Un’elezione USA critica | John Scales Avery

Donald Trump e l'esercito

Perché l’elezione del 2020 è così importante

Ecco una citazione da Bernie Sanders:

“Donald Trump è un bugiardo patologico. Secondo resoconti documentati ha detto più di 20.000 bugie e distorsioni da quando è presidente. Questo è ovviamente un comportamento molto fastidioso per chiunque sia presidente degli Stati Uniti.Ma quel che lo è ancor più è che Trump sta ora usando le sue menzogne e la sua disinformazione per seminare confusione e caos nel processo elettoraleminando la democrazia americana. In altre parole, non intende accettare i risultati elettorali se perde, né lasciare volontariamente la sua funzione; il che non è solo una crisi costituzionale, bensì una minaccia per tutto ciò che questo paese rappresenta.

“Al fine di essere efficace nel combattereil tentativo di Trump di sabotare l’elezione di novembre, è importante che voi e tutti quelli che conoscete riconoscano i segni ammonitori su ciò che lui e i suoi alleati Repubblicani stanno facendo.

…Nel corso elle ultime settimane, Trump ha coerentemente cercato di gettare dubbi sulla legittimità dell’elezione ventura. In un periodo recente in cui Trump è indietro in quasi ogni sondaggio nazionale e in quasi tutti i sondaggi negli statipiù contesi, ha affermato‘L’unico modo per poterci portar via questo esito elettorale è che sia un’elezione truccata’. “Pensate a che cosa vuol dire: che se vince l’elezione, bene; ma se la perde, è perché è truccata; e se è così, lui non se ne va dalla presidenza. Cioè, se viene testa vinco, se viene croce perdi…

“Trump non sta solo provando a creare caos e delegittimare il processo elettorale. Lui e il partito Repubblicano adesso stanno spendendo decine di milioni di dollari nei tribunali per rendere più difficile votare alla gente. Stanno tentando di definanziare e distruggere il Servizio postale USA così che la gente non potrà votare per posta. E i loro alleati nei parlamenti degli stati come la Pennsylvania rifiutano di emanare leggi che assicurino che si contino tempestivamente tutti i voti legittimi”.

Il neo-fascismo di Donald Trump

Secondo gli atti di divorzio della prima moglie di Trump, lui ha tenuto sul comodino copia delle traduzioni dei discorsi di Hitler e li ha studiati scrupolosamente. La sua campagna elettorale del 2016 era apertamente razzista, e da quando ha assunto l’attuale funzione è razzista a parole e nei fatti.

L’utilizzo di truppe non identificate in veicoli anonimi da parte di Trump per intossicare di gas lacrimogeni, picchiare e terrorizzare i dimostranti ricorda le Camicie Brune di Hitler.

Ricordiamo che Hitler arrivò al potere legalmente ma lo mantenne con metodi illegali. C’è un’analogia preoccupante fra quel che succede oggi negli USA e quel che successe in Germania negli anni ‘30.

Minacce di guerra

Donald Trump ha sovente minacciato di guerra, addirittura nucleare, paesi esteri. Per esempio, a proposito del conflitto con la Corea del Nord, Trump ha detto: L’uomo-razzo ha in atto una missione suicida per sé e il suo regime. Se [gli USA] sono costretti a difendere sé ogli alleati,non avremo altra scelta che distruggere del tutto la Corea del Nord”.

Trump ha anche minacciato di guerra l’Iran. Minacce del genere sono un crimine secondo i Principi  di Norinberga e la Carta delle Nazioni Unite.

Trump ha mentito a proposito del COVID-19

Secondo un articolo del 10 settembre 2020 sul sito web di World Socialist:

“Mercoldì scorso, l’affermato reporter del Washington Post e fonte informativa sull’establishment Bob Woodward ha reso pubbliche registrazioni di telefonate col presidente USA Donald Trump, chiarendo che la Casa Bianca, pur con i propri sforzi pubblici per sminuire la minaccia del Covid-19,era del tutto consapevolea gennaio del massiccio pericolo costituito dalla nuova letale malattia.

I nastri stabiliscono che l’amministrazioneTrumpha mentito al pubblico su tale minaccia mentre attuava deliberatamenteuna politica che ha condotto alla morte di quasi 200.000 persone.

“Durante il periodo critico di gennaio-marzo [2019], misure simili a quelle prese in Cinaavrebbero risparmiato centinaia di migliaia di vitein USA e altrove, ma la Casa Bianca prese la decisione a sangue freddo di mentire al pubblico, crimine senza precedenti.

Il 7 febbraio, Trump disse a Woodward di aver appena avuto una conversazione con il presidente cinese Xi Xinping, che gli aveva fornito una valutazione chiara e franca dei pericoli costituiti dalla pandemia. ‘E roba letaledisse Trump ‘anche più che perfino le vostre robuste influenzequi siamo a [un tasso di mortalità] cinque per centocontro l’uno o anche meno.

Queste parole erano in flagrante contraddizione con le affermazioni fatte in pubblico da Trump le settimane e i mesi successivi, in cui paragonava la pandemia all’influenza stagionale, promettendo che sarebbe ‘scomparsae asserendo che i casi stessero ‘scemando

Nonostante l’estremo pericolo sanitario posto dal diffondersi della pandemia, la classe dominante era virtualmente solo concentrate sull’impatto economico di una pandemia, cioè, su come il male avrebbe influito sulla borsa valori e sulla ricchezza personale dei più ricchi- da 1 a 5% della società. L’oligarchia capitalistatemeva, prima di tutto, che un esplicito riconoscimento public del pericolo conducesse a un panico finanziari, che avrebbe fatto sì che i mercati barcollassero e forse affondassero precipitosamente’.”

I Repubblicani si rendono conto che perderanno l’elezione del 2020 se onesta

La disastrosa gestione della pandemia Covid19 di Donald Trump, combinata con i terribili effetti economici della stessa, ha reso impopolari i Repubblicani; e questo si riflette in sondaggi recenti. Pare estremamente probabile che, se all’elezione di novembre parteciperanno molti elettori, vinceranno i Democratici. Rendendosene conto, i Repubblicani stan facendo tutto quel che possono per rendere non equa l’elezione e per ridurre l’affluenza al voto, specialmente in distretti con un gran numero di Democratici.

Parte di questa strategia Repubblicana è sabotare il voto postale, e costringere gli elettori a scegliere fra rischiare la vita nella pandemia e abbandonare il proprio dovere civico.

Il clima dovrebbe essere un tema elettorale centrale

Secondo il Rapporto IPCC del 2018, il mondo ha davanti solo un brevissimo periodo per fermare l’estrazione e l’utilizzo dei combustibili fossili. Se manchiamo collettivamente di farlo entro un decennio circa, si possono innescare reazioni irreversibili che renderanno vani gli sforzi umani di evitare cambiamenti climatici catastrofici. Gran parte del mondo potrebbe diventare inabitabile, e potrebbe iniziare una vastissima estinzione di massa. Benché gli effetti peggiori del riscaldamento globale maturino nel lontano future, sono a rischio i bambini che vivono oggi. Diamo loro cura e affetto, ma ciò è senza senso se non facciamo di tutto per assicurare che essi e le future generazioni ereditino un mondo in cui possano sopravvivere. E, pur essendo le minacce peggiori ancora lontane, cominciamo già ora a sentirne gli effetti.

La California sta bruciando! Al 28 agosto 2020, 7175 incendi avevano bruciato 1660.332 acri [671.800 ha, ndt], secondo il Dipartimento Forestale e Protezione Incendi della California.

Secondo un articolo pubblicato sul Los Angeles Times il 7 settembre 2020:

Le Colline Boscose hanno avuto titoli nazionali con la temperature di 121gradi [F=49,4°C, ndt], la più alta mai registrata auna stazione di rilevamentodel Servizio Meteo Nazionale della contea di Los Angeles.”

L’Artico sta bruciando! Una città siberiana del nordest a nord del circolo polare artico, ha acquisito probabilmente il primato per la più alta temperatura documentata del Circolo Artico, con 100.4°F (38 Celsius) a giugno 2020. Il metano, pericoloso per l’effetto serra, sta venendo emesso dal permafrost artico in fusione e dai mari poco profondi a nord della Siberia. Inoltre, gli incendi nell’Artico stanno emettendo una quantità di CO2 senza precedenti. Verso fine luglio 2020 si sono osservati circa 600 incendi in corso nella regione, rispetto ai 400 del 2019 e un centinaio in media fra il 2003 e il 2018.

La stagione degli uragani 2020 è cominciata presto, con Laura, ed è prevista insolitamente grave. Sta fondendo la placca glaciale della Groenlandia. Crollano i banchi di ghiaccio nell’Antartico. Ma pur con questi ovvi segnali di pericolo, l’emergenza climatica viene appena menzionata nella campagna elettorale del 2020 o nei mass media USA. Dovrebbe essere un tema centrale.

L’eleizone USA di novembre è critica, non solo per via del neofascismo di Donald Trump, ma soprattutto perché se mantiene il potere il partito Repubblicano, negazionista sul cambiamento climatico e sostenitore dei combustibili fossili, ogni speranza di salvare il pianeta da un riscaldamento globale letale per la vita può andare persa. Chi fra noi ha la capacità d’influire sull’elezione o di votare deve lavorare con dedizione per una vittoria Democratica.

Il disastro del 2016 non deve ripetersi!

Ricordiamoci di quanto accadde nella disastrosa elezione del 2016. Contro le aspettative, fu eletto Donald Trump, che come dice Michael Moore è un “un abietto, ignorante e pericoloso clown a tempo parziale e un sociopaticoa tempo pieno”.

Che cosa successe? Disillusi dal modo in cui fu sabotato dai media e dal Comitato nazionale Democratico, e disprezzando Hillary Clinton per il suo coinvolgimento nelle guerre USA e nelle banche di Wall Street, molti elettori progressisti si astennero. In loro assenza, Trump vinse di misura, perdendo il voto popolare ma vincendo quello elettorale [= dei grandi elettori, ndt].

Oggi, la Casa Bianca è un pantano di dissidi, decisioni erratiche e bugie. Nel 2016, 66 milioni di persone votarono per Clinton, e 63 milioni per Trump. Ma il numero di elettori disillusi astensionisti era ben maggiore che l’uno o l’altro gruppo: 100 milioni! Questo non deve accadere di nuovo!

Benché il Comitato nazionale Democratico controllato dalle grosse aziende abbia di nuovo sabotato l’ala progressista del partito dandoci due candidati attraenti ma non-progressisti, Biden e Harris, i giovani elettori progressisti e idealisti non devono mancare di votare contro Trump.

Le poste sono troppo alte per una ripetizione del disastro del 2016. Mancare di liberarsi di Trump e del partito Repubblicano vorrebbe dire la fine della democrazia negli Stati Uniti. Vorrebbe dire un mondo future a fuoco, inabitabile, la fine di molta della civiltà umana, e la fine di gran parte della biosfera.


John Scales Avery

John Scales Avery, Ph.D., partecipe a un gruppo che condivise il Premio Nobel per la Pace del 1995 per lorganizzazione della Conferenza Pugwash su Scienza e Affari Mondiali, è membro della Rete TRANSCEND ed è professore emerito associato all’istituto H.C.Ørsted dell’Università di Copenhagen, Danimarca. Presiede sia il Gruppo nazionale Pugwash danese sia l’Accademia Danese per la Pace e ha conseguito la sua formazione in fisica teoretica e chimica teoretica presso l’M.I.T., l’Università di Chicago e l’Università di Londra. E’ autore di numerosi libri sia su argomenti sia su più vaste questioni sociali. I suoi libri più recenti sono Information Theory and Evolution e Civilization’s Crisis in the 21st Century (pdf).


EDITORIAL, 26 Oct 2020 #662 | John Scales Avery – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


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