Appello | No all’antiziganismo e all’emarginazione dei poveri


Immagine di repertorio | Photo by Johann Walter Bantz on Unsplash

Le Istituzioni locali, le Giunte Comunale di Torino e della Regione, vogliono far diventare il Piemonte la prima regione senza Rom e senza poveri a chiedere l’elemosina nel centro città. 

Dopo i numerosi sgomberi e il “progetto speciale” del Comune di Torino per il superamento del campo di via Germagnano, possiamo affermare che si è creata una situazione di ANTIZIGANISMO istituzionale in Piemonte, e in particolare nella città di Torino?

Le azioni di sgombero hanno incrementato il conflitto tra i poveri, e la giunta Regionale ha colto l’occasione per varare emendamenti anti Rom che rischiano di innescare un circolo senza uscita per più di 2.200 poveri.

In “Germagnano” il non aver programmato e concordato una possibile soluzione abitativa e lavorativa, il non aver creato un progetto condiviso, l’aver agito con superficialità pensando solo a liberare l’area, ha buttato in strada molte persone, circa 250, che prima vivevano nei campi “abusivi e non” e che, non sapendo dove vivere, hanno trovato come soluzione l’occupazione delle case vuote di edilizia popolare o rimanere sulla strada creando (nuovi) insediamenti abusivi. Altre persone sono tornate al “nomadismo forzato”, fenomeno ormai superato dalla maggior parte dei Rom. Sono tutte soluzioni non giuste e che possono portare a gesti
dettati dalla disperazione.

Le persone Rom (circa 170) dell’unico campo dove è ancora permesso abitare, fino allo sgombero “promesso” dalle istituzioni, si sentono sotto costante minaccia e preoccupazione. Finiranno anche loro con un allontanamento senza prospettiva?

Ovviamente queste azioni di sgombero senza progetto, organizzate dal Comune di Torino, creano conflitti nelle periferie, una guerra tra i poveri, contrapponendo gli ultimi ai penultimi. Le periferie diventano un
terreno di scontro e di conflitto permanente. E le Istituzioni, che fanno? stanno alla finestra? Questa “non gestione istituzionale” provoca solo un ANTIZIGANISMO diffuso tra gli individui delle periferie.

La casa, o meglio l’abitare, è un diritto di tutti. L’abbattimento di una baracca, seppur fatiscente e insalubre, come sono quelle di un campo spontaneo, racchiude in sé un atto violento: la cancellazione di un’abitazione, di ricordi, di zone protette, di un posto privato.

Un altro colpo è arrivato dalla Regione Piemonte. In queste settimane sembra che alcuni politici della Regione stiano fomentando un nuovo capitolo della guerra ai poveri, invocando gli sgomberi delle case popolari occupate, a Torino e provincia.

Inoltre, nella revisione della legge sul turismo, un assessore della Regione ha vietato la sosta dei camper per più di 48 ore, pena il sequestro del mezzo, scrivendo che non è contro i turisti ma direttamente contro i Rom. Una legge su base etnica a tutti gli effetti? Quindi: ne’ campo, ne’ casa, ne’ camper. Si prospetta una espulsione dei poveri, in particolare Rom, in Piemonte?

Anche UNAR si è espresso sulla legge regionale piemontese sul turismo chiedendo di non procedere perché introduce discriminazioni su base etnica. Con la modifica all’articolo 21 della vecchia disciplina regionale i più disperati andranno incontro anche al “sequestro amministrativo del mezzo mobile di pernottamento”. L’accanimento anti-Rom ha dato vita a questo emendamento contro tutti i Poveri e i Disperati di tutte le etnie e provenienze. Si continua a colpire chi non ha più un tetto sotto il quale potersi riparare e ora, grazie a questo emendamento, non potrà più avere nemmeno un tetto di lamiera.

L’ultimo colpo sotto la cintura è arrivato dalla vice Sindaca di Torino che, allineata al comandante dei vigli che considera il centro di Torino un “Bancomat” per i senzatetto che chiedono l’elemosina, ha così detto: “Il denaro spesso ci scarica la coscienza, ma a volte non fa del bene alle persone”.

In questo periodo di Covid con la chiusura dei negozi e con ridotti movimenti nella città, i poveracci senza tetto non riescono più a mangiare, altro che “Bancomat” e arricchimenti. Vergogna! Vergogna! Anche solo a pensarlo.
Queste leggi e queste azioni colpiscono i più deboli, gli ultimi, chi non ha più una casa dove poter vivere. In questo caso sono sempre i disperati a pagare il prezzo più alto.

Chiediamo un adeguamento dei toni, bandire i metodi razzisti e il rispetto dei diritti fondamentali come quello dell’abitare, soprattutto durante il difficile periodo del Covid nel quale i poveri aumentano e le situazioni di sussistenza diminuiscono drasticamente.

Vogliamo spezzare i pregiudizi che si alimentano quando si generano i conflitti e le Istituzioni sono assenti. I poveri non hanno colore della pelle, etnie particolari, lingua o religione, i poveri sono poveri ed è per loro che chiediamo giustizia, solidarietà e dignità.


Promotori: Centro Socio-Culturale Rom Sinti Caminanti per il Futuro; UCRI Unione Comunità Romanès in Italia


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