Un record un cappotto e un foglio color glicine. Storie di affido

Segnalazione redazionale


Mattia Garofalo (a cura di), Un record un cappotto e un foglio color glicine. Storie di affido Prefazione di Fabio Geda, Ufficio Grafico e Comunicazione della Città di Torino, pp. 80, senza prezzo

Un record un cappotto e un foglio color glicine
La copertina “Un record un cappotto e un foglio color glicine”

«Ci voleva davvero un nuovo libro sull’affido? […] ci siamo chiesti se sarebbe stato un nuovo polveroso volume da inserire tra gli altri già esistenti sull’argomento. E poi, invece, dopo aver atteso questo libro con ansia […] abbiamo concluso che questa esperienza era necessaria […].

Il valore delle storie narrate è soprattutto legato al fatto che non sono la “solita storia, tutto bene, tutto bello”, ma sono storie vere […]. Ne emerge un quadro così vivo che chi l’affido lo ha vissuto direttamente, chi vorrà viverlo, chi lo ha vissuto da lontano, chi non lo considera neppure, si sentirà immerso e lo vivrà in prima persona. […] Dai racconti si sente viva la presenza della famiglia di origine con cui si rafforza nel tempo il legame dei bambini e dai quali, una volta cresciuti, i ragazzi spesso vogliono tornare», p. 76.

L’Affido Familiare a Torino 

Mi presti la tua Famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”

Dalla Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo sottoscritta a New York e ratificata in Italia con la Legge n° 176 del 27 maggio 1991, alla legge 184 del 1983, successivamente modificata dalla 149/2001, si stabilisce il diritto del minore di vivere, crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia, in tal senso la Città ha attivato nel corso degli anni molti interventi atti a sostenere i nuclei in difficoltà e favorire la permanenza dei minori nelle loro famiglie di origine.

Quando questo non è possibile o sufficiente, così come vuole la legge, si attua l’affidamento famigliare. Questo prevede l’accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un bambino/a o di un ragazzo/a per offrirgli l’attenzione, le cure, l’affetto e la serenità di cui ha bisogno per crescere, rispettando la sua storia personale e familiare. Durante questa esperienza viene mantenuto il legame tra i bambini e le loro famiglie di nascita che, contemporaneamente, sono aiutate a superare le proprie difficoltà.

La Città di Torino vanta una lunga tradizione in tema di affidamento familiare. Dal 1976, anno della prima deliberazione istitutiva dell’affidamento familiare, la Città ha maturato una grande esperienza in materia. Ha assunto nel corso del tempo ulteriori provvedimenti individuando nuove tipologie di affido, quali l’affidamento a parenti (1980), l’affidamento diurno (1986), la prosecuzione dell’affido oltre i 18 anni (1990), le famiglie-comunità (1994), il “progetto neonati” (1995), progetti di autonomia per adolescenti (2001), l’affidamento di famiglia ad altra famiglia (2003).

La Casa dell’Affidamento

Nel 2000 la Città ha attivato la “Casa dell’Affidamento”*, […] riferimento operativo e progettuale per tutte le Famiglie, le Associazioni e gli operatori che sul territorio si occupano di affidamento.

La “Casa dell’Affidamento” fornisce le informazioni agli interessati; accoglie per i primi colloqui gli aspiranti affidatari. Organizza momenti informativi, percorsi di conoscenza per le persone che hanno dato la disponibilità all’affido, attiva gruppi di sostegno per gli affidatari. L’attività di conoscenza delle persone disponibili all’affidamento e l’attività di abbinamento dei minori alla famiglia richiedono un intervento professionale integrato; per cui l’attività degli assistenti sociali è affiancata da quella di psicologi adeguatamente preparati per i fini specifici.

Chi può diventare genitore affidatario?

Tutte le famiglie, le coppie e le singole persone che si sentono disponibili a vivere un’esperienza di genitorialità sociale e che hanno nella propria vita e nella propria casa lo spazio per accogliere un’altra persona. […] A questo fine, i Servizi Sociali del Comune di Torino e le famiglie a oggi coinvolte nel Progetto PIPPI, stanno cercando famiglie d’appoggio che abbiano voglia di sperimentarsi in questa sfida e di affrontare un percorso insieme.

*La Casa dell’Affidamento del Comune di Torino è un luogo di incontro dedicato a questo tema. Ha il compito di informare, sensibilizzare e organizzare momenti di approfondimento per tutti coloro che sono interessati.

La Casa dell’Affidamento si trova in corso Unione Sovietica, 220/D a Torino. È aperta per informazioni e colloqui dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Si possono richiedere informazioni e fissare appuntamenti telefonando al numero verde 800-254444.

Sul sito è possibile trovare materiali, informazioni utili e aggiornamenti sulle iniziative in corso.


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