Un attivista di Extinction Rebellion in digiuno contro la Regione Piemonte

Testo e foto di Marioluca Bariona


Un attivista di Extinction Rebellion, Ruggero, ha iniziato uno sciopero della fame per ottenere un consiglio regionale aperto in cui venga discusso il modo in cui affrontare lo stato di emergenza climatica ed ecologica che il mondo intero sta vivendo.

Un attivista di Extinction Rebellion

Ruggero, attivista di Extinction Rebellion, oggi, lunedì 17 gennaio, ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere la convocazione di un Consiglio regionale aperto per discutere le richieste che Extinction Rebellion Torino sta rivolgendo alla Regione Piemonte da più di un mese.

Il clima condiziona l’agricoltura, l’allevamento, la distribuzione delle specie, la diffusione delle malattie e ha ripercussioni rilevanti sulla sicurezza alimentare e sulla salute.

In Piemonte, negli ultimi 60 anni, le temperature massime sono aumentate fino a 2 °C mentre il clima ha mostrato andamenti anomali con periodi di siccità sempre più frequenti alternati a precipitazioni intense e concentrate, come l’evento alluvionale del 2 ottobre 2020, durante il quale in due giorni è caduto il 16% della pioggia annuale.

Nel 2017 la Regione riconosceva la vulnerabilità dei cittadini e del territorio piemontese ai cambiamenti climatici approvando la DGR 3 luglio 2017, n. 24-5295. L’atto basava la lotta all’emergenza climatica sulla “Strategia regionale sul cambiamento climatico” (SRCC) e aveva per obiettivi il contenimento dell’aumento della temperatura e la riduzione della vulnerabilità del territorio.

Un attivista di Extinction Rebellion

Tutttavia la risposta regionale in tema di adattamento e contrasto alla crisi climatica non è stata finora all’altezza della sfida. La responsabilità della crisi climatica è da imputare alle attività umane. A oggi poco o niente si è fatto per limitare i consumi di energia, suolo e materie prime e fermare i processi che danneggiano irreversibilmente l’ambiente. In pratica, non esiste un piano e non sono state individuate scadenze.

Punto altrettanto critico è l’informazione fornita ai cittadini, sia dalla Regione sia dai media, i quali spesso trattano gli eventi disastrosi come fenomeni episodici e non danno risalto alle azioni degli attivisti.

Basti pensare che l’azione “Ultima generazione” del gruppo romano di Extinction Rebellion si è guadagnata un articolo sul Guardian ma è stata ampiamente trascurata da stampa e televisione nazionali.

Come ha dichiarato Ruggero, inoltre, non esiste solo un problema di assenza di piani ma anche di democrazia: cittadini preoccupati chiedono da settimane di essere ricevuti per ottenere informazioni su quali strategie la Regione intenda mettere in opera per ridurre la produzione di inquinanti e fornire proposte senza ottenere alcuna risposta. Lo sciopero della fame di Ruggero andrà avanti fino alla convocazione di un Consiglio regionale aperto.

Extinction Rebellion è un movimento internazionale nonviolento che usa la disobbedienza civile per costringere i governi ad agire contro il collasso climatico ed ecologico. Le sue richieste sono tre:

1. Dire la verità: il Governo e gli amministratori devono comunicare chiaramente la gravità della situazione;

2. Agire immediatamente: le emissioni di gas serra devono essere portate allo zero netto entro il 2025;

3. Andare oltre la politica: le decisioni del Governo e degli amministratori devono basarsi sulle scelte di assemblee di cittadini/e.


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