Giorno della Memoria: un diario per ricordare

Benedetta Pisani

Giorno della Memoria: un diario per ricordare, quello di Guido Levi, dal titolo Una storia piena di paure, di ansie e di avvenimenti quasi gialli (1942-1946), pubblicato grazie all’Associazione Nazionale Museo del Cinema e Notte Americana, con i disegni dell’artista Giusy Lauriola. Il libro sarà presto disponibile presso la nostra biblioteca.

«La tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione della cenere», diceva Gustav Mahler. Una definizione facilmente adattabile anche al concetto di memoria. Un fuoco ancora vivo, ardente, che richiede grande cura affinché non affievolisca. Sono trascorsi poco più di settant’anni da quando l’Italia ha scelto i valori della Resistenza e della libertà, ripudiando la guerra. Chiudendo uno dei capitoli più bui della sua Storia.

Oggi, l’impegno condiviso è conservare la Memoria, ricordare le tragiche vicende che hanno segnato gli anni della guerra. Continuare a denunciare tutte le responsabilità del fascismo, passate e presenti. Ogni giorno, commenti razzisti, anti-ziganisti e omofobi invadono i social. È vero che l’immediatezza della comunicazione online erode la capacità di provare empatia e innalza una barriera alle interazioni umane.

Ma i discorsi d’odio che dilagano tra le chat pubbliche e private non rimangono chiusi in uno spazio virtuale. Hanno ripercussioni reali. Si concretizzano in violenza fisica e psicologica, con conseguenze pericolose per l’individuo e per la collettività. Pochi giorni fa, un ragazzino di dodici anni è stato aggredito e insultato da due coetanee, perché ebreo. La storia può ripetersi. Fa venire i brividi, eppure è così. E conservare la Memoria è un esercizio che richiede costanza. Un po’ come scrivere un diario. Scattare un’istantanea con la consapevolezza che si trasformerà nel tempo; assicurandosi, però, che non perda la sua nitidezza. Per non dimenticare.

Quando Guido Levi ha cominciato a scrivere il suo diario, aveva otto anni. L’età del sugo sulla maglietta fresca di bucato, delle storie della buonanotte, del gelato la domenica, della curiosità, della meraviglia. In cui la ricerca della libertà diventa quotidiana rivoluzione, e lo stupore di ritrovarla nelle piccole cose è stravolgente. Guido, quell’età l’ha vissuta in bilico sulla frontiera che divide la libertà dalla paura. E il suo libro è una narrazione disarmante, fatta di dettagli, che con delicatezza emerge dall’impeto della Storia, dei bombardamenti su Genova e delle fughe verso la Svizzera.

Giorno della Memoria
La copertina del libro

Guido racconta con dolce razionalità gli avvenimenti che hanno segnato la vita della sua famiglia. La fuga dalla minaccia nazifascista e la ricerca di rifugio in un luogo controverso, ambiguo. In Svizzera, l’ospitalità costa cara. Il 13 agosto 1942, chiudeva le frontiere, scegliendo la neutralità come strategia per chiudere gli occhi sulle atrocità del mondo esterno.

Con sguardo disincantato, descrive un futuro sfumato, al quale l’artista Giusy Lauriola restituisce colore.

Le tonalità scelte per illustrare ogni scena riflettono i contrasti emotivi, gli sbalzi di prospettiva, la confusione e la fiducia. Un racconto cromatico, dove il blu compare a sprazzi, quasi a voler portare – oltre che rappresentare – la necessità di aggrapparsi a una speranza. Ma è anche il colore del cappotto dei contrabbandieri che vendono la salvezza al confine elvetico. Lì, l’avidità si tinge di blu. Il rosso, però, prevale. Fuoco e sangue, solitudine e paura. Il marrone porta con sé le contraddizioni del viaggio e del ritorno. I vagoni del treno diretto a Riccione, le valige pronte per le fughe avventurose, e il torrone di cioccolata pura, introvabile a quei tempi.

Un racconto speranzoso, ma non spensierato. Una fotografia realistica raccontata attraverso la lente di un bambino, che percepisce solo in parte l’angoscia degli adulti. Un diario personale che, per sua natura, è lo specchio di un’anima. Una narrazione fatta di semplici dettagli, che s’intrecciano nel telaio di una Memoria storica più complessa. Una storia piena di paure, di ansie e di avvenimenti quasi gialli.

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