La Russia di Putin

Segnalazione redazionale


Anna Politkovskaja, La Russia di Putin, Adelphi, Milano 2005, pp. 293, € 24,00

Anna Politkovskaja è morta da più di 15 anni, nell’ottobre del 2006. Da allora non ha mai cessato di parlarci e le sue coraggiose denunce e la sua voce critica contro il governo russo risuonano oggi più potenti che mai. La Russia di Putin, uscito un paio di anni prima del suo assassinio, è un libro che riletto alla luce di tutto quanto è accaduto in seguito ci aiuta a chiarire il momento che stiamo vivendo e si svela in tutta la sua forza anticipatrice.

A distanza di 17 anni, le poche righe del risvolto di copertina dell’edizione italiana da sole sono sufficienti a farci riflettere sull’importanza di queste pagine.

«Da qualche tempo l’Occidente cerca di tranquillizzarsi sulla Russia presentando Vladimir Putin come un bravo ragazzo volenteroso. Ma ora questo libro di Anna Politkovskaja, giornalista moscovita nota per i suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani in Russia, ci svela, in pagine ben documentate e drammatiche, tale autoinganno. Ed è un libro destinato a restare memorabile per la maestria e l’audacia con cui l’autrice racconta le storie (pubbliche e private) della Russia di oggi, soffocata da un regime che, dietro la facciata di una democrazia in fieri, si rivela ancora avvelenato di sovietismo.

Ma non si pensi a una fredda analisi politica: “Il mio è un libro di appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia” scrive la Politkovskaja. E tanto meno si pensi a una biografia del presidente: Putin resta infatti sullo sfondo, anzi dietro le quinte, per essere chiamato sul proscenio soltanto nel tagliente capitolo finale, dove viene ritratto come un modesto ex ufficiale del kgb divorato da ambizioni imperiali.

In primo piano ci incalzano invece squarci di vita quotidiana, grottesca quando non tragica: la guerra in Cecenia con i suoi cadaveri “dimenticati”; le degenerazioni in atto nell’ex Armata Rossa; il crack economico che nel ’98 ha travolto la neonata media borghesia, supporto per un’autentica evoluzione democratica del Paese; la nuova mafia di Stato, radicata in un sistema di corruzione senza precedenti; l’eccidio a opera delle forze speciali nel teatro Dubrovka di Mosca; la strage dei bambini a Beslan, in Ossezia».


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