L’Afghanistan che non ci hanno raccontato

Autore
Alessandro Marescotti


L'Afghanistan che non ci hanno raccontato
Foto Carpetblogger | Fonte: Flickr CC BY-NC-ND 2.0

La scomoda verità che in queste ore non emerge. L’Afghanistan che non ci hanno raccontato


Il presidente del Tribunale di appello della Corte penale internazionale, nel marzo dell’anno scorso, aveva dato mandato di indagare sui crimini di guerra e contro l’umanità in Afghanistan. Ma il Dipartimento di Stato USA l’aveva definita “un’azione scioccante” opponendosi a ogni indagine.15 agosto 2021

Come mai i cosiddetti “talebani” stanno riconquistando l’Afghanistan senza neppure combattere? 


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C’è una scomoda verità che in queste ore non emerge. Ed è questa: le truppe che dovevano portare la libertà e la democrazia in Afghanistan in questi venti anni si sono fatte odiare. Non solo erano percepite come truppe d’occupazione, ma hanno agito con la tipica insensibilità e brutalità delle truppe di occupazione.

Qualcosa non ci hanno raccontato, altrimenti non comprenderemmo la rovinosa attuale fuga degli americani che assomiglia a quella dal Vietnam. 

La Corte penale internazionale

Andiamo per ordine e vediamo che cosa è la Corte penale internazionale (International Criminal Court, ICC). E’ un tribunale per crimini internazionali che ha sede a l’Aia e ha competenza per i crimini di guerra. Piotr Hofmanski, presidente del Tribunale di appello della Corte penale internazionale, lo scorso anno ha dichiarato: “La procuratrice è autorizzata a iniziare un’inchiesta sui presunti crimini compiuti sul territorio afghano a partire dall’1 maggio 2003, così come su altri presunti crimini legati al conflitto armato in Afghanistan”.

La Corte penale internazionale può intervenire se e solo se gli Stati non possono (o non vogliono) agire per punire crimini internazionali.

L'Afghanistan che non ci hanno raccontato

La risposta del Dipartimento di Stato Usa non è stata per nulla positiva e ha definito questa iniziativa come “un’azione scioccante presa da un’istituzione politica mascherata da organismo giuridico”.

Ma se le truppe americane portavano la libertà e la democrazia perché tanta paura di queste indagini?

La verità è che casi come Habibullah e Dilawar, incatenati al soffitto e picchiati fino alla morte nel 2002, non furono casi isolati ma solo l’inizio di una lunga scia di violenze, spesso gratuite e sadiche. Violenze che i militari americani avevano imparato negli addestramenti, in cui il sadismo era parte del tipo di educazione da introiettare. In Afghanistan si sono comportati più o meno come in Vietnam.

Soldati USA, il sadismo dell’addestramento militare

E che dire del soldati australiani che in Afghanistan imponevano ai più giovani di uccidere fuori dai combattimenti come rito di iniziazione militare?

Occorre ammettere la scomoda verità, ossia che i militari che hanno occupato l’Afghanistan non si sono fatti amare ma anzi si sono comportati spesso peggio dei talebani.

Chi è il nemico?”

Solo aprendo gli odiosi archivi di guerra – basti pensare agli Afghanistan Papers – di questi venti anni possiamo comprendere la ragione della fuga disordinata dall’Afghanistan e dell’avanzata di chi, per venti anni, non ha smesso di resistere e di ottenere – nel bene o nel male – il sostegno della popolazione.


Nota: In questi venti anni noi pacifisti siamo stati continuamente rimbrottati per la nostra opposizione alla missione militare. Avremmo dovuto essere invece “orgogliosi” di questa missione militare. Ecco quello che diceva Massimo D’Alema sull’Afghanistan



Fonte: L’Afghanistan che non ci hanno raccontato, Peacelink, 15 agosto 2021

2 risposte a “L’Afghanistan che non ci hanno raccontato”

  1. BOTTINI DI GUERRA OCCULTI: L'OPPIO AFGANO

    Il commercio di droga sponsorizzato dai britannici fu una delle cause del crollo dell’Impero cinese. La tossicodipendenza toccò vette mai viste prima in Cina, forzando ben presto le autorità governative a mettere fuorilegge il consumo degli oppiacei per via dei suoi effetti nocivi e distruttivi.

    L’oppio divenne uno degli strumenti principali della politica britannica in Asia; la dipendenza diventava un mezzo per sfruttare Nazioni, popoli ed economie della regione. Contemporaneamente, i ricavi del traffico d’oppio andavano a sostenere il commercio di schiavi destinati all’uso nelle piantagioni del cosiddetto Nuovo Mondo dall’altra parte dell’Atlantico. I profitti del mercato degli oppiacei erano talmente significativi e rilevanti che Londra arrivò al punto di dichiarare guerra alla Cina per avere tentato di ostacolare il suo commercio.

    Il Celeste Impero ribadì il bando sull’oppio nel 1799, ma le compagnie e i mercanti britannici si limitarono semplicemente a ignorare il divieto. La messa fuorilegge degli oppiacei in Cina finì per influire negativamente sul commercio mondiale, contribuendo a un innalzamento del prezzo di mercato.

  2. La NATO in Afghanistan – Anteprima di "La Globalizzazione della Nato".La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.

    La collocazione dell'Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.

    Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.
    Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.
    In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.
    Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.

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