Il progetto “Signornò!”

Nel 49° anniversario della legge sull’obiezione di coscienza, ecco il programma per il cinquantennale del 2022

Autore Marco Labbate


Nel 49° anniversario della legge sull’obiezione di coscienza, il Centro Studi Sereno Regis presenta il programma per il cinquantennale del 2022

Nel 49° anniversario della legge sull’obiezione di coscienza

Il 15 dicembre 1972, 49 anni fa, veniva promulgata la legge 772 “Norme per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza”. Si trattava dell’esito, ancora parziale e insoddisfacente data la formulazione estremamente restrittiva della legge, di una lotta nonviolenta, durata oltre vent’anni, di un gruppo di pacifisti che si erano tramandati il testimone di immaginare una difesa della patria con mezzi diversi dal servizio militare.

il Centro Studi Sereno Regis, che raccoglie e conserva la testimonianza ideale di quelle lotte, ha pensato di celebrare il cinquantennale della legge con un programma piuttosto nutrito che attraverserà tutto il 2022, grazie al progetto Signornò! Torino, città protagonista della storia dell’obiezione di coscienza in Italia. Lo scopo è quello di valorizzare la storia dell’obiezione di coscienza al servizio militare e favorire le ricerche di studiosi, interessati, docenti, formatori del servizio civile attraverso la digitalizzazione e la messa a disposizione su un archivio telematico di nove fogli pacifisti e di oltre 1000 documenti, conservati nei suoi archivi, che sarà disponibile a partire dal febbraio 2022. Si prevedono altresì una mostra itinerante sui luoghi torinesi dell’obiezione di coscienza da maggio a dicembre; un convegno sull’obiezione di coscienza previsto per ottobre; un reading e l’uscita di un libro sull’obiezione di coscienza a Torino, in corrispondenza del cinquantennale di dicembre.

Il progetto è coordinato da Umberto Forno, direttore del Centro Studi Sereno Regis, Massimiliano Fortuna, responsabile della Biblioteca del Centro e lo storico Marco Labbate, assegnista di storia contemporanea all’Università di Urbino e autore del libro “Un’altra patria. L’obiezione di coscienza nell’Italia repubblicana” e si avvale della collaborazione di numerosi professionisti.

Nel 1972 si apriva dunque una fase nuova: per la prima volta in Italia prendeva corpo il servizio civile. 708 erano in totale gli obiettori che fino all’approvazione della legge avevano pagato con il carcere il rifiuto di svolgere il servizio militare per un’idea di nonviolenza. La cifra si sarebbe ancora accresciuta perché la nuova legge non risolveva definitivamente il problema. Manteneva l’obiettore sotto il controllo del Ministero della Difesa; sottoponeva la scelta di svolgere il servizio civile al giudizio di una commissione; prevedeva un servizio civile più lungo di otto mesi rispetto al servizio militare.

Durante questi venti anni la scelta di obiettare aveva coinvolto figure che provenivano da radici culturali e ideali molto diverse: libertari, cattolici, valdesi, testimoni di Geova, anarchici, radicali, socialisti. Alcuni casi, come quelli di Pietro Pinna, Giuseppe Gozzini, Fabrizio Fabbrini, Alberto Trevisan o Roberto Cicciomessere sarebbero divenuti celebri. Altri sarebbero rimasti quasi sconosciuti.

Alla lotta per il riconoscimento dell’obiezione avrebbero partecipato per brevi tratti o per tutta una vita, grandi personalità del Novecento, laiche e cattoliche; come Aldo Capitini, Norberto Bobbio, Marco Pannella, Bruno Segre, padre Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani, Luigi Bettazzi, Guido Ceronetti, Arturo Carlo Jemolo, Umberto Calosso, Bianca Guidetti Serra, Franco Antonicelli, Luigi Anderlini.

Quella storia è dunque un patrimonio valoriale della storia italiana: partecipa all’allargamento della sfera dei diritti civili e all’emancipazione dell’Italia dai retaggi culturali e normativi del fascismo, rappresenta una fase di riflessione importante sulla nuova era militare costituita dall’arma atomica. Al tempo stesso è un angolo privilegiato dalla quale si può scrutare la storia d’Italia: coinvolge le culture politiche e religiose, si snoda lungo i conflitti che attraversano la contraddittoria storia democratica del Paese, risente delle cesure della storia della Repubblica italiana.


1 commento
  1. LORENZO PORTA
    LORENZO PORTA dice:

    Ciao. Nel quarantesimo anniversario ci fu l'incontro di Firenze.
    Il cinquantesimo anniversario sarà a Torino.
    Mi auguro che gli inviti arrivino a chi ha dato un contributo fattivo anche attraverso la detenzione
    per affermare la smilitarizzazione del servizio civile nei luoghi di lotta significativi .
    Per me è stato Comiso nel gennaio 1983 di fronte alla base missilistica Vincenzo Magliocco ,
    dagli anni'90 trasformata in aeroporto civile.
    SPERO CHE RICORDIATE IL VOSTRO TURI VACCARO!
    CHE ORA SI TROVA NE CARCERE DI SOLLICCIANO A FIRENZE , ARRESTATO UNA SETTIMANA FA
    PRORPRIO QUI A FIRENZE. GLI è STATO CONTESTATO IL FATTO DI DOVER SCONTARE ANCORA 5 MESI DI CARCERE.
    LUI NON VUOLE RIMANERE RINCHIUSO PRRESSO UN ENTE DI SERVIZIO SOCIALE IN SITUAZIONE COATTA.
    SPERO CHE TONINO DRAGO LO SAPPIA , LUI A PISA. PER TONINO E' STATO UN'ICONA DELLA DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA, COME LA INTENDE LUI.
    TURI STUDIAVA A TORINO NEGLI ANNI '80.LA SUA ADOLESCENZA E GIOVINEZZA L'HA PASSATA IN SEMINARIO DAI SALESIANI, HA STUDIATO IN COLLEGIO, FORSE L'UNICO MODO PER PAGARSI GLI STUDI E QUINDI HA SUBITO LA DISCIPLINA DELL'EDUCAZIONE CATTOLICA SEMINARIALE DI UNA COMUNITA' TUTTA DI MASCHI.
    QUANDO L'HO CONSCIUTO ERA UNO STUDENTE LAVORATORE. DELLA FIAT IVECO. STAVA FINENDO IL SUO SERVIZIO CIVILE.
    A TORINO : SI DEDICAVA ALL'ANIMAZIONE DI STRADA CON I BAMBINI.ERA ANCHE AL TERMINE DEL SUO PERCORSO UNIVERSITARIO PRESSO LA FACOLTA' DI MAGISTERO
    CON IL PROFESSOR FORNACA. MA NON TERMINO' QUEL CICLO DI STUDI A CUI AVEVA DEDICATO SFORZI NOTEVOLI.
    QUESTO TONINO DRAGO LO SA!
    IL TURBINE DELLA CAMPAGNA DI LOTTA A COMISO CONTRO GLI EUROMISSILI LO HA COINVOLTO DA CAPO A PIEDI. LA SICILIA , MARIANOPOLI è LA SUA TERRA NATIA.
    LO SO PERCHE' HA COINVOLTO ANCHE ME!
    TURI ,ALLA FINE DEL SERVIZIO CIVILE , NON E' AIUTATO A TERMINARE I SUOI STUDI. TORNA IN FIAT ALL'IVECO. DOPO ALCUNIN MESI SCEGLIE DI TRONCARE QUEL LAVORO.
    COMPIE UN'OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLA PRODUZIONE BELLICA . SE NE VA DALLA FABBRICA E NEMMENO ACCETTA' LA LIQUIDAZIONE CHE GLI SPETTA!
    LUI CHE AVEVA AIUTATO I FRATELLI E LA MADRE AD ACQUISTARE LA CASA IN CENTRO A TORINO , DOVE HO AVUTO L'OCCASIONE DI CONOSCERE SUA MADRE DI PERSONA NELL'82.

    Cosi come a Comiso ho conosciuto la persona che è diventata la sua compagna e dalla quale ha avuto una figlia Anneke, che svolge ORA la professione di ingegnere idraulica ed ha un figlio piccolo.
    L'ultima volta che HO SENTITO TURI in ottobre, dopo che aveva superato parzialmente il malessere che lo aveva colpito. NON racconto di proposito il motivo occasionale del suo disagio perché rispetto la riservatezza della sua sfera privata. Mi raccontava della possibilità di raggiungere sua figlia in Olanda, ma doveva riprendersi in salute per farlo. E mi diceva che era stato trattato male da un gruppo locale nei pressi di Lentini , dove praticava queste azioni antimilitariste "No Muos" . Gli avevano portato via il suo zaino fatto a mano e me lo descriveva nel dettaglio. DOPO QUESTA CACCIATA E' AVVENUTO L'EPISODIO DEL SUO DISAGIO FISICO.
    CHIEDO A VOI SE AVETE NOTIZIE PIU' DETTAGLIATE DI TURI. LO CHIEDO A BEPPE MARASSO E A SUA MOGLIE COME STA TURI? LORO MI SONO SEMPRE PARSE PERSONE ATTENTE
    LO CHIEDO ANCHE AD ALESSANDRA L'ABATE , DA FIRENZE, DI CUI AVEVO SENTITO UN MESSAGGIO DI ALCUNI GIORNI FA , GIRATOMI DA ALFONSO NAVARRA, CHE E' A ROMA PER LE ATTIVITA' POLITICHE ANTINUCLEARI.

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