Nella società della cura nessuno può essere lasciato indietro

Nella società della cura
Foto di Sara Vaccari da Pixabay

Il dono di Natale arriva oggi 22 dicembre

La società della cura (alla quale anche il nostro centro ha dato la sua adesione) è un percorso nato durante il lockdown, coinvolgendo gruppi, associazioni, movimenti, reti sociali, con l’obiettivo di non sprecare le lezioni della pandemia, affrontare il collasso climatico e l’ingiustizia sociale ripudiando la gerarchia di valori e poteri che governa il mondo, per costruire la società della cura di sé, degli altri, del pianeta.

Si propone di rendere visibile un progetto di società alternativa, evitando che come al solito i diversi diritti e bisogni vengano messi uno contro l’altro

Il Movimento No TAV ha aderito al processo di convergenza dell’iniziativa contribuendo alle proposte di fermare la Torino-Lione e tutte le Grandi Opere Inutili e Imposte.

L’emergenza sanitaria prosegue e la crisi economica, dentro una crisi ecologica globale, rende più profonde le diseguaglianze sociali, culturali e di genere. Le politiche sinora adottate hanno approfondito la disgregazione delle relazioni sociali, fasce sempre più estese di popolazione entrano nella povertà. Incuranti delle sofferenze provocate dalla diffusione della pandemia senza controllo, governo, regioni e lobby economiche stanno costruendo un piano di accesso ai fondi europei (Recovery Fund) che perpetua un modello insostenibile e non affronta organicamente la crisi sistemica sanitaria, economica, ambientale e climatica.

Non è questa la strada da seguire. Niente può essere più come prima, per il semplice motivo che è stato proprio il prima a causare il disastro.

Bisogna uscire dall’economia del profitto e costruire un altro modello di società, partendo dal paradigma del prendersi cura di sé, dell’altr*, del vivente, del pianeta e delle future generazioni, e assumendo compiutamente l’idea che nessun* si salva da sol* e nessun* può essere lasciat* indietro.

Ecco perché il 22 dicembre consegniamo in dono a tutte le istituzioni locali e nazionali le proposte per uscire ora dall’emergenza, condivise da 350 realtà collettive e da oltre 1200 persone attive individualmente nel costruire le basi di una società della cura.

Proposte che individuano 175 miliardi di risparmi immediatamente possibili e contestualmente ne propongono la destinazione:

40 mld per la sanità, 30 per la scuola, 30 per i trasporti pubblici, 25 per le politiche sociali, 50 per l’aiuto al reddito e i ristori.

I soldi ci sono, ecco dove prenderli:

Tassa Patrimoniale

Proponiamo una tassa straordinaria del

  • 0,5% sulla ricchezza patrimoniale compresa fra i 500mila e 1 milione di euro;
  • 2% su quella compresa fra 1 milione e 100 milioni di euro;
  • 3% sulla ricchezza patrimoniale compresa fra 100 milioni e 1 miliardo;
  • 5% su quella superiore al miliardo di euro.

L’introito previsto è di 25 miliardi.

Tassa Paperoniale

Proponiamo una tassa straordinaria del 3% su tutti i portafogli finanziari con valore superiore a 880.000 euro, ovunque detenuti, da persone fisiche o giuridiche aventi cittadinanza italiana al momento dell’entrata in vigore. L’introito previsto è di 10 miliardi.

Web Tax

Proponiamo una web tax con un’aliquota del 30% per società con un ammontare complessivo di ricavi annui non inferiore ai 500 milioni di euro e un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiori ai 2,5 milioni di euro. L’introito previsto è di 8 miliardi.

Financial Transaction Tax

Proponiamo una tassa con aliquota differenziata dal 0,1 al 0,8% a seconda della natura più o meno speculativa dello strumento finanziario utilizzato, da applicare a tutte le transazioni finanziarie (scambi di azioni, obbligazioni, scambi valutari e contratti derivati) sia sui mercati regolamentati che over the counter (OTC). L’introito previsto è di 4 miliardi.

Riduzione drastica delle spese militari (10,8 miliardi/anno)

Proponiamo il blocco di tutti i nuovi programmi di riarmo. Il risparmio previsto è di 6 miliardi; la fine di tutte le missioni militari all’estero, nonché di ogni fornitura militare a Paesi che violano i diritti umani e il diritto internazionale. Il risparmio previsto è di 1 miliardo; la riduzione strutturale del 20% delle spese militari. Il risparmio previsto è di 3,8 miliardi.

Abrogazione dei sussidi ambientalmente dannosi (23,2 miliardi /anno)

Proponiamo di abrogare da subito tutti i sussidi diretti alle fonti fossili, il finanziamento di industrie “sporche” che utilizzano rifiuti e residui domestici e speciali per produrre carburanti e energia elettrica, gli incentivi alle produzioni inquinanti e dannose per la salute, lo sfruttamento dei beni comuni.Proponiamo di incentivare concretamente filiere reversibili come quella Rifiuti Zero e avviando dispositivi per una economia circolare basata su cicli bioecologici e relazionali. Il risparmio previsto è di 23,2 miliardi.

Cancellazione delle grandi e piccole opere inutili e dannose (30 miliardi)

Proponiamo la cancellazione di tutte le grandi e piccole opere che sono clima-alteranti, nocive e dannose per la salute, devastanti dal punto di vista ambientale e tra le cause del dissesto idrogeologico, e per questo osteggiate dalle comunità territoriali coinvolte. Il risparmio previsto è di 30 miliardi.

Blocco dell’esternalizzazione delle frontiere (500 milioni/anno)

Proponiamo l’immediata fine delle politiche di esternalizzazione delle frontiere rivolte al blocco e alla detenzione delle persone migranti in Libia, nonché l’abolizione dell’impiego delle navi quarantena. Il risparmio previsto è di 500 milioni.

Utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti (63,5 miliardi)

Per tutti gli investimenti individuati per i servizi pubblici essenziali, proponiamo di utilizzare, sulla base di criteri di trasparenza e sostenibilità, prestiti a tasso zero attraverso Cassa Depositi e Prestiti, che attualmente gestisce 265 miliardi di risparmi postali conferiti da 22 milioni di cittadini.

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