La forza di polizia: uno studio criminologico sulla violenza


Autrice
Teresa Grillo


Seminario di presentazione del volume di Roberto Cornelli, La forza di polizia: uno studio criminologico sulla violenza, pubblicato da Giappichelli nel 2020.

Nel 2020 viene pubblicato l’ultimo libro di Roberto Cornelli La forza di polizia: Uno studio criminologico sulla violenza, Giappichelli, Torino.

La forza di polizia: uno studio criminologico

Il libro è l’esito di un percorso di ricerca che affronta in modo interdisciplinare i principali nodi teorici che intrecciano l’agire di polizia col tema della violenza, proponendo una lettura della forza di polizia che prende le distanze dalla vulgata delle mele marce (o delle piante malate), per mettere in risalto la semantica del gesto violento che emerge nell’intersezione tra diversi processi di legittimazione dell’azione di polizia.

Roberto Cornelli è Professore Associato nell’Università di Milano-Bicocca dove svolge la propria attività didattica e scientifica nei settori della Criminologia, della Giustizia Penale e della Politica Criminale. In particolare, è autore di libri e articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali sulla paura della criminalità, sulle tendenze della criminalità nelle società contemporanee, sulle polizie, sugli orientamenti di politica criminale e sulle politiche di sicurezza urbana.

Riflessioni

  • L’uso della forza comporta dilemmi etico-politici. Cosa accade nelle nostre democrazie? Qual è il rapporto tra il potere e le libertà? La democrazia conta: preme, pone dei limiti, contrasta quell’idea di polizia moderna (sviluppatasi a partire dal 1800) che correla la polizia e il Governo.
  • L’uso legittimo della violenza. La disciplina giuridica limita l’uso della forza. La soglia di legittimità della violenza varia a seconda dell’ordine sociale corrente (“categorie” escluse dal progetto politico definito giusto in quel dato momento storico).
  • La versione psico-patologica della violenza di polizia: come vive il suo ruolo l’agente di polizia? La polizia è chiamata a prendere decisioni nell’immediatezza (condizione di stress). Gli elementi “oggettivi” sono sempre interpretati in modo “soggettivo” dall’agente. Difficile è l’interpretazione sociologica.

Quindi spesso non solo chi si avvicina alle polizie dall’esterno ma persino coloro che sono parte delle istituzioni del controllo hanno una visione approssimativa e stereotipata del loro lavoro, legata più al fare polizia che al significato del fare polizia in una società democratica. Il tema del saggio criminologico è molto attuale se si pensa alle vicende degli ultimi mesi che hanno visto al centro del dibattito pubblico proprio l’uso della forza da parte della polizia. 


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