Attenzione agli Esperti! | Naresh Jotwani

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Photo by Obi Onyeador on Unsplash

Il mondo – o almeno larga e predominante parte di esso! – è incredibilmente gestita da cosiddetti “esperti”, ogni tanto soprannominati giustamente come “tecnocrati”. I loro ambiti di “competenza” sono molti, e la loro lista sta crescendo sempre più costantemente. La questione è, università e istituti di ricerca dovrebbero essere visti come “tedofori” dello sviluppo, valori, conoscenza, ricerca scientifica, libertà, giustizi … o qualsiasi altra parola che suoni bene su un sito internet o in un discorso. Nella competizione spietata per le tasse sull’istruzione, i fondi alla ricerca, donazioni private e contributi governativi, ogni istituzione deve proclamarsi “eccellenza” – in qualche modo, e comunque.

Come in ogni altro campo dello sforzo umano, le opportunità di sfidare il sistema sono molte. Nella norma, cronometrate tecniche di coalizione, reciproci attacchi alle spalle, feudalesimo, estorsione, esagerazioni, recitare al proprio pubblico … eccetera… sono in peggioramento. Questi schemi sono all’opera incessantemente e alla luce del sole, in tutto il mondo, per avanzare la carriera di ambiziosi e aggressivi addetti del mestiere, già alla mezza età e nuove reclute.

Per i cosiddetti “esperti”, comunque, è pronto all’uso un altro trucco davvero tipico. L’abilità di definire sempre nuove aree di “competenza” e “sfide” rappresenta un’opzione facile, non disponibile in altre sfere dello sforzo umano. Quando sempre più persone conseguono lauree e combattono per il successo e la fama, loro hanno costruito contenitori sempre più piccoli intorno al loro lavoro. Ogni gruppo così dà il nome al suo piccolo contenitore “la futura grande scoperta”, scrivendo poche stupide righe, e tira fuori il motto “fallisci finché non lo ottieni”. Così se una “tanto coraggiosa iniziativa accademica” non funziona alla perfezione, un’altra prende subito forma con una nuova fragranza, con un altro marchio accattivante, ed è già di interesse pubblico. Così si replica la messa in scena di uno “sviluppo” per arrivare ad “ancora più sviluppo”.

Se un artigiano dichiara di aver sviluppato una qualità migliore di sapone, potenziali acquirenti hanno diritto di provare il prodotto, verificare la sua dichiarazione e decidere se spendere i loro “faticosi” guadagni nel nuovo sapone. La controprova, dalla prospettiva dei consumatori, è un punto cruciale ed essenziale quando un nuovo prodotto viene venduto ed introdotto nella società.

Attraverso nuovi e incontestati titoli da accademia, tuttavia, cittadini ordinari della società non hanno diritto di opinione. Tutto ciò è tragico, anomalo e sintomo anche della situazione instabile, poiché il peso politico delle nuove teorie cade quasi tutto sui cittadini comuni. Qualunque cittadino intelligente può studiare un caso e formulare una opinione chiara, ma una sorta di intimidazione “di casta” etichetta gran parte della popolazione come incapace di contestare teorie e politiche che hanno un impatto sulle loro vite; e il legittimo dibattito pubblico viene evitato.

Questa nuova forza tecnica dell’estorsione è basata sul costruire ambienti sempre più vicini alla specializzazione. Al posto di pensare fuori dal proprio ambiente, questi “esperti” spingono in comparti via via più piccoli qualsiasi cosa siano stati in grado di pensare dopo venti e passa anni di educazione “formale”; sono maestri solo di restrizione intellettuale e inutile supremazia.

Le persone comuni non contestano questi “esperti” perché ripongono un’innata fiducia nelle “rispettabili aule dell’istruzione”, incoscienti del fatto che le intenzioni di costoro stanno peggiorando.

Una possibile causa del problema sembra essere che “il benestare della propria cittadinanza” non è sempre una mozione valida per il mondo accademico! Mentre ciascun “esperto” è impegnato a difendere il proprio zerbino, la cosa importante, a comune denominatore – il benessere della società – riceve tuttalpiù la citazione a sostegno di qualche tendenziosa teoria.

Gli esempi che possono facilmente essere citati di “specialisti esperti” stanno creando confusione nel dibattito pubblico, e spesso anche immensa povertà nella vita pubblica.   

Questo succede sia perché sono in disaccordo con sé stessi, o perché hanno scopi personali in mente, e non il bene comune.

Solo alcuni esempi noti saranno qui esposti, in quella che non dovrebbe mai essere interpretata come una lista esaustiva.

  1. La gestione della pandemia di Covid-19 è un recente e abusato esempio. Esperti in virologia, sanità, epidemologia, farmaceutica, medici, progettisti informatici – in breve, come un comune Tom, Dick o Harry – i quali vogliano dimostrare quanto sono brillanti. Naturalmente, coinvolti anche i politici, seguendo il principio di “non lasciare che nessuna crisi vada sprecata”. Chi è che ha sofferto?
  2. Istituti come l’IMF (International Monetary Fund) sono formati da raccomandati “eccelsi” e celebri economisti – sempre impostati, sempre politicamente abili. Adesso raccomandano lo stampaggio illimitato di denaro ad un gruppo di paesi, ed una serrata austerità per un altro. Un mucchio di “fattori curva” è nascosto in tutte le teorie economiche, comunque, per girare ogni movimento nel verso giusto.

La triste realtà politica, comunque, non può essere trovata in nessun libro di testo. Il primo gruppo di stati sono potenti, paesi ‘Creditor’ altamente sviluppati, mentre il secondo gruppo vede solo paesi ‘Debitor’ impoveriti. L’ammontare di denaro verso i creditori dev’essere sempre riscosso per guadagnare succosi ritorni economici dalle nazioni straziate da un debito schiacciante. Tutto questo comporta un’attenzione maggiore agli affari per i sopracitati – i paesi ‘Creditor’- ma gli economisti dovrebbero prendere parte al gioco crudele dell’usura globale?

In ambito di economia, c’è un enorme divisione tra la realtà di fatto e le statistiche ufficiali. Le statistiche permettono a politici ed “esperti” economisti di congratularsi da soli e iniziare l’interminabile gioco di scaricare la colpa. Il benessere della gente cade in prescrizione.

  1. La decisione scellerata di portare “democrazia”, “libertà”, “progresso” eccetera verso gli altri paesi viene abitualmente mossa da “esperti” o “tecnocrati”. In realtà, queste persone non sono più che avidi, servili boia della ricerca incondizionata di potere.
  2. Le frodi fiscali in nome del capitalismo corrompono persino le menti più lucide della società e i computer più potenti. Strategie come l’alta frequenza dei titoli in ‘front-running’ (illecito fiscale nello scambio di informazioni per l’ordine dei titoli acquistati e/o venduti mirato al profitto n.d.t.) e le scommesse sugli algoritmi non portano beneficio all’agricoltura, alla manifattura, all’educazione, alla sanità pubblica o al bene comune. Invece, qualche mese fa, il sottoscritto ha avuto la chiara impressione che Donald Trump stesse mettendo alla prova e ingannando gli investitori sul mercato degli stock di titoli, con una serie alternata di commenti acceso/spento sul possibile accordo con la Cina.
  3. In quanto specialisti, gli avvocati sono una specie a sé, instancabili maestri dell’evasione, insinuano e confondono; veramente, il benessere o la giustizia sono condannati. Costoro rimangono appesi al successivo anello della catena alimentare della corruzione, inseriti in diverse lobby, le quali sovvertono senza sosta il bene comune.
  4. Molto lavoro è stato raggiunto grazie ad una crescente rivoluzione dell’intelligenza artificiale (AI, artificial intelligence n.d.t.). Di questo gran parte è sensazionale, e gran parte è inefficace e senza forza. Per esempio, se un bot programmato in AI mi inviasse solamente notizie insignificanti, non ce la farò a segnalarlo. Serie difficoltà con l’intelligenza artificiale verranno fuori quando sarà applicata in settori critici come la sanità pubblica o l’amministrazione.

Dovunque ci giriamo, vediamo esempi di una forte tendenza centrifuga operante nelle questioni umanitarie, portate avanti essenzialmente dall’insoddisfazione da cui sono composte. Un vero, olistico benessere dalla società è assente da tutte le agende, mentre la coscienza avida come le iene, lo trasporta con le fauci insanguinate verso le rimanenti parti sane della società finquando poche ne rimarranno.

Comprendendo che il benessere degli altri richiede compassione – senza di questa nessun insieme di sviluppo materialistico, sensazionalizzato “progresso” o “ricerca”, politica, moda, titolo accademico, successo, svolta o propaganda può condurre un legittimo, duraturo scopo.

La compassione è la semplice, centrale verità che tutti gli “esperti” evitano come una piaga. Loro non “ci mettono” compassione.

Questa frenetica, evasività senza sosta in tutte le direzioni crea una forza e centrifuga tendenza divisiva. L’inestimabile centro del benessere viene abbandonato, come da “esperti” scappati via in ogni direzione possibile eccetto verso il cuore del benessere e della felicità.

Fortunatamente, distinguendo il singolo individuo, quel cuore è sempre presente, nel profondo – aspettando pazientemente di essere trovato e il suo tesoro di essere aperto.


Naresh Jotwani

Il Dr. Naresh Jotwani è un accademico parzialmente in attività . Attualmente vive in India ed è membro del TRANSCEND Network for Peace Development Environment (Rete TRANSCEND per lo sviluppo e la costruzione della Pace, n.d.t.). Oltre a un impiego come ingegnere, educatore e relatore, svolge un’impegnata, personale esplorazione di come le profonde scoperte e insegnamenti del Budda Gautama possono essere adattate ai difficili problemi della vita contemporanea.


EDITORIAL, 30 Nov 2020| #669 | Naresh Jotwani – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Fabrizio Caridi per il Centro Studi Sereno Regis