La danza tormentata del colonizzatore sionista

Autore
Mazin Qumsiyeh


Nelle ultime 48 ore sono stato intervistato da molti organi d’informazione sugli avvenimenti qui [in Palestina]. Il mio messaggio, oltre a riferire quel che sta effettivamente accadendo sul terreno [bombardamenti di Gerusalemme, uccisioni da parte dell’IDF (militari israeliani)], è semplice: questo non è un “conflitto” né una disputa di confine, né una problematica tribale o religiosa; è null’altro che l’ultimo accesso d’ira del sistema coloniale dei coloni, non stabilizzato: è la danza tormentata del colonizzatore sionista.

Mi aspetto che le cose si faranno ancora un po’ peggiori (sempre il buio più fitto prima dell’alba). Bombardare quartieri civili, sparare a dimostranti disarmati, e mentire, sono un marchio di fabbrica di tutti gli incontri coi nativi delle potenze coloniali europee; com’è valso in SudAfrica in regime d’apartheid e in America dopo la colonizzazione spagnola e britannica, così vale in Palestina con la colonizzazione ebraica europea.


La danza tormentata del colonizzatore sionista
Aree civili di Gaza bombardate dalle forze dell’apartheid.

I funzionari coloniali come il corrotto leader Benjamin Netanyahu (originariamente Mileikowsky proveniente dalla Polonia) sono fieri del sistema di difesa cosiddetto “Cupola di ferro” contro i razzi della resistenza palestinese di Gaza (ma la cupola funziona solo molto limitatamente ed è molto costosa: 40.000 dollari per missile); con oltre 1000 missili lanciati la settimana scorsa, sono 40 milioni di dollari a carico dei contribuenti USA solo per una settimana di attività; i quali contribuenti avallano ovviamente la spesa contro voglia (grazie alla lobby sionista a Washington), per difendere l’apartheid israeliano (4 miliardi di dollari annualmente solo in aiuti militari – più dell’aiuto estero all’Africa subsahariana e all’America Latina insieme). Tutto ciò di modo che Israele possa progredire nelle sue politiche illegali e razziste di pulizia etnica a Gerusalemme e oltre.

Così gli USA continuano a essere complici delle violazioni al diritto internazionale comprensive di crimini di guerra e contro l’umanità. Ad esempio 12 bambini uccisi solo in una settimana a Gaza con armi fornite dagli USA. Ma la nuova equazione ha mostrato che abbiamo alle spalle l’era in cui possanza militare, muri ed eserciti potevano dettare il futuro; sarà la gente a dettarlo. Gli oltre 13 milioni di palestinesi (7,5 milioni dei quali profughi e sfollati) sostenuti da centinaia di milioni di esseri umani decenti al mondo non soccomberà alla forza brutale dei coloni/occupanti/ladroni.


La danza tormentata del colonizzatore sionista

Già solo i sorrisi in viso ai giovani palestinesi mentre vengono rapiti da criminali bardati di armi (noti anche come forze di sicurezza israeliane) ci dà speranza in un futuro radioso. La Palestina verrà liberata! Dimostrazioni ce ne sono state. Non solo in città palestinesi (occupate) come Jaffa, Haifa, Lod, Betlemme, e Gerusalemme ma in oltre 100 altre città da Washington DC a New York a Londra ad Amman a Sanaa etc. Tutti vedono e sentono la necessità di liberare la Palestina – tutta la Palestina. Anche questo è notevole nonostante i media mainstream manipolati che cercano di nascondere e offuscare (perfino quando riferiscono fatti parlano di “scontri”, nascondendo che si tratta di oppressione coloniale contro gente oppressa) e i governi che colludono, finanziano, o normalizzano i rapporti con il regime di apartheid.

Questa è una delle cause più giuste al mondo lasciata tuttora irrisolta. L’ultimo round è cominciato lo scorso 12 aprile. Gli occupanti israeliani hanno iniziato l’ultimo round per tentare di limitare il numero di musulmani a Gerusalemme nel loro sforzo implacabile di giudeizzare la città.. Per me personalmente Gerusalemme è la mia città. Io ero un insegnante di scuola superiore lì e vivo tuttora in un suo sobborgo chiamato Betlemme (a 5 km dal centro urbano). Che Israele neghi a me e a milioni di altri il diritto perfino di visitare la nostra città (occupata illegalmente secondo il diritto internazionale) non sarà accettato. Saremo liberi.

La mia raccomandazione al pubblico israeliano è di decolonizzarsi la mente. Inoltre deve lasciar cadere l’illusione della supremazia / dell’eccezionalismo ebraico, di far tornare i profughi e sedersi con noi per forgiare un futuro di pace con giustizia per tutti! Cupole di ferro, muri d’apartheid in cemento armato, fissazioni illusorie di distruggere la terza moschea più sacra all’Islam, e tutte le altre “misure” intraprese non sono altro che controproducenti.

Ed eccovi tre articoli volti al futuro che ho scritto molti anni fa e che sono rilevanti attualmente e mi rammentano di mantener viva la speranza:


NOTE

Sheikh Jarrah: scontri, baruffe, conflitto – eufemismi dei media occidentali per la violenza d’Israele

https://www.middleeasteye.net/opinion/sheikh-jarrah-israel-palestine-western-media-coverage-euphemism

Danza tormentosa del colono

Il 9 maggio 2011 Haaretz pubblicò che il direttore generale del ministero della difesa maggiore generale (di riserva) Udi Shani aveva detto che Israele programma d’investire quasi 1 miliardo di dollari nei prossimi anni per sviluppare e produrre batterie Iron Dome [cupola di ferro]. “Non stiamo approcciando il tema per capacità operative iniziali. Stiamo definendo l’obiettivo finale per assumere tali sistemi a livello di tempistica e finanziamenti. Prospettiamo di avere 10–15 batterie Iron Dome, investondoci quasi 1 miliardo didollari, oltre ai $ 205 milioni autorizzati dal governo USA” ha detto Shani.


Mazin Qumsiyeh

Mazin Qumsiyeh, professore associato di genetica e direttore dei servizi citogenetici alla Scuola di Medicina della Yale University, è fondatore e presidente della Holy Land Conservation Foundation ed ex-presidente della Società di Genetica del Medio Oriente. Ha vinto il Premio per l’Attivismo Raymond Jallow del Comitato nazionale AraboAmericano Anti-Discriminazione nel 1998. È cofondatore e tesoriere nazionale di Al-Awda, la Coalizione per il Diritto al Ritorno in Palestina, e ha scritto ampiamente sul Medio Oriente. Qumsiyeh è membro della Rete TRANSCEND per Pace Sviluppo Ambiente; autore di Sharing the Land of Canaan[Condividere la terra di Canaan] Popular Resistance in Palestine: professore alla Bethlehem University e direttore del Palestine Museum of Natural History a Betlemme. http://palestinenature.org


TRANSCEND MEMBERS, 17 May 2021 | Mazin Qumsiyeh | Popular Resistance – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


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