Pace mediante disarmo globale o libertà di stampa?

Autore Fredrik S. Heffermehl


Commento sul Premio Nobel per la Pace 2021

Qual è la strada migliore per la pace mondiale? Non tocca deciderlo agli assegnatori norvegesi del Premio Nobel per la Pace, legalmente vincolati dal testamento di Alfred Nobel e alla sua scelta fra due procedure del tutto opposte. Se la soluzione fossero state le armi, avremmo già la pace da lungo tempo. Nobel andò al cuore del problema: l’obiettivo del suo testamento, ben più importante oggi, era liberare tutte le nazioni dal giogo delle armi, dei guerrieri e della guerra.

Come può il premio del 2021, per la “libertà d’espressione nelle Filippine e in Russia”, essere il miglior contributo a un ordine mondiale disarmato nel mondo d’oggi? La mia ricerca di 14 anni lascia senza dubbi che ai decisori norvegesi sul premio non sia mai piaciuta la visione di Nobel della pace e che abbiano usato il premio per servire le proprie idee e i propri interessi. Il comitato ha praticato un concetto di pace senza alcuna limitazione significativa e, peggio, Nobel nelle sue volontà non usò mai la parola pace. Altra pecca basilare è che hanno glorificato persone mentre il compito era promuovere un’idea politica, la pace mediante il disarmo.

La triste verità è che il premio Nobel ha fallito dall’inizio nel 1901. Anziché promuovere attivamente la pace con la cooperazione sul disarmo globale, è servito alla credenza ufficiale norvegese nella sicurezza militare e alla fiducia in una superpotenza imperiale e bellicosa. La mia ricercar, anche negli stessi archivi del comitato, rivela una repressione sistematica delle persone e delle idee che Nobel aveva in mente. In totale 114 “campioni di pace” sono stati defraudati del loro premio. Senza mostrare il minimo interesse per ciò che un premio Nobel potrebbe conseguire nel mondo d’oggi, il comitato per il premio ha recentemente scelto, invece di por fine alla propria scialba gestione, di discutere ferocemente contro l’idea del disarmo lanciando uno sfrenato attacco alla mia onestà e competenza.

Le nazioni semplicemente non possono più permettersi di continuare gli affari bellici come al solito. I costi delle gare per gli armamenti c’impediscono di trattare numerose minacce molto reali, il crollo climatico, le armi nucleari, la povertà una pandemia persistente, un approvvigionamento alimentare sempre più fragile. Dobbiamo renderci conto che i giochi di potere militari garantiscono solo eterna insicurezza e maggiore minaccia d’annientamento.

Per negare la mia critica il comitato del premio ha cominciato impudenti ripetute asserzioni che i premi sarebbero “saldamente ancorati” al testamento di Nobel, evocando ogni anno una sua espressione testamentaria a casaccio. Ma il premio 2021 alla libertà di stampa che cosa fa per il disarmo globale? Analogamente, con il programma Alimentare ONU (nel 2020), con Abiy Ahmed (nel 2019), con Mukwege/Murad (nel 2018), costoro erano forse impegnati nella smilitarizzazione globale? Quel che rende il premio del 2021 particolarmente deplorevole è che la minaccia più letale alla libertà di stampa oggi al mondo è in campo militare.

Come ha potuto il comitato mancare di contribuire a por fine la crudele persecuzione del giornalista australiano Julian Assange per aver rivelato i crimini di guerra di una superpotenza bellicosa?

Il comitato norvegese è avverso al passo più ovvio e indispensabile per promuovere la visione della pace di Nobel, annunciando l’ordine mondiale che aveva effettivamente in mente e come conseguirlo. Insiste senza vergogna a continuare ad ignorare quanto espressamente scritto nel testamento sul disarmo, indefettibilmente al servizio della politica estera norvegese. Invece di difendere i suoi 120 anni di tradimento del proprio mandato, il comitato odierno dovrebbe cominciare a servire l’idea di sicurezza, giustizia e prosperità di Nobel in un mondo smilitarizzato.

Il retro della medaglia: Shame or Fame: Norway and the Nobel Peace Prize –Presentazione per editori stranieri – inglesi e altri: https://booksfromnorway.com/books/2151-fame-or-shame

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Fredrik S. Heffermehl, cand. jur, LLM NYU, è membro della  Rete TRANSCEND per Pace, Sviluppo e ambiente ed ex-vice-presidente dell’International Peace Bureau. E’ autore di The Nobel Peace Prize, What Nobel Really Wanted [Il premio Nobel per la Pace, quel che Nobel davvero voleva](Praeger, 2010 – versioni espanse in svedese, finnico, spagnolo e [2014] russo). [email protected]http://www.nobelwill.org.


NOBEL LAUREATES, 6 Dec 2021 

Fredrik S. Heffermehl | Nobel Peace Prize Watch – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


1 commento
  1. ROSA DALMIGLIO
    ROSA DALMIGLIO dice:

    in questi giorni sono stata invitata a rispondere alla DEMOCRAZIA AMERICANA, ho scelto il testo Cinese -40 pagine sulla loro visione di DEMOCRAZIA, perchè dico questo?….. non mi piacciono le critiche sciorinate come Vangeli
    Anchio sono stata candidata al Nobel per la Pace dagli Americani, mi è stato comunicato dall'ufficio del Nobel Svedese,nessuno mi aveva informato prima e devo dire che è stato un sollievo sapere che aveva vinto l'ICAN movimento attivo per l'abolizione delle armi nucleari.
    chi è proposto al premio ha diritto di proporre una candidatura ed io ho scelto …..prima mi sono informata ed ho visto che anche STALIN era stato candidato…grazie per non avermi premiata, naturalmente non la pensa così il gruppo internazionale di collaboratori

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