La Russia non doveva bombardare l’Ucraina: c’erano alternative

Jan Oberg

”An eye for an eye will one day make the whole world blind”— M. K. Gandhi

25.02.22 – Un giorno o due prima dell’attacco russo all’Ucraina, scrissi che la Russia NON avrebbe invaso l’Ucraina. La notizia del mattino del 24 febbraio francamente mi scioccò e mi intristì molto: con questa mossa e la risposta simmetrica NATO, che avrebbero avuto conseguenze economiche devastanti per i cittadini europei, non ci sarà pace in Europa per quanto vivrò. E.cco perché La Russia non doveva bombardare l’Ucraina

E non ero il solo ad essere sorpreso; anche in Russia, ecco ad esempio le parole del professor Sergey Karaganov, presidente onorario del Consiglio russo per la Politica Estera e di Difesa – l’8 febbraio: ”Le truppe russe presso il confine ucraino non stanno per entrare in tale paese: sarebbe semplicemente insensato; arraffare terra già devastata dalla sa classe dirigente anti-nazionale e corrotta sarebbe una delle peggiori opzioni disponibili a Mosca”..”

Da ricercatore su pace e futuro ispirato da Gandhi dalla metà degli anni 1970 e cofondatore della Fondazione Transnazionale pe la Ricerca su Pace & Futuro – TFF – nel 1986 a sostegno dello Statto ON articolo 1 – che la pace sia stabilita con mezzi pacifici – mi distanzio del tutto dalla campagna di bombardamenti in Ucraina della Russia. E tuttavia resto dell’opinione che sia essenziale chiedersi: perché la Russia l’ha fatto? Capire un motivo o una percezione non vuol dire un avallo automatico delle attività cui essi conducono. Per spiegare, cercare una comprensione del conflitto ed esplorare modi per mediare non significa difendere o parteggiare – salvo che nella mente di nani intellettuali.

Se si vogliono risolvere conflitti e fare pace – cosa che i più oggi non vogliono – bisogna porre domande sul PERCHE’, guardare i problemi e non solo sostenere o condannare le parti in conflitto. Ecco come si può fare.

Prendo le distanze da questa operazione militare speciale perché essa:

  • viola il diritto internazionale, fra [le] cui [fonti] lo statuto ONU e vari accordi concernenti l’Europa fatti dal 1990;
  • non può evitare di uccidere innocenti in Ucraina;
  • intensifica una situazione già pericolosa che invece richiedeva un’urgente de-escalation;
  • sarà considerata come un dono alla NATO, ai sentimenti russofobici, anti-Putin già gonfiati all’eccesso), e ci si può aspettare un massiccio riarmo nei circoli NATO;
  • può, data l’aspra reazione nei circoli politici e mediatici NATO, fornire n’argomentazione a chi in Svezia e Finlandia hanno sostenuto non solo una stretta cooperazione con la NATO ma spingono per una [loro] piena associazione;
  • causerà probabilmente un’atmosfera da Guerra ancor più Fredda per i prossimi decenni in tutta Europa – ciò che nessun comune cittadino europeo vuole;
  • non farà probabilmente sentir meglio i cittadini dell’Ucraina; i russofili verranno stigmatizzati, i filo-ucraini si sentiranno più negativi – quelli fra loro d’estrema destra più astiosi; finalmente,
  • deriva da n modo di pensare sorprendentemente simile ai dirigenti NATO – cioè il pericoloso cocktail di cinque deplorevoli ingredienti d’impedimento alla pace: occhio-per-occhio + pensiero militarista + politica arrischiata + scaricabarile delle colpe + demonizzazione.

Che cosa avrebbe potuto fare la Russia

Quindi, otto serie ragioni. Qualcuno adesso dirà: Sì, ma la Russia non aveva scelta. Questo non è vero.  C’è sempre una scelta, sempre qualcos’altro che si possa fare. Che cosa avrebbe potuto fare la Russia? Qualche esempio:

  • Cercare negoziati direttamente fra i presidenti di Ucraina e Russia – magari una serie d’incontri dove discutere problema dopo problema e trovare una composizione. Russia e Ucraina dopo tutto sono più vicine l’una all’altra di quanto lo siano a qualunque altro paese europeo/NATO.
  • Il presidente Putin avrebbe potuto mantenere e sviluppare la sua vecchia proposta più saggia di fare stabilire l’ONU in Ucraina. S’immagini una grande classica missione ONU di peace-keeping e –making con militari, polizia civile e branche di affari civili e un’unità negoziale omnicomprensiva. Avrebbe potuto proporre un Trattato di Mutua Non-Aggressione fra Russia e Ucraina, dando all’ Ucraina il tipo di garanzie di sicurezza che la Russia esige per sé stessa. Il che avrebbe segnalato comune sicurezza minando così le teste calde NATO ucraine e disarmato il corteggiamento provocatorio della NATO.
  • Eventualmente come parte di questo, la Russia avrebbe potuto suggerire zone demilitarizzate lungo i confini con l’Ucraina, invitando l’Ucraina a fare altrettanto – e constatando se avesse risposto favorevolmente e se no rimilitarizzando quelle zone.
  • Invece di dare al mondo l’impressione che la Russia non avrebbe invaso l’intera Ucraina, avrebbe potuto annunciare che, entro un certo termine, avrebbe bombardato a meno che la Russia avesse ricevuto una dichiarazione da NATO e Ucraina che lo status di membro NATO per l’Ucraina era soppresso dal tavolo negoziale.

Di passata val la pena notare che il presidente dell’Ucraina Zelensky il 25 febbraio dice di essere disposto a trattare la neutralità con la Russia ma ha bisogno di garanzie di sicurezza che non un solo membro NATO è stato in grado di offrirgli.

Passi come quelli che propongo possono considerarsi come Reciprocità Graduata nella Riduzione della Tensione – che vuol dire intraprendere piccoli passi non pericolosi ma così significativi che la controparte non può ignorarli, ma – essendo gesti positivi – anzi sentirsi costretto a contraccambiarli. Questa vecchia idea classica, sviluppata da Charles Osgood, può portare a una de-escalation vicendevolmente sicura e benefici col tempo e passo passo: apertura di tempi e spazi per il dialogo.

Queste cose forse non avrebbero funzionato? Non lo sappiamo. Ma siamo sicuri che non avrebbero fatto alcun danno [anche] a lungo termine, e che avrebbero contribuito a un genere di disarmo politico della NATO, mentre invece questi bombardamenti purtroppo ringalluzziranno solo la NATO.

Due scorpioni in una bottiglia

Se paesi e persone sono col tempo in conflitto fra loro, tendono a diventare sempre più simili e a usare il citato occhio-per-occhio. Qualcuno ricorse una volta alla metafora per cui tali contendenti sono come scorpioni in una bottiglia: né l’uno né l’altro possono uscirne, sono bloccati l’uno con l’altro, si combattono e alimentano reciprocamente dei bisogni e delle pare altrui.

La somiglianza è che incolpano l’altro d’essere il problema (considerando sé stessi giusti e innocenti) ma differiscono ovviamente s chi sia il colpevole/criminale.

Ecco perché è così imperativo che qualcuno si fermi a pensare: Se continuiamo con le ripicche vicendevoli + pensiero militarista + politica arrischiata + scaricabarile delle colpe + demonizzazione, dove finiremo tutti quanti? Notiamo già solo quanto rapidamente ciascun contendente decide d’attuare le sue misure di rappresaglia; così in fretta, si può dire, che nessuno si è preso tempo per pensare. Sia la NATO sia la Russia sono ben addentro al pensiero di gruppo che col tempo diventa sempre più pericoloso.

La Russia e il presidente Putin hanno deciso altrimenti; non saggiamente per le ragioni esposte.

Allora, circa le parole di Gandhi sotto il titolo: Che cosa serve o no in questa situazione?

Il pensiero gandhiano è per non ricorrere mai al pan per focaccia, ma a qualcos’altro, che non sia replica speculare dell’avversario. Infatti, se sembra stupido o malvagio e lo si imita in tutto quel che fa, si finirà per apparire stupidi o malvagi a propria volta, confermando le percezioni peggiori e le paure dell’avversario o il suo senso di superiorità tracotante.

I più chiamano questo conflitto dell’Ucraina: sbagliato; benché l’Ucraina sia parte cruciale del conflitto, parliamo in realtà di 40-50 contendenti in un conflitto che dura da almeno 30 anni. Ne ho scritto qui.

Le condanne immediate, quadrate e unilaterali del tipo ”condanno A e sto con B…” (uno dei tanti) – la reazione, si sa, che fa star bene qualcuno – non fa parte della mia professione, e non ci provo gusto a condannare qualcuno.

Parteggiare non aiuta la mediazione, la risoluzione del conflitto e la pace; quel che serve è guardare il problema frai contendenti – le loro lagnanze, visioni, paure e problematiche, che le rendono conflitto e sovente creano un circolo vizioso di violenza in intensificazione.

Le condanne di un contendente in un conflitto complesso in modo infernale spesso stimolano, anche aldilà delle intenzioni, il non-condannato a sentirsi più sicuro di sé e ipucrita, con l’impressione di aver ricevuto carta bianca per comportarsi anche peggio.

Le prospettive più ampie che gli sciocchi condannano come “whataboutism” e teoria della cospirazione

Il giorno prima dell’attacco all’Ucraina, anch’io ho scritto sui social media (Facebook e Linkedin) perché pensavo che il segretario di stato USA Antony Blinken avesse sbagliato a rifiutare una riunione con il suo omologo russo Sergej Lavrov. Ho scritto:

Blinken dice che l’incontro con Lavrov salta dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina

”Dopo le condanne, le aspre sanzioni, il diktat alla Germania sul [gasdotto] Nordstream, gli F35 nel Baltico etc., anche questa! Perché?

Perché per quasi 30 anni la NATO ha contraddetto le promesse occidentali a Gorbachev, ignorato il desiderio della Russia di venir considerata occidentale e d’entrare nella NATO, ignorato la reazione empatica della Russia all’11 settembre [2001], contribuito a distruggere e frammentare la Jugoslavia e bombardare illegalmente Serbia e Kosovo creando un nuovo, secondo, stato albanese in Europa.

Inoltre, avendo contribuito ad armare l’Ucraina per decenni, l’ha adescata a credere nella NATO e ha orchestrato/finanziato il cambio di regime nel 2014 a Kyiv che iniziò questo processo conflittuale.   E gli USA e altri membri NATO hanno mancato di far pressione sull’Ucraina affinché accettasse l’accordo di Minsk e attuasse una certa autonomia nel Donbas. Se l’accordo di Minsk fosse stato attuato non sarebbe avvenuta la mossa di Putin. Ma il diritto all’auto-determinazione di solito ben difeso dagli USA è improvvisamente sparito. Perché?

No, non c’è nulla su cui riflettere, nessuna intima ricerca, nulla da imparare: solo gli USA insegnano; e non fanno sbagli, non ne fanno mai.  Perciò, non c’è motivo di sorta per incontrarsi con la diabolica Russia e il suo diabolico ministro degli esteri Lavrov.

Beh, scusate la mia rudezza, ma chi dice ‘NO’ a COLLOQUI e INCONTRI – a prescindere dalla circostanza – non mira alla pace bensì ad lteriore intensificazione del ‘pan per focaccia’. Fino all’uso di armi nucleari tattiche, signor Blinken?

Quel che dico è banale; ma troppo sofisticato per la maggior parte dei politici, media e ricercatori occidentali. Così sia. Quelli hanno armi e minacce ben in mente e sono analfabeti nella risoluzione di conflitti e nella pace.

Con questo non penso che la mossa russa di ieri (cioè il riconoscimento delle repubbliche nel Donbas come indipendenti) fosse produttiva, benché logica. Le politiche USA/NATO sono molto irrazionali e miopi da mesi ormai.  Che cosa ne pensate?

Come considerazione finale, prendo del tutto le distanze da tutti quelli che condannano questa mossa russa ma non hanno mai condannato tutte quelle azioni internazionali, violente, illegali – altrettanto, se non di più – da parte NATO o di membri NATO, vuoi in Jugoslavia (molto peggio in ogni aspetto per gli oltre 70 giorni rispetto a quanto successo finora in Ucraina), in Afghanistan, Iraq, Libia, Yemen, Siria – e via elencando.

E prendo del tutto le distanze dall’uniformità estremamente piatta e veemente di questo coro massiccio e uniforme di condanna – l’illimitata russofobia, ipocrisia, la pervasiva noncuranza per l’analisi del conflitto e l’assenza di ogni esame di coscienza / autocritica, come pure la monotona narrazione dei media mainstream basata su Contraffazione + Omissione + Ignoranza delle Fonti.

Tutto questo promuove più guerra e io chiedo: l’Occidente / la NATO è davvero così fiacco intellettualmente e moralmente? Credo di sì. Il riarmo intellettuale è la sola attrezzatura di cui esso – e la Russia – abbia bisogno. Ma adesso per quello è troppo tardi; quelli di noi che lavorano per la pace soro ora dissidenti.

E così ci troviamo forse alla deriva verso una catastrofe senza pari.


TRANSCEND MEMBERS, 28 Feb 2022 | Jan Oberg, Ph.D. | The Transnational – TRANSCEND Media Service

 

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


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2 commenti
  1. ROSA DALMIGLIO
    ROSA DALMIGLIO dice:

    Caro Jan

    manchi da troppi ANNI dalla CINA, dovresti riflettere prima di scrivere, le tue ricette di PACE, dovresti rivolgerle non ai PACIIFISTI ma a chi usa le armi per imporre la DEMOCRAZIA, comunque confermi che sono le GUERRE più interessante della PACE per i MEDIA, vendono di più…serve una riforma delle UNIVERSITA' per la PACE
    abbiamo solo MAESTRI di PACE….forse servono IDEE nuove…che voi non avete
    Rosa

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