Tassonomia EU: implicazioni e responsabilità

Elena Camino

La Commissione Europea (CE) da circa quattro anni sta lavorando per arrivare a individuare e definire quali attività economiche – e quali investimenti – possano definirsi sostenibili. In base all’acquisita consapevolezza che l’economia deve ridurre il proprio impatto ambientale, Bruxelles si è posta l’obiettivo di considerare il mondo della finanza come lo strumento principe per affrontare questo compito.  (Tassonomia verde, l’Europa scrive il vocabolario della finanza sostenibile). Secondo la CE i soldi pubblici non basteranno, perciò ha deciso di orientare i capitali privati verso business responsabili nel quadro di uno sviluppo economico sostenibile. A tale scopo ha elaborato una tassonomia: una classificazione delle attività economiche che possono essere definite, appunto, “sostenibili”. «Una guida pratica – scrive la Commissione – per politici, imprese e investitori su come investire in attività economiche che contribuiscano a promuovere un’economia che non impatti negativamente sull’ambiente».

La tassonomia, che cos’è?

Sul significato di questa parola sono disponibili varie spiegazioni: da quelle più specifiche, che fanno riferimento alle discipline scientifiche naturalistiche in cui la parola è stata introdotta, fino a spiegazioni più generali, che nascono nell’ambito delle scienze cognitive.

  • Nelle scienze naturali è un termine usato spesso come sinonimo di sistematica: viene utilizzato per indicare da un lato le regole nomenclaturali, dall’altro le tecniche per lo studio teorico della classificazione dei viventi. Il termine taxon è impiegato genericamente per designare un raggruppamento sistematico di viventi (specie, genere, famiglia ecc.). Basata un tempo su criteri essenzialmente morfologici (cioè su differenze e somiglianze di forma) la tassonomia si è arricchita via via anche di metodi e valutazioni che utilizzano l’analisi delle funzioni fisiologiche (la respirazione, la circolazione del sangue ecc.), le caratteristiche microscopiche, ecc., combinate con nuove tecniche di analisi statistica.  
  • Più in generale, la tassonomia (dal greco: tàxis, ordinamento e nòmos, norma o regola) è una branca della scienza che studia i metodi con cui si ordinano in sistemi i dati, le conoscenze e le teorie via via acquisite di un determinato insieme di soggetti. Le categorie tassonomiche sono gerarchiche, per cui i rappresentanti di una categoria inferiore possiedono tutti i caratteri tipici di quella superiore, più alcuni tratti nuovi che li distinguono dai rappresentanti delle altre categorie dello stesso rango.

Cani e gatti – una tassonomia ben conosciuta

Il cane domestico e il gatto, per esempio, appartengono alla stessa classe, quella dei Mammiferi, all’Ordine dei Carnivori, ma a due Famiglie diverse, i Canidi e i Felidi. Proseguendo nella scala gerarchica della tassonomia, a livello di Specie troviamo, per ciascuno dei due animali presi come esempi, almeno una cinquantina di Razze, quelle che conosciamo e distinguiamo con facilità perché sono i nostri ‘animali di compagnia’.

Magari non riconosciamo le singole razze, ma sappiamo distinguere facilmente un cane da un gatto: non solo per la diversa conformazione del corpo e le abitudini alimentari, ma anche per l’indole e il comportamento.

Tassonomia
Tassonomia

Il caso anomalo dei polpi – strutture simili, intelligenze diverse

Recenti ricerche sono state condotte su due specie di polpi, che abitano in ambienti molto diversi tra loro.  La tassonomia scientifica colloca questi molluschi nella stessa categoria – Cefalopodi – perché hanno la stessa struttura anatomica di base: una grande ‘testa’ e 8 tentacoli. Tuttavia, a causa del diverso aspetto esteriore, vengono classificati come specie diverse: il polpo comune (Octopus vulgaris), che vive nella fascia superficiale dei nostri mari, ha una forma molto diversa dal calamaro vampiro (Vampyroteuthis infernalis), che abita solo nelle buie profondità oceaniche.

© Citron

Ma studi recenti hanno svelato ben più importanti differenze: la struttura del sistema nervoso nel calamaro vampiro è semplice, mentre nel polpo comune è molto complessa e ricca di pieghe e circonvoluzioni. Le differenze neuroanatomiche sono accompagnate da abitudini di vita altrettanto diverse: comportamenti molto semplici nel calamaro vampiro, e una sorprendente capacità del polpo comune nel relazionarsi con altri viventi (pesci, coralli, anemoni), e addirittura nel risolvere problemi complessi (per esempio fuggire dagli acquari!).

Se si costruisse una tassonomia basata sulle capacità cognitive e relazionali, il polpo comune potrebbe essere inserito in una nuova categoria, in compagnia di altri animali particolarmente intelligenti (scimpanzé, maiali, elefanti…) mentre il calamaro vampiro potrebbe restare in compagnia di seppie e moscardini.

Grazie a una tassonomia basata sulle capacità cognitive il destino dei polpi forse cambierebbe, e non sarebbero più infilzati con le fiocine o lasciati ad agonizzare sui banchetti dei mercati…

Per costruire tassonomie occorre dunque inventare criteri di classificazione, talvolta basati su giudizi di valore, quindi in grado di influenzare comportamenti e atteggiamenti…

Implicazioni e responsabilità della tassonomia

Ogni ambito del reale può essere esplorato in modo sistematico con un approccio tassonomico, per evidenziare e raggruppare somiglianze e differenze tra i soggetti studiati, e per acquisirne una conoscenza che permette di organizzare i dati secondo un criterio gerarchico.

L’individuazione di somiglianze e differenze, e la formazione di categorie, dipende dallo stato delle conoscenze al momento dello studio, e dall’importanza che gli studiosi attribuiscono ai caratteri presi in esame per formare le categorie. Stabilire una nuova tassonomia o modificarne una esistente può avere conseguenze importanti, soprattutto quando si tratta di definire processi e comportamenti che riguardano l’ambito delle attività umane e delle scelte collettive. Per esempio, nel caso dell’energia nucleare, scegliere come parametro da minimizzare le emissioni di CO2 in atmosfera e non la produzione di scorie radioattive implica una scelta con significative implicazioni etiche.

La scelta della Commissione Europea di introdurre il concetto di ‘tassonomia’ è resa evidente dalla lettura dei documenti della Commissione stessa: “the UE Taxonomy is a robust, science based transparency tool” per le imprese e gli investitori.”  Viene dunque presentata come uno strumento che ha ricevuto l’approvazione della comunità scientifica, e in quanto tale deve essere accettata senza essere ulteriormente messa in discussione.

Tassonomia e sostenibilità

Ma questa tassonomia, a differenza di quelle per lo più utilizzate nell’ambito del mondo scientifico, non ha lo scopo di mettere ordine nelle conoscenze via via acquisite, confrontare le idee, esplorare nuove ipotesi di interpretazione del mondo: è invece uno strumento che vuole essere utilizzato per stabilire quali sono le azioni possibili che le forze dell’economia e della finanza possono lecitamente compiere nell’agire sul mondo e nel trasformarlo.

Quanto può essere definita ‘scientifica’ una tassonomia basata sulla ‘sostenibilità ambientale’? Quali categorie la caratterizzano, tanto da permetterne una condivisione?

In realtà dietro lo sforzo di arrivare a regole condivise per il governo del pianeta si cela il confronto – mascherato da procedura scientifica – tra due visioni del mondo profondamente in contrasto tra loro: due grandi ‘narrazioni’ tra loro antagoniste sulla natura, la posizione e il destino dell’umanità; sul ruolo che le conoscenze – non solo tecnico-scientifiche, ma anche storiche, cognitive, relazionali – possono svolgere nell’orientare le grandi scelte che siamo chiamati a compiere. E soprattutto quali scelte etiche ne costituiscono la base. Che ‘valore’ diamo a noi stessi, agli altri umani, ai viventi, alla Terra di cui siamo ospiti e prigionieri?

Non c’è da stupirsi quindi se da più di un anno si sono moltiplicate le discussioni e le controversie su quali azioni (nello specifico, quali attività commerciali, economiche, finanziarie) possano / debbano essere incluse nella liste delle attività considerate ‘sostenibili’, o ‘green’. Ed è vistoso (ed era prevedibile…)  il moltiplicarsi di ‘esperti’ chiamati a esprimere considerazioni e pareri, al punto che le competenze specifiche degli scienziati sono sempre più affiancate (e talvolta sopraffatte) dalle voci dei numerosi ‘stakeholders’ interessati a definire una tassonomia che rispecchi i loro interessi e valori.

Il nucleare ‘sostenibile’

La controversia sull’eventuale inclusione dell’energia nucleare e da gas tra le fonti ambientalmente sostenibili è davvero scottante e urgente, se la Commissione Europea ha deciso di pubblicare una dichiarazione in merito proprio il 1° gennaio 2022: EU Taxonomy: Commission begins expert consultations.

 Ne traduco qui alcuni passi. Ieri la Commissione Europea ha iniziato le consultazioni con il Gruppo di Esperti degli Stati Membri sulla Finanza Sostenibile e con la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile per discutere una bozza di testo di un ‘Taxonomy Complementary Delegated Act’ che riguarda certe attività relative a gas e nucleare. […] tenendo conto dei pareri scientifici e dell’attuale progresso tecnologico, la Commissione ritiene ci sia un ruolo che il gas naturale e il nucleare possono svolgere per facilitare la transizione verso un futuro basato in modo prevalente dal rinnovabile. […] si tratta di stabilire per queste fonti energetiche condizioni chiare e rigide (per esempio il gas deve provenire da fonti rinnovabili oppure avere basse emissioni entro il 2035), in particolare in quanto contribuiscono alla transizione verso la neutralità climatica.  […] Le attività considerate in questo Delegated Act complementare renderebbero più rapido l’abbandono di fonti più pericolose, come il carbone…

Davide Tarabelli (economista, industriale) sul quotidiano La Stampa del 3 gennaio 2022: “Ora l’atomo è una necessità”. “Se non ci fosse il nucleare l’Europa da tempo sarebbe finita nel buio”.  21 dicembre 2021. Secondo Angelo Tartaglia, (professore di Fisica presso il Politecnico di  Torino),  Includere il nucleare nella Tassonomia verde dell’Ue è un suicidio“,  perché quella dell’atomo “non è energia pulita e sicura”.

E i mass media?

Dopo tanto tempo e tante discussioni, le controversie sulla sostenibilità dell’energia nucleare si moltiplicano invece di risolversi.  Come segnala Francesco Gonella, professore di Fisica a Venezia, la maggior parte delle fonti di informazione di più facile accesso (come mass media e pubblicazioni divulgative) solitamente è a favore o contro sulla base dell’appartenenza a un’ideologia politica o a una qualche comunità o corporazione.

Anche Gianni Mattioli e Massimo Scalia (nell’articolo “Questa o quella per me pari sono”,  pubblicato sul n.5/2021 della rivista bimestrale QualEnergia)  sottolineano che il fabbisogno energetico del mondo è sempre stato una questione strategica, intessuta di complesse manovre politiche a servizio di interessi economici e/o dei potenti, oggi drammaticamente connotata dal “Non c’è più tempo”.

Riporto nelle righe che seguono alcuni risultati dalla ricerca effettuata il 2 gennaio 2022 inserendo le parole “EU nuclear taxonomy” sul motore di ricerca di Google, e selezionando le prime tra le notizie dell’ultima settimana. Confusione e contraddizioni emergono vistosamente.

16 ore fa  EU drafts plan to label gas and nuclear investments as green (https://www.reuters.com › markets

L’Unione Europea ha redatto un piano per includere alcune forme di gas naturale e di energia nucleare nella tassonomia della finanza sostenibile…

16 ore fa Germany hits out at Brussels plan to label nuclear and gas .. (https://www.politico.eu › article)

 Penso che sia assolutamente sbagliato che la Commissione Europea intenda includere l’energia nucleare nella tassonomia UE delle attività economiche sostenibili.

21 ore fa LEAK: EU drafts plan to label gas and nuclear investments as …

https://www.euractiv.com › news

1 giorno fa Brussels proposes green label for nuclear and natural gas (https://www.ft.com ›)

11 ore fa — Commission sneaks out gas and nuclear plan, locks out citizens (https://www.wwf.eu › …) La Commissione inserisce di nascosto un piano per gas e nucleare, all’insaputa dei cittadini.

Domande da porre – per allargare lo sguardo

La Commissione Europea sta cercando di imporre la tassonomia come “una guida pratica per politici, imprese e investitori su come investire in attività economiche che contribuiscano a promuovere un’economia che non impatti negativamente sull’ambiente”, presentandola come un manuale scientificamente validato. Tuttavia, come ho già accennato, resta da affrontare il vero nodo di questo periodo storico. Il confronto tra due narrazioni opposte del mondo, due visioni alimentate da motivazioni, valori, aspettative, paure diverse…  Sarebbe molto utile riuscire a riconoscerle, ad analizzarle, a metterle in discussione, a farne oggetto di riflessione, cogliendo il carattere sistemico di ogni singolo tema, la dimensione globale di ogni scenario, le implicazioni sociali e morali di ciascuna delle due posizioni.    

Mentre si indaga, consultando doverosamente le numerose fonti di informazione disponibili, non bisogna tuttavia rinunciare a interrogarsi. Ci sono domande che ciascuno di noi può formulare come persona e come cittadina. Domande che aiutano a far emergere le visioni implicite, i presupposti etici soggiacenti.  A molte domande non abbiamo risposta, ma il fatto stesso di porcele può orientarci nella ricerca.   

Per esempio, nel decidere quali fonti energetiche utilizzare, sappiamo di quanta energia ha bisogno l’umanità per vivere in modo sostenibile? E quanta ne spetta a ciascuno in condizioni di equità sociale? Come ottenere fonti energetiche ‘sostenibili’ minimizzando i danni (consumi di materie prime, degrado del territorio, scorie inquinanti) durante le fasi del processo produttivo?  E’ possibile mettere a punto una lista (una ‘guida pratica’..) dei bisogni energetici primari, che escluda gli utilizzi superflui (certi scambi commerciali internazionali, produzione di oggetti usa e getta), e soprattutto quelli negativi (coltivazioni energivore, armamenti, attività belliche)…? Quale contributo siamo disposti a dare affinché i consumi totali siano ridotti, e meglio distribuiti?

Non si tratta solo di fare scelte personali, ma di impegnarsi attivamente nelle battaglie collettive di associazioni e ONG; riconoscendo nel loro impegno a un problema specifico (la salute, la tutela del territorio, la lotta alla povertà, il ruolo pubblico dell’acqua…) anche un contributo a una corretta soluzione del problema energetico.


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