Guerra e cinema. Logistica della percezione

Semi-recensione di Cinzia Picchioni


Guerra e cinema
Guerra e cinema. Logistica della percezione | La copertina

Paul Virilio, Guerra e cinema. Logistica della percezione, Lindau, Torino 20183, pp. 174, € 19,00

Lo so che un bravo giornalista non dovrebbe usare aggettivi.

Ma d’altra parte io non sono una giornalista (semmai farei la giornalista, giacché è un mestiere che come tutti i mestieri si fa e non si è).

In compenso sono affetta da “cinemite” e la casa editrice del libro presentato questa settimana (www.lindau.it) nasce come “cinematografica”:

Il marchio Lindau è passato negli anni da leader nella produzione di saggistica cinematografica a punto di riferimento nel dibattito culturale. […] Con più di 1000 titoli pubblicati e oltre 70 novità annue, il panorama degli argomenti trattati è ormai molto ampio […], dal cinema, all’attualità politica e culturale, alla storia, alla scienza e alla psicologia.

Nel 2000 abbiamo acquisito uno storico marchio dell’editoria alternativa, le Edizioni L’Età dell’Acquario. Successivamente abbiamo lanciato […] La Fontana di Siloe, un marchio interamente riservato ai libri di argomento religioso e Il Quadrante, marchio dedicato ai libri su Torino e il Piemonte. L’ultima novità è stata l’acquisizione di Melchisedek, storico editore di libri di argomento esoterico.

A causa della “febbre da cinema” ho subito notato l’inserto fotografico che non poteva mancare  all’interno del libro Guerra e cinema; e altrettanto subito sono andata a vederlo. E allora ecco qua l’immancabile aggettivo relativo a quelle foto, in bianco e nero: evocative (anzi esagero: evocativissime. Forse non si dice neanche, ma i brividi ci sono stati!).

Poi, al di qua e al di là dell’inserto fotografico, c’è tutto il resto.

«Questo libro sviluppa un approccio ancora inesistente o quasi, quello dell’utilizzazione sistematica delle tecniche cinematografiche nei conflitti durante il XX secolo. Infatti, dopo le note necessità strategiche e tattiche della cartografia, […] in attesa dell’attuale videocontrollo del campo di battaglia, la prima guerra mondiale vide svilupparsi l’uso intensivo delle sequenze filmate nella ricognizione aerea. […] Strumento di mira indiretta, complementare a quello delle armi di distruzione di massa, l’oculare della macchina da presa imbarcata a bordo degli aeroplani prefigura dunque una mutazione sintomatica dell’acquisizione di obiettivo, una derealizzazione crescente dello scontro militare in cui l’mmagine si prepara ad avere la meglio sull’oggetto, il tempo sullo spazio, in una guerra industriale dove la rappresentazione degli eventi domina la presentazione dei fatti […] Guerra delle immagini e dei suoni che sostituisce la guerra degli oggetti» [dalla Prefazione dell’autore, p. 5].


Paul Virilio

Paul Virilio (Parigi, 4 gennaio 1932-Rueil Malmaison, 10 settembre 2018) è stato filosofo, scrittore, urbanista, teorico culturale, esperto di nuove tecnologie, tecnico della dromologia. Già professore emerito del’Ecole Spéciale d’Architecture di Parigi, era noto principalmente per i suoi scritti sullo sviluppo della tecnologia in relazione alla velocità e al potere, con vari riferimenti all’architettura, l’arte, la municipalità e le forze armate. Fu autore di una riflessione critica sulla pervasività delle nuove tecnologie nelle nostre società. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo Estetica della sparizione, L’università del disastro, L’arte dell’accecamento, L’incidente del futuro, L’orizzonte negativo e Guerra e cinema


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