YOUNG diverCITY. Approcci pluralistici e dialogo orizzontale per definire nuove politiche giovanili


YOUNG diverCITY

L’idea

YOUNG diverCITY è un’esperienza di dialogo strutturato: uno spazio orizzontale e inclusivo all’interno del quale 300 giovani, di un’età compresa tra i 12 e i 29 anni, provenienti da diversi contesti, hanno la possibilità di impegnarsi con i decisori politici per riscrivere le politiche giovanili mettendole al centro dello sviluppo locale e rispondendo alla pandemia a Settimo Torinese. YOUNG diverCITY adotta i tre stage della Strategia per la gioventù dell’UE per la promozione della cittadinanza giovanile: Coinvolgi, Potenzia e Connetti.

Dove si svolgerà il progetto?

A Settimo Torinese, Città metropolitana di Torino, Piemonte, Nord Ovest dell’Italia.

Qual è la sfida sociale specifica che questa regione deve affrontare?

Gli spazi pubblici sono ormai chiusi da un anno, mentre le scuole sono state occasionalmente aperte. Tutto ciò ha avuto un forte, negativo impatto sul benessere dei giovani e sulla loro capacità di alzare la voce: YOUNG diverCITY infatti mira a

  • Promuovere il confronto.
  • Seguire la metodologia dell’educazione non formale, tra i giovani e i decisori politici sulle innovative politiche giovanili.
  • Sviluppare una strategia cittadina per le persone giovani che includa la loro visione.
  • Coinvolgere nell’esperienza del dialogo strutturato le persone giovani provenienti da diversi contesti e realtà.
  • Promuovere una cittadinanza attiva dei giovani così come rinforzare la fiducia verso le istituzioni e gli adulti, promuovendo una visione positiva dei giovani.

Perché lo state facendo?

Il progetto si concentra nell’impegnare adolescenti e giovani tra i 12 e i 29 anni. A Settimo vivono 8128 adolescenti e giocai (dei quali 756 non sono italiani). Il 20% sono NEETs e il 15% hanno lasciato la scuola prima della fine dei loro studi. I bisogni e le esperienze degli adolescenti e dei giovani adulti sono molto diversi ma sono situati in un continuum che non è temporale. Essi richiedono una visione politica olistica che li coinvolga personalmente. La pandemia ha gravato fortemente sui giovani e adolescenti, i servizi territoriali riportano un incremento degli episodi di sofferenza, autolesionismo, un aumento dei disordini psicologici, un incremento degli abbandoni della scuola, ma anche atti di vandalismo negli spazi pubblici del territorio.

Qual è il piano?

Tre fasi principali:

COINVOLGIMENTO: le esalta che lavorano con i giovani coinvolte nel progetto ideeranno un minimo di 20 micro-azioni per il coinvolgimento giovanile. Le micro-azioni sono attività che coinvolgono piccoli gruppi di giovani, possono usare differenti metodologie, in base alla missione specifica della realtà che la organizza e al gruppo target. L’obiettivo delle

micro-azioni è quello di moltiplicare i canali di partecipazione per i giovani che vengono da diverse realtà e aiutare i gruppi di giovani persone a sviluppare una visione sulle politiche giovanili per un dialogo strutturato.

CONNETTERE: due giorni di dialogo strutturato, facilitato attraverso gli strumenti dell’educazione non formale, tra i 300 giovani locali ed i decisori politici. Il dialogo strutturale

costruisce uno spazio di conoscenza reciproca e confronto. Durante il primo giorno, i giovani saranno un grado di presentare la loro visione, sviluppata durante le microazioni, agli altri giovani. Durante il secondo giorno, divisi in piccoli gruppi e accompagnati da trainers competenti, giovani e adolescenti si confronteranno con i decisori politici.

POTENZIARE: la fase che prevede la stesura collettiva di linee guida per l’elaborazione delle politiche giovanili di Settimo e la costituzione di un gruppo di monitoraggio per proseguir il dialogo con l’amministrazione locale sullo sviluppo e l’applicazione degli orientamenti per la politica territoriale della gioventù.

Quali sono i risultati attesi?

YOUNG diverCITY Mira a costruire collettivamente linee guida per le nuove politiche giovanili di Settimo Torinese a seguito del coinvolgimento dei giovani, costruiti su di una dimensione orizzontale e dialettica e progettata dando valore alla diversità e all’inclusione.

I 300 giovani vivranno l’esperienza della cittadinanza attiva, influenzando direttamente il loro senso individuale di efficacia di sé e il loro ruolo positivo nella comunità.

Una piattaforma per la collaborazione all’interno della società civile e ricostruita e consolidata tramite un obiettivo concreto, lo sviluppo delle linee guida e il monitoraggio del loro implemento, con lo scopo di rafforzare i modi in cui i giovani possono assumere un ruolo attivo nella costruzione della propria comunità.

In che modo l’idea rafforza la cittadinanza attiva a livello locale e  comunitario?

YOUNG diverCITY è un progetto di dialogo strutturato. Il dialogo strutturato è uno spazio non formale nel quale i giovani e i decisori politici si confrontano in piccoli gruppi, discutendo visioni riguardanti il futuro dei giovani locali.

Il dialogo strutturale è orizzontale. Esso permette a coloro che sono solitamente silenziosi (giovani, stranieri) di prendere il palco e dare voce alla diversità. Il dialogo strutturale è preparato tramite una fase intensa di coinvolgimento giovanile (micro-azioni) che accompagna i 300 giovani a prendere parte al dialogo in maniera coscienziosa e informale. Inoltre, è stato creato un posto per differenti gruppi di giovani per presentare le loro riflessioni. Infine, il progetto mira a creare un gruppo per monitorare l’attuazione da parte delle istituzioni locali delle linee guida derivanti dal confronto.

Perché questa idea è importante per voi?

Siamo tutti convinti che lo sviluppo della comunità possa e debba partire dai giovani e vogliamo ascoltarli.

Ilaria Zomer, educatrice alla pace del Centro Studi Sereno Regis, lavora da diversi anni nella formazione di giovani facilitatori per lo sviluppo comunitario.

Paola Pesci, dipendente del Comune di Settimo Torinese, settore politiche giovanili, da 20 anni impegnata nella valorizzazione del ruolo dei giovani sul territorio.

Irene Galletti, ha numerose esperienze di peer-leadership in gruppi giovanili che si occupano di advocacy, riappropriazione degli spazi urbani e innovazione nei processi partecipativi. Presidente dell’A.P.S. “Tavolo Giovani”.

Michele Pizzino, direttore della Casa dei Popoli, lavora da 20 anni nell’educazione globale dei giovani.

Creativi

Chi c’è dietro?

Ilaria Zomer
centro studi sereno regis
Italia

Chi sta unendo le forze?

Città di Settimo Torinese
Italia

Casa dei Popoli Onlus
Italia

Tavolo Giovani Settimo Torinese APS
Italia

Coinvolgeremo anche 6 scuole superiori e una scuola professionale presenti sul territorio, il locale centro di accoglienza per richiedenti asilo e circa altre 20 associazioni culturali, giovanili, religiose, sportive


Civic Europe è un incubatore per iniziative civiche radicate localmente, organizzazioni e individui nell’Europa centrale, orientale e meridionale realizzato da MitOst e Sofia Platform, finanziato da Stiftung Mercator.


Fonte: Civic Europe
Traduzione di Chiara Roero per il Centro Studi Sereno Regis


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