9. Mangiando una mela coi libri di scuola | Cinzia Picchioni

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Cappello

2020, o anche vénti-vènti di novità, con una nuova Serie.

No! Che avete capito? Non l’ennesima Serie televisiva, ma una sequela di articoli-riflessioni sui temi ultimamente tanto di moda: clima, riscaldamento globale, fridays for future, scioglimento dei ghiacci…

Faccio l’insegnante di yoga dal 1987, e studiando i testi ho scoperto da tempo che i Maestri dell’antica disciplina hanno parlato, scritto, vissuto da oltre duemila anni i temi di cui oggi si urla nelle piazze. Criteri per uno stile di vita più «lieve» e sostenibile per il Pianeta racchiusi in 8 «passi» – tra i quali, ovviamente, ci sono anche le posizioni e le tecniche dello yoga, ma al terzo posto; i primi 2 riguardano proprio il modo di vivere, e contengono 10 indicazioni, anche molto pratiche, su come comportarsi, su quanto accontentarsi, su perché occorra praticare anche la giustizia (oltreché la posizione del loto, altrimenti non servirà!!!).

Articolo dopo articolo – siamo agli sgoccioli – le stiamo conoscendo.

C’era una volta…
… e Greta Thunberg non era nemmeno nata
di Cinzia Picchioni

Svadhyaya

Letteralmente è lo studio dei testi sacri della propria tradizione, ma nell’ambito di questa tradizione – l’ecologia profonda – può essere inteso anche come conoscenza delle cose così come sono; ad esempio saper riconoscere le notizie vere in mezzo al mare delle false, pretendere un’informazione autentica (sul 5G??? sulle “grandi” opere?), non accontentarsi del web, ma approfondire le ricerche delle verità (ricordate? Il secondo di questi 10 articoli trattava proprio di satya, la verità (anzi veridicità, dire la verità: veri-dici-).

«[…] Mangiando una mela coi libri di scuola.

Ti piace studiare. Non te ne devi vergognare» (Albachiara, di Vasco Rossi)

Svadhyaya dunque significa studiare, informarsi nel modo più completo possibile, parlare con le persone anziane – e non consultare solo i nuovi media –, leggere/rileggere i testi classici dell’ecologia (Greta non ha scoperto nulla che non sia già stato detto, studiato e scritto tempo fa, quando ancora non si vedevano gli effetti di un comportamento non compatibile con la vita del e sul pianeta). Così, studiando, avremo di che rispondere a chi ci taccerà di ingenuità e giovanilismo quando scenderemo in piazza, il prossimo FFF (Friday For Future), insieme a orde di pischelli con i loro cartelli autoprodotti!

I FFF non sono una moda!

Anzi semmai potremmo partecipare proprio come memoria storica, noi con i capelli grigi, e consigliare anche a loro – i pischelli – di leggere le «bibbie», come Ecologia profonda (sottotitolo: Vivere come se la natura fosse importante, di Devall-Sessions), come La grana delle cose (di Gary Snyder, curato da Alberto Cacòpardo), come I limiti dello sviluppo (di Meadows, Randers e Behrens III).  Così anche loro – sempre i pischelli – sapranno cosa rispondere a chi li taccerà di  ingenuità: «Sai che c’è, zio? Le cose che urliamo ogni venerdì le diceva già mio nonno, anzi le scriveva, mio “nonno”, quando io non ero nemmeno nato. Quindi vuol dire che il problema è reale e che se siamo ancora qui, decenni dopo, significa che non si è fatto abbastanza e noi – i pischelli – abbiamo ancora lavoro da fare. Altro che ingenuità! Altro che “andate a scuola”! Siamo andati a scuola, abbiamo studiato, abbiamo letto e abbiamo saputo che avevano ragione i nostri nonni – reali o virtuali – a dire e scrivere quello che dicevano e scrivevano. Le loro parole sono arrivate fino a noi, oggi, in questi venerdì!».

Lo studio e la conoscenza – in una parola: svadhyaya – sono importanti, anche (soprattutto?) per i classici, gli evergreen=sempreverdi, appunto, verde è proprio il colore dell’ecologia!

E a proposito di evergreen (e di scuola), qui ci sono Compagno di scuola (Venditti, 1975) e La scuola (Finardi, 1979) …non sappiamo deciderci, le adoriamo entrambe e quindi, questa settimana, doppio ascolto!