Comuni e le associazioni, sono invitati a partecipare a M’illumino di Meno 2022 adottando uno o più alberi nell’ambito del progetto Un albero per il futuro. Tra gli alberi che si possono richiedere ci sono anche le talee dell’Albero di Falcone, un ficus piantato in memoriam davanti alla casa di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.

Per partecipare, oltre a registrare la propria adesione a M’illumino di Meno (tramite il link “Modulo di adesione” al sito, consultare il sito del progetto Un albero per il futuro e compilare la relativa domanda».

No Oil

Non è una targa, come pensano molti quando vedono la scritta NO OIL attaccata sul retro della mia bicicletta (e di molte altre in città, a Torino). È una dichiarazione. Vuol dire che, pedalando, intendo rinunciare il più possibile al petrolio (in inglese petrolio si dice oil). Vuol dire che usando la bicicletta tento di affrancarmi dalla dipendenza dal petrolio e dai Paesi che lo forniscono all’Italia. Se tutti usassimo la bibicletta come mezzo di trasporto privilegiato (almeno ogni volta che è possibile) ci sarebbe meno bisogno di petrolio/benzina. Così come se usassimo tutti un po’ di più il vetro ci sarebbe meno bisogno di petrolio/plastica.

Senza ampliare troppo il discorso, nell’inverno che sta per finire – anche se non è mai veramente iniziato – ho deciso di provare anche a Scaldarmi di Meno (per spiegare così il titolo di questa riflessione partita dall’iniziativa M’illumino di Meno). E durante i confinamenti passati, causati dalla Covid-19 ho provato anche a Mangiare di Meno, scoprendo che normalmente mangiamo Molto di Più di quanto serva davvero.

E ora, da quando è iniziata una (altra, insieme a tutte quelle in giro per il mondo) guerra, sento parlare di “dipendenza dal gas” che importiamo (non solo in Italia) dalla Russia. Così, ho pensato, si è un po’ più preoccupati nel comminare sanzioni a quel Paese da cui si dipende per il riscaldamento, per esempio. No? Se fossimo capaci di stare senza riscaldamento (o con una maglia in più anche in casa) ecco che subito potremmo infiaschercene del rischio che la Russia “chiuda i rubinetti” (come si sente dire con linguaggio terroristico).

Insieme a M’illumino di Meno, Abbasso di 2° il Termostato? Sì, lo so, il titolo non è altrettanto geniale, ma l’intento sì.


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