Dove comincia la pace?

Vimala Thakar

Brani estratti da: Vimala Thakar, Pace radicale, Ubaldini, Roma 1993, pp. 164, €  10,33. Selezione a cura di Cinzia Picchioni

La realtà non è conoscibile, è ‘sentibile’, se mi consentite il termine. La comprensione vi fa ‘sentire’ la qualità della realtà, il suo profumo. Si deve osservare il modo in cui la propria mente si muove. Dove comincia la pace? Vi prego, cominciate dall’inizio: imparate a osservare. Ritagliate uno spazio di tempo nella giornata, da mezz’ora a un’ora della mattina o della sera, sedete in pace e in rilassata attenzione. Rilassamento del corpo e vigile sensibilità. Sedersi non significa essere passivi, no di certo. Siete seduti e rilassati ma svegli e vigili. C’è sensibilità.

Questa è la prima cosa da apprendere, sedere in pace. Il corpo non è educato a stare tranquillo, in pace, in una determinata posizione per più di dieci o quindici minuti, e comincia a muoversi, ad agitarsi. Stare seduti sul pavimento o su una sedia è indifferente, fate ciò che è più adeguato al corpo, ma sedete con la schiena dritta e con tutto il sistema nervoso rilassato. Non vi sedete per fare qualcosa, per acquisire qualcosa. Lo fate per mettervi in uno stato di totale non azione, di totale, volontaria assenza di azione. Questo è il primo passo da imparare, essere stabili e calmi fisicamente.

Il secondo è quello in cui il corpo è saldo e la mente non lo è. […] La mente non è stabile, girovaga da un argomento all’altro, lo sappiamo perché la osserviamo. Guardate, osservate qualsiasi cosa la mente faccia affiorare; non preoccupatevi di ciò che emerge, guardate semplicemente tutto ciò che vi si presenta davanti. Se lo fate per un paio di giorni, noterete che lo stato di osservazione non è continuo. Non appena la mente fa apparire qualcosa, immediatamente il passato salta su e dice: “Questo è buono, questo è cattivo. Non voglio questo, voglio quello”. La mente comincia a giudicare ciò che emerge nello stato di osservazione, e così non viene mantenuta un’attenzione libera da reazioni. Bisogna imparare osservando se stessi. Per essere in uno stato di rilassamento bisogna imparare a essere in quello stato di osservazione.

Prima di tutto deve esserci un’attenzione libera da reazioni, qualsiasi tipo di reazione. Dovete imparare a entrare in uno stato di innocenza psicologica, dove non c’è nessuna comparazione, valutazione, giudizio, accettazione o rifiuto. Si tratta di osservare semplicemente senza nessuna reazione, senza nessuna resistenza. Reagire significa resistere. Quindi vi limitate a osservare senza resistenze o reazioni. Non esiste alcun metodo, nessuna tecnica. Come potrebbe essercene una? Non ci sono teorie per il rilassamento. L’osservazione innocente non necessita di teorie o tecniche, deve essere vissuta per vedere la sua realtà, la sua validità. Le parole possono solamente indicare la verità e null’altro.

Se questo stato di innocente osservazione è mantenuto, la consapevolezza che “io sto osservando” si dissolve, scompare. Inizialmente c’è una divisione: “Sto osservando, io osservo il movimento della mia mente”. In seguito l’intensità dell’osservazione assorbe in sé quella consapevolezza e resta soltanto uno stato di attenzione senza che vi sia qualcuno che sia attento a qualcosa, senza un osservatore che osserva qualcosa. È uno stato di osservazione senza osservatore, se volete usare queste parole. […] 

Quando la memoria è sospesa c’è lo spazio in cui vi scoprite intimamente collegati a ‘ciò che è’. La conoscenza, le teorie, impediscono questo contatto. Vi prego di capirlo. […] Nessuna parola, nessuna verbalizzazione. Allora non guarderete la realtà attraverso le esperienze di altre persone, o attraverso le teorie del passato. Voi, come emanazione del presente, siete con il presente senza tempo; voi, come parte della totalità, vi unite con la totalità che vi circonda.

Se non lo avete mai provato, suonerà tutto molto astratto, se non avete mai preso l’iniziativa di sedervi e di mettervi in uno stato di osservazione, sembrerà veramente astratto, ma non lo è. Fatelo e scopritelo, questo è l’unico sforzo necessario. Forse il primo e l’ultimo passo. 


*Fonte: www.rajayogaitalia.it

http://www.rajayogaitalia.it/

Dove comincia la pace

Vimala Thakar (1921-2009), nata in India, manifesta sin da piccola un grande interesse per l’Assoluto. Trascorre la propria infanzia in una famiglia di profonda spiritualità; il padre le chiede la promessa, ancor giovanissima, di non accettare mai la dipendenza dall’autorità di un insegnante, presente o passato, ma di affidarsi sempre alla propria comprensione interiore.

Incontra molti maestri spirituali del suo tempo, studia filosofia orientale e occidentale all’Università di Nagpur e quando, dopo l’indipendenza, Vinôba Bhave avvia il movimento di ispirazione gandhiana Bhoodan per la redistribuzione delle terre in India, Vimala vi partecipa attivamente per dieci anni, durante i quali, camminando di villaggio in villaggio, porta un messaggio di rivoluzione non violenta in ogni angolo dell’India. Nel 1956 l’incontro con Krishnamurti imprime una trasformazione profonda alla sua dimensione spirituale.

Dal 1962 inizia un lungo periodo di seminari e conferenze in tutto il mondo, in cui comunica in modo autentico la sua esperienza e la sua visione della vita dedicando uno spazio particolare alla natura del cambiamento interiore, per lei legato a una ricerca intensa, libera da ogni dogma e autorità esterna.

A partire dal 1989 accetta di commentare, per un piccolo gruppo di insegnanti di Yoga, alcune delle principali Upanishad, la Bhagavad-gita e l’opera di Patanjali, Yoga Sutra, offrendo di questi scritti una penetrante visione alla luce della propria esperienza interiore.


Grazie a www.rajayogaitalia.it

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